Quando conviene il forfettario
Il confronto fra i due regimi, con metodo.
ApriPartite IVA · Cambio di regime
Uscire dal forfettario non è una scelta: è una conseguenza. Le regole sono due, con effetti molto diversi, e chi supera la soglia più alta si trova a dover rifare le fatture già emesse.
La normativa distingue due situazioni, e la differenza fra le due è la cosa più importante di questa pagina.
| Situazione | Effetto | Conseguenza pratica |
|---|---|---|
| Ricavi oltre la soglia ordinaria ma entro il limite maggiorato | Uscita dal 1° gennaio dell'anno successivo | L'anno in corso resta forfettario: nessuna fattura da rifare |
| Ricavi oltre il limite maggiorato | Uscita immediata, con effetto sull'anno in corso | Tutto l'anno diventa ordinario a posteriori, IVA compresa |
| Perdita di un altro requisito | Uscita dal 1° gennaio dell'anno successivo | Ad esempio partecipazione societaria o redditi da lavoro oltre il limite |
L'anno in corso si considera ordinario fin dall'inizio. Questo significa ricostruire a ritroso tutto quello che il forfettario non richiedeva.
L'IVA va assolta su tutte le operazioni dell'anno, comprese quelle già fatturate senza. Le fatture emesse vanno integrate.
L'IVA integrata si può rivalere sui clienti, ma è una conversazione commerciale che non sempre va bene, soprattutto con i privati.
Registri IVA, registrazione dei costi, documentazione degli acquisti dell'intero anno.
Il reddito si determina per differenza fra ricavi e costi effettivi, non più con il coefficiente. I costi documentati diventano improvvisamente preziosi.
È la situazione ordinaria e si governa con qualche mese di anticipo. L'anno in corso resta forfettario a tutti gli effetti: nessuna fattura da rifare, nessuna IVA arretrata.
Gli ultimi mesi dell'anno sono quelli in cui le decisioni contano di più.
Il forfettario è un regime semplificato soprattutto sul piano degli adempimenti. Uscendone si ritrovano tutti quelli che erano stati messi da parte.
| Adempimento | Nel forfettario | Nel regime ordinario |
|---|---|---|
| IVA in fattura | Non applicata | Applicata con l'aliquota propria dell'operazione |
| Detrazione IVA acquisti | Non ammessa | Ammessa, secondo le regole generali |
| Liquidazioni periodiche | Non dovute | Mensili o trimestrali, con comunicazione |
| Dichiarazione IVA annuale | Non dovuta | Dovuta |
| Registri contabili | Non obbligatori | Obbligatori, secondo il regime contabile scelto |
| Determinazione del reddito | Coefficiente sul fatturato | Ricavi meno costi effettivi documentati |
| Detrazioni personali | Non utilizzabili | Utilizzabili, come per qualunque contribuente |
| Studi di settore e indici | Non applicabili | Applicabili secondo le regole vigenti |
L'uscita non è definitiva. Se i requisiti tornano a esserci, il regime si può riprendere: non esiste alcuna preclusione permanente per chi è uscito per superamento delle soglie.
Il passaggio si affronta bene se comincia con qualche mese di anticipo. Questa è la sequenza che funziona.
Tieni sotto controllo il progressivo mese per mese, con la data di incasso: nel forfettario vale il criterio di cassa.
A settembre si capisce già se l'anno chiuderà sopra o sotto. È il momento in cui le decisioni sono ancora possibili.
Se l'uscita è certa, comunica i nuovi listini ai clienti con anticipo, spiegando il motivo.
Contabilità, fatturazione con IVA, scadenzario delle liquidazioni: pronti prima del primo gennaio, non dopo.
Solo se hai superato il limite maggiorato. In quel caso l'uscita ha effetto sull'anno in corso e l'IVA va assolta su tutte le operazioni dell'anno, comprese quelle già fatturate.
Se invece hai superato la soglia ordinaria restando sotto il limite maggiorato, l'anno in corso resta forfettario e non c'è nulla da rifare.
Puoi esercitare la rivalsa, emettendo le note di variazione. Se il cliente è un'azienda che detrae l'IVA, di norma non fa difficoltà.
Con clienti privati la conversazione è più difficile, perché per loro è un costo effettivo. In pratica, in quei casi l'imposta finisce spesso a carico di chi ha emesso la fattura.
Cambia il tipo di lavoro. Nel forfettario molti gestiscono da soli la fatturazione; nell'ordinario compaiono liquidazioni periodiche, registri, dichiarazione IVA e una determinazione del reddito basata sui costi effettivi.
La parte in cui si recuperano soldi (detrazione IVA, deducibilità dei costi, ammortamenti) è anche quella in cui gli errori costano di più.
In alcuni casi sì: chi ha costi rilevanti o investimenti in programma può trovare l'ordinario più conveniente ancora prima di raggiungere la soglia.
La verifica è la stessa della pagina sulla convenienza del forfettario, fatta però in prospettiva sui prossimi due o tre anni.
Il forfettario è semplice e spesso conveniente, ma non sempre. Costi reali alti, detrazioni di famiglia che si perdono e investimenti con IVA sono i tre casi in cui il conto va rifatto prima di scegliere.
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