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Imprese · Utili e remunerazione dei soci

Dividendi di una SRL

L'utile non è denaro del socio finché la SRL non delibera la distribuzione dei dividendi. E quando lo diventa, il modo in cui esce dalla società determina quanto ne arriva davvero, con differenze che nell'arco di un anno pesano parecchio.

01 · I presupposti

Quando gli utili si possono distribuire

La distribuzione non è libera. Presuppone un utile effettivamente esistente e disponibile, risultante da un bilancio regolarmente approvato, e il rispetto dei vincoli posti dal Codice civile a tutela dei creditori sociali.

  • Bilancio approvato dall'assemblea dei soci: senza approvazione non c'è utile distribuibile.
  • Riserva legale accantonata nella misura prevista fino al raggiungimento del limite di legge.
  • Perdite pregresse coperte: finché il capitale risulta eroso da perdite non ripianate, la distribuzione è preclusa.
  • Riserve indisponibili rispettate: alcune riserve, per natura o per vincolo, non sono distribuibili.
  • Delibera assembleare che dispone la distribuzione, con l'indicazione dell'importo e del termine di pagamento.
Prelevare denaro dalla società senza una delibera di distribuzione non è un dividendo: è un finanziamento del socio, che va restituito, oppure un prelievo che rischia di essere riqualificato con conseguenze fiscali e civilistiche.
02 · Come si fa

La delibera di distribuzione

La distribuzione degli utili di esercizio si delibera di norma nella stessa assemblea che approva il bilancio, ma nulla vieta di deliberarla successivamente su riserve già formate.

  1. Approvazione del bilancio

    L'assemblea approva il bilancio e prende atto del risultato d'esercizio.

  2. Destinazione del risultato

    Si delibera l'accantonamento a riserva legale, l'eventuale accantonamento ad altre riserve e la parte da distribuire.

  3. Verbalizzazione

    La delibera va verbalizzata con l'indicazione dell'importo per quota e del termine di pagamento.

  4. Pagamento e ritenuta

    Al momento del pagamento la società opera la ritenuta prevista e la versa con F24 alla scadenza.

Il diritto del socio al dividendo nasce con la delibera, non con la chiusura dell'esercizio. Prima di quel momento l'utile è patrimonio della società, e come tale risponde delle obbligazioni sociali.
03 · Quanto resta

Come sono tassati i dividendi di una SRL

Per le persone fisiche che detengono la partecipazione al di fuori dell'esercizio d'impresa, i dividendi sono assoggettati a una ritenuta a titolo d'imposta operata dalla società al momento del pagamento.

Essendo una ritenuta a titolo d'imposta, il dividendo non concorre al reddito complessivo del socio: non si somma agli altri redditi, non fa salire l'aliquota marginale, non va dichiarato.

Va però tenuto presente che quell'utile ha già scontato l'imposta in capo alla società. Il carico complessivo è la somma dei due passaggi, e va confrontato con quello delle alternative.

PercettoreTrattamentoNota
Persona fisica non imprenditoreRitenuta a titolo d'impostaNon concorre al reddito complessivo
Persona fisica imprenditoreConcorre parzialmente al reddito d'impresaSecondo le percentuali previste
Società di capitaliEsclusione parziale dalla base imponibilePer evitare la doppia imposizione a catena
Società sempliceRegime specifico per trasparenzaImputazione ai soci secondo le regole proprie
Soggetto esteroRitenuta con possibile riduzione convenzionaleRichiede documentazione della residenza fiscale
04 · La scelta

Meglio il compenso amministratore o il dividendo?

È la domanda ricorrente di chi ha una SRL con pochi soci che lavorano in azienda. Non esiste una risposta valida sempre: dipende dall'entità dell'utile, dagli altri redditi del socio e dalla sua posizione previdenziale.

AspettoCompenso amministratoreDividendo
Deducibilità per la societàSì, riduce il reddito imponibileNo, si distribuisce utile già tassato
Tassazione in capo al percettoreAliquote progressive sul reddito complessivoRitenuta a titolo d'imposta
Contributi previdenzialiDovuti, con ripartizione fra società e amministratoreNon dovuti in quanto tali
Detrazioni personaliTrovano capienza nell'imposta ordinariaNon trovano capienza
Accredito pensionisticoSìNo
FlessibilitàDeliberabile e modificabile durante l'annoVincolato all'utile disponibile
Accesso al credito personaleReddito dimostrabile e continuativoMeno immediatamente valorizzato dalle banche

La combinazione che funziona spesso

Nella pratica raramente si sceglie l'uno o l'altro in via esclusiva.

  • Un compenso amministratore sufficiente a saturare le detrazioni personali disponibili
  • Un compenso che garantisca una posizione previdenziale e un reddito dimostrabile
  • Il resto distribuito come dividendo, se l'utile lo consente
  • Il punto di equilibrio si sposta ogni anno con il reddito atteso
Facciamo il calcolo
05 · Distribuire in corso d'anno

Acconti su dividendi e distribuzione di riserve

Distribuire prima della chiusura dell'esercizio è possibile solo entro limiti stretti, e per le SRL le condizioni sono più restrittive che per le società per azioni.

  • La distribuzione di acconti su dividendi è ammessa solo in presenza dei presupposti di legge, che non ricorrono nella generalità delle SRL di piccole dimensioni.
  • La distribuzione di riserve di utili già formate negli esercizi precedenti è invece deliberabile in qualunque momento, con assemblea dedicata.
  • Le riserve di capitale seguono un regime diverso da quelle di utili, sia civilistico sia fiscale: la distinzione va verificata prima di deliberare.
  • Una distribuzione fatta in assenza dei presupposti espone gli amministratori a responsabilità e può obbligare i soci alla restituzione.
Nelle piccole SRL la via praticabile per anticipare liquidità ai soci durante l'anno non è l'acconto su dividendi, ma la distribuzione di riserve pregresse oppure un compenso amministratore erogato periodicamente.
06 · Da evitare

Gli errori più frequenti

Sono errori di gestione, non di calcolo, e si manifestano quasi sempre in occasione di un controllo o di un cambio di assetto societario.

  • Prelevare senza delibera, generando un debito del socio verso la società che si accumula negli anni.
  • Distribuire in presenza di perdite non coperte, con responsabilità degli amministratori e obbligo di restituzione.
  • Omettere la ritenuta o versarla in ritardo: la società ne risponde in proprio.
  • Confondere riserve di utili e di capitale, con effetti fiscali diversi in capo ai soci.
  • Usare la carta della società per spese personali: non è una distribuzione, è un costo indeducibile e potenzialmente un reddito da riqualificare.
  • Non verificare la posizione previdenziale del socio che lavora in azienda, per il quale i contributi possono essere dovuti a prescindere dai dividendi.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Posso prendere soldi dalla società quando servono e sistemare a fine anno?

Tecnicamente ogni prelievo va qualificato: o è un compenso, o è un rimborso spese documentato, o è un finanziamento del socio da restituire, o è una distribuzione deliberata.

Il conto acceso soci che cresce di anno in anno senza restituzione è una delle situazioni che vengono guardate con più attenzione in sede di verifica, ed è anche un problema in caso di cessione delle quote.

I dividendi vanno dichiarati nella dichiarazione dei redditi?

Per la persona fisica non imprenditore no: la ritenuta operata dalla società è a titolo d'imposta e chiude il rapporto tributario su quella somma.

Diverso è il caso dei dividendi percepiti nell'esercizio d'impresa o da soggetti esteri, che seguono regole proprie.

Sul dividendo pago i contributi INPS?

Il dividendo in quanto tale non è base imponibile previdenziale. Attenzione però: il socio che lavora nella società in un settore commerciale è tenuto ai contributi sulla quota di reddito d'impresa attribuita, e questo prescinde dalla distribuzione.

Non è quindi vero che distribuire dividendi anziché compensi azzeri il carico contributivo: dipende dalla posizione del singolo socio.

Se la società ha utili ma non liquidità posso deliberare comunque?

Formalmente sì, se l'utile è disponibile: la delibera fa sorgere il diritto di credito del socio, che può restare non pagato.

È però una scelta da valutare con attenzione, perché genera un debito della società verso i soci che concorre a definirne la situazione finanziaria e va considerato negli assetti.

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