Contabilità ordinaria
Obbligatoria per le società di capitali, indipendentemente dal volume d'affari. È la voce ricorrente più consistente.
Società · Costituzione
La SRL limita il rischio al capitale conferito e regola i rapporti tra soci. In cambio chiede costi di gestione più alti e adempimenti più fitti. La domanda non è come si apre, ma se è la forma giusta per te.
Tre ragioni giustificano una SRL, e nessuna di queste è il prestigio della sigla.
La prima è la limitazione della responsabilità. Nella ditta individuale e nelle società di persone chi esercita l'attività risponde dei debiti con tutto il proprio patrimonio, presente e futuro. Nella SRL il rischio è circoscritto al capitale conferito. È il motivo più solido, e diventa decisivo quando l'attività comporta rischi contrattuali, esposizioni verso fornitori o responsabilità verso terzi.
La seconda è la presenza di più soci. Uno statuto regola ingressi, uscite, maggioranze, trasferimento delle quote, prelazione, gradimento. Sono clausole che costano poco all'inizio e moltissimo quando i rapporti si guastano senza che nulla sia stato scritto.
La terza è la gestione degli utili. Nella ditta individuale il reddito è tassato per intero in capo al titolare con aliquote progressive, anche se lasciato in azienda. Nella SRL l'utile sconta IRES e IRAP, e la tassazione ulteriore scatta solo quando viene distribuito: chi reinveste ha un vantaggio finanziario apprezzabile.
Sotto l'etichetta "aprire una società" ci sono forme molto diverse per costi, flessibilità e responsabilità.
| Forma | Responsabilità | Capitale | Statuto | Adatta a |
|---|---|---|---|---|
| SRL ordinaria | Limitata al capitale | Da 1 € (con vincoli di riserva sotto 10.000 €) | Personalizzabile | Attività strutturate, più soci, patti su misura |
| SRL semplificata | Limitata al capitale | Da 1 a 9.999 € | Standard ministeriale, non modificabile | Avvio con budget minimo, compagine semplice |
| SNC | Illimitata e solidale per tutti i soci | Non previsto | Personalizzabile | Piccole attività familiari con fiducia reciproca |
| SAS | Illimitata per gli accomandatari, limitata per gli accomandanti | Non previsto | Personalizzabile | Chi apporta capitale senza gestire |
La SRL si costituisce per atto pubblico davanti a un notaio. Il ruolo dello studio è quello che viene prima e quello che viene dopo: impostare le scelte e rendere la società operativa.
Forma giuridica, compagine sociale, capitale, oggetto sociale, previsioni economiche e fabbisogno finanziario.
Definizione delle clausole statutarie e degli eventuali patti parasociali, in coordinamento con il notaio.
Stipula davanti al notaio, versamento del capitale, nomina degli amministratori e dell'organo di controllo se dovuto.
Iscrizione al Registro Imprese, partita IVA, INPS e INAIL, PEC, firma digitale, libri sociali, contabilità e fatturazione elettronica.
Sono quelle a cui nessuno pensa il giorno della firma e che decidono tutto il giorno in cui un socio vuole uscire.
I costi si dividono in due blocchi che vanno valutati separatamente: quello iniziale, una tantum, e quello annuo, che è il vero elemento di scelta.
Il blocco iniziale comprende onorario notarile, imposta di registro, diritti di segreteria e bollo per l'iscrizione al Registro Imprese, vidimazione dei libri sociali, PEC e firme digitali. Per la SRLS gli onorari notarili non sono dovuti e le imposte di bollo e i diritti di segreteria sono esenti, il che riduce sensibilmente l'esborso di partenza.
Il blocco ricorrente è più rilevante nel medio periodo: diritto annuale camerale, tassa di concessione governativa sui libri sociali per le SRL, contabilità ordinaria obbligatoria, bilancio d'esercizio con nota integrativa e deposito telematico, dichiarativi societari, contributi INPS degli amministratori o dei soci lavoratori, eventuale organo di controllo al superamento dei limiti di legge.
Obbligatoria per le società di capitali, indipendentemente dal volume d'affari. È la voce ricorrente più consistente.
