Se la società è in salute
La restituzione è un'operazione ordinaria, che segue le condizioni pattuite e non genera materia imponibile per il socio.
Società · Rapporti con i soci
Mettere denaro nella propria società sembra la cosa più semplice del mondo. Il modo in cui lo si fa cambia però la restituibilità, il trattamento fiscale e, se le cose vanno male, la posizione del socio verso gli altri creditori.
Quando un socio immette denaro nella società può farlo a titolo di credito (un prestito che la società dovrà restituire) oppure a titolo di capitale, rinunciando alla restituzione. Sono due operazioni completamente diverse.
| Finanziamento soci | Versamento in conto capitale | |
|---|---|---|
| Natura | Debito della società verso il socio | Patrimonio netto |
| Restituzione | Dovuta, secondo gli accordi | Non dovuta, salvo distribuzione |
| Postergazione | Applicabile nei casi previsti dalla legge | Non applicabile |
| Interessi | Possibili, con presunzione di onerosità | Non previsti |
| Effetto sul patrimonio netto | Nessuno | Lo rafforza |
| Rilevanza per gli indici di bilancio | Peggiora il rapporto di indebitamento | Lo migliora |
È il punto che rende il finanziamento soci meno sicuro di quanto sembri. La legge prevede che, in determinate circostanze, il rimborso al socio sia postergato rispetto agli altri creditori.
Serve a impedire una scorciatoia.
Il finanziamento in sé non genera reddito, ma gli interessi sì, e la presunzione di onerosità va gestita.
Le formalità sono poche ma vanno rispettate tutte, perché sono la prova della natura dell'operazione.
Un verbale assembleare o una scrittura privata che qualifichi l'operazione, indichi l'importo, la remunerazione e le condizioni di rimborso.
Il pagamento va tracciato e la causale deve essere coerente con la qualificazione scelta. È il primo documento che si guarda in una verifica.
Il conto va acceso correttamente: debito verso soci per il finanziamento, riserva per il versamento in conto capitale.
La nota integrativa deve dare conto dei finanziamenti dei soci e delle relative condizioni.
È il momento in cui gli errori commessi all'ingresso si manifestano.
La restituzione è un'operazione ordinaria, che segue le condizioni pattuite e non genera materia imponibile per il socio.
La postergazione può impedire il rimborso, e un rimborso già effettuato può dover essere restituito.
Il rimborso rischia di essere riqualificato come distribuzione di utili, con conseguenze fiscali per il socio.
Il finanziamento resta un credito verso la società, distinto dal valore della partecipazione: va gestito separatamente nella cessione di quote.
Il socio finanziatore concorre come creditore