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Servizi CAF · Previdenza

Il riscatto della laurea

Trasformare gli anni di università in contributi versati. Il costo varia enormemente a seconda del periodo e del sistema applicabile, e la convenienza non si misura in euro spesi ma in mesi di anticipo e in aumento dell'assegno.

01 · Il meccanismo

Che cosa si può riscattare

Il riscatto consente di rendere utili ai fini pensionistici gli anni del corso legale di studi, coperti da un versamento a proprio carico. Non è un acquisto di anni qualsiasi: sono i periodi effettivi del corso, senza i fuori corso.

  • Si riscattano gli anni del corso legale: quelli fuori corso non sono riscattabili.
  • Il titolo deve essere stato conseguito: non si riscattano studi interrotti.
  • Sono riscattabili laurea, diploma universitario, specializzazione, dottorato non già coperto da contribuzione.
  • I periodi già coperti da contribuzione obbligatoria non sono riscattabili.
  • Il riscatto può essere parziale: si possono riscattare solo alcuni anni.
  • La domanda si presenta anche se si è inoccupati, con regole proprie.
Il riscatto è utile sia per il diritto alla pensione sia per la sua misura. Sono due effetti distinti: aggiungere anni può anticipare la data di uscita, oppure limitarsi ad aumentare l'assegno. La convenienza dipende da quale dei due ti serve davvero.
02 · Il conto

Come si determina il costo del riscatto della laurea

Il costo dipende dal sistema di calcolo applicabile al periodo riscattato, e le differenze sono molto ampie.

  • Il metodo della riserva matematica produce costi molto elevati, e cresce con l'avvicinarsi alla pensione.
  • Il metodo percentuale è più prevedibile ed è legato alla retribuzione degli ultimi dodici mesi.
  • Il riscatto agevolato, dove applicabile, ha un costo forfettario per anno molto più contenuto.
  • Il riscatto agevolato attribuisce però un montante corrispondente al versato: l'effetto sull'assegno è proporzionalmente minore.
  • Il pagamento può essere rateizzato in un numero elevato di rate mensili, senza interessi.
Periodo da riscattareCriterio di calcolo
Periodi collocati nel sistema retributivoRiserva matematica: costo elevato, crescente con età e retribuzione
Periodi collocati nel sistema contributivoPercentuale dell'aliquota contributiva sulla retribuzione dell'ultimo anno
Riscatto agevolatoCosto forfettario fisso per ciascun anno, indipendente dal reddito
Soggetti inoccupatiRegole specifiche, con base di calcolo dedicata
03 · La deduzione

Quanto si recupera con le imposte

È l'elemento che riduce il costo effettivo e che spesso non viene calcolato correttamente.

  1. Se lo paghi tu

    L'onere è interamente deducibile dal reddito complessivo: il risparmio dipende dalla tua aliquota marginale.

  2. Se lo paga un familiare

    Chi sostiene l'onere per un familiare fiscalmente a carico può dedurlo, o detrarlo secondo le regole applicabili.

  3. Se il soggetto è senza reddito

    Il genitore che riscatta per un figlio senza reddito ha diritto a una detrazione dall'imposta.

  4. La rateizzazione

    La deduzione segue il criterio di cassa: si deduce quanto effettivamente versato in ciascun anno.

Il costo netto è molto più basso

Ed è quello che va confrontato.

  • La deduzione abbatte il reddito imponibile, non l'imposta
  • Con un'aliquota marginale alta il risparmio è consistente
  • La rateizzazione pluriennale distribuisce anche il beneficio fiscale
  • Il confronto di convenienza va fatto sul costo netto, non su quello lordo
Facciamo il calcolo netto
04 · La valutazione

Quando conviene davvero

Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla posizione contributiva, dall'età e da quale obiettivo si persegue.

Conviene

Se gli anni riscattati ti fanno raggiungere un requisito altrimenti irraggiungibile, o anticipano sensibilmente la data di uscita.

Conviene

Se hai un'aliquota marginale elevata: la deduzione abbatte molto il costo effettivo.

Conviene meno

Se hai già una carriera contributiva piena e gli anni aggiunti spostano poco la data.

Va calcolato

Se sei ancora giovane: il costo con il metodo percentuale è basso, ma l'orizzonte è lungo e le regole possono cambiare.

Attenzione

Il riscatto agevolato costa poco ma attribuisce un montante ridotto: sull'assegno finale l'effetto è minore.

05 · Come si fa

Come si presenta la domanda

La procedura è telematica e prevede un passaggio importante: la possibilità di rinunciare dopo aver visto il costo.

  • La domanda si presenta all'INPS con SPID o CIE, o tramite CAF e patronato con delega.
  • Vanno indicati corso, anni da riscattare e periodo esatto.
  • L'INPS elabora un provvedimento con il costo determinato.
  • Si può accettare o rinunciare dopo aver visto l'importo: la domanda non vincola.
  • Il pagamento può essere in unica soluzione o rateizzato in molte rate mensili senza interessi.
  • L'accredito dei periodi avviene progressivamente con i versamenti, o integralmente al saldo.
La possibilità di rinunciare dopo aver visto il preventivo rende la domanda a costo zero: vale la pena presentarla anche solo per conoscere l'importo esatto, che nessuna simulazione riproduce con precisione.
06 · Altre strade

Le alternative al riscatto

Se l'obiettivo è colmare vuoti contributivi, il riscatto non è l'unico strumento.

  • La ricongiunzione unifica periodi versati in gestioni diverse, ma è onerosa.
  • Il cumulo consente di usare periodi in gestioni diverse senza costi.
  • La totalizzazione ha regole proprie di calcolo, talvolta più favorevoli.
  • I versamenti volontari, su autorizzazione, coprono periodi di inattività futura.
  • La previdenza complementare non aggiunge anni ma costruisce una rendita, con deducibilità propria.
  • Recuperare contributi omessi dal datore costa nulla e vale quanto un riscatto: è la prima cosa da verificare.
Prima di spendere per un riscatto vale sempre la pena controllare l'estratto conto: recuperare periodi che il datore non ha versato è gratuito e produce lo stesso effetto. È il controllo con il miglior rapporto fra costo e beneficio in assoluto.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Posso riscattare anche gli anni fuori corso?

No. Sono riscattabili solo gli anni del corso legale di studi previsto dall'ordinamento: chi si è laureato in otto anni per un corso quinquennale può riscattarne cinque.

Il titolo deve inoltre essere stato conseguito: gli studi interrotti senza laurea non danno diritto al riscatto.

Quanto costa esattamente?

Dipende dal sistema di calcolo applicabile al periodo. Per i periodi nel sistema contributivo si applica l'aliquota sulla retribuzione dell'ultimo anno; per quelli nel retributivo si usa la riserva matematica, che costa molto di più.

Il modo più affidabile per saperlo è presentare la domanda: l'INPS elabora un provvedimento con l'importo esatto, e si può rinunciare dopo averlo visto. La domanda non vincola.

Il riscatto agevolato conviene sempre?

Costa molto meno, ma attribuisce un montante contributivo corrispondente a quanto versato: l'effetto sull'importo della pensione è proporzionalmente minore rispetto al riscatto ordinario.

Conviene se l'obiettivo è raggiungere un requisito di anzianità; conviene meno se l'obiettivo è aumentare l'assegno. È il confronto da fare prima di scegliere.

Mio figlio non lavora. Posso riscattare io per lui?

Sì. Il riscatto per un familiare fiscalmente a carico è possibile e chi sostiene l'onere può portarlo in deduzione o in detrazione secondo le regole applicabili.

Per i soggetti non ancora iscritti ad alcuna gestione previdenziale è previsto un criterio di calcolo dedicato, che rende il costo più contenuto rispetto a chi ha già una posizione avviata.

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Parliamone

La domanda giusta non è quanto costa, ma quanto ti serve

Con l'estratto conto davanti si calcola se il riscatto anticipa la pensione o se aggiunge solo anni che non ti servono.