Redazione, nota integrativa, verbale di approvazione e deposito XBRL al Registro Imprese entro trenta giorni dall'approvazione.
Dovuto ogni anno alla Camera di commercio, con importo che varia per forma giuridica e fatturato.
Gestione Separata INPS sul compenso, oppure gestione artigiani o commercianti per i soci che lavorano nell'impresa.
Obbligatorio al superamento dei limiti dimensionali previsti dal Codice civile, con costo aggiuntivo.
Obbligo organizzativo previsto dall'art. 2086 del Codice civile, proporzionato alla dimensione dell'impresa.
Il reddito della SRL sconta l'IRES al 24% e l'IRAP, la cui aliquota ordinaria è fissata dalla Regione entro i margini di legge. La tassazione è proporzionale, non progressiva: non aumenta al crescere dell'utile.
Quando l'utile viene distribuito ai soci persone fisiche non imprenditori, sui dividendi si applica una ritenuta a titolo d'imposta del 26%. È la seconda imposizione che, sommata alla prima, determina il carico complessivo su ciò che esce dalla società.
Il compenso dell'amministratore segue una logica diversa: è deducibile per la società e tassato in capo a chi lo percepisce come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, con aliquote IRPEF progressive e contribuzione previdenziale. Il dosaggio tra compenso e dividendo è una delle leve di pianificazione più efficaci, e va calibrato ogni anno sui numeri reali.
Dipende dalla forma scelta. La SRL semplificata azzera gli onorari notarili ed è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria per la costituzione: l'esborso iniziale si limita all'imposta di registro, alle vidimazioni, alla PEC e alle firme digitali.
La SRL ordinaria comporta l'onorario notarile, variabile in base alla complessità dello statuto. Il costo che pesa davvero non è però quello iniziale ma quello annuo di gestione, che va stimato prima di decidere.
Sì, è la SRL unipersonale. La responsabilità resta limitata, a condizione che il capitale sia interamente versato al momento della costituzione e che negli atti e nella corrispondenza sia indicata la condizione di socio unico.
Se queste condizioni non sono rispettate, il socio unico risponde illimitatamente per le obbligazioni sorte nel periodo di inosservanza. È un dettaglio formale con conseguenze pesanti.
Il minimo legale è di 1 euro, ma è una soglia teorica. Un capitale simbolico segnala fragilità a banche e fornitori, e con capitale inferiore a 10.000 euro scatta l'obbligo di accantonare un quinto dell'utile annuo a riserva legale.
Il criterio corretto non è il minimo di legge ma il fabbisogno finanziario dei primi mesi: il capitale dovrebbe coprire gli investimenti iniziali e il circolante fino ai primi incassi, altrimenti la società nasce già dipendente dai finanziamenti dei soci.
Dipende da tre elementi: quanto utile produci, quanto ne prelevi e quanto rischio corri. Se l'utile è consistente e ne reinvesti una parte rilevante, la SRL può risultare più efficiente. Se prelevi tutto ogni anno, il vantaggio si assottiglia.
La trasformazione è un'operazione ordinaria e può avvenire in continuità, ma ha effetti fiscali che vanno valutati prima: trattamento delle plusvalenze, rimanenze, beni strumentali, contratti in essere e rapporti con i fornitori.
Se percepisce un compenso, sì: sulla somma si applica la contribuzione alla Gestione Separata INPS, ripartita tra società e amministratore secondo le percentuali di legge.
Discorso diverso per i soci che prestano attività lavorativa nell'impresa in modo abituale e prevalente: per loro può scattare l'iscrizione alla gestione artigiani o commercianti, con contributi dovuti anche in assenza di compenso. È una verifica da fare in fase di costituzione, non dopo.
Dopo il notaio la SRL esiste, ma la contabilità parte da zero. Libri, registri, compenso dell'amministratore, primo bilancio e il salto di imposte del secondo anno: cosa aspettarsi nei primi dodici mesi.
Leggi l'articoloTrasformare dopo si può, ma costa. Un'ora di analisi su ricavi attesi, rischio d'impresa e rapporti tra soci evita scelte che poi si pagano per anni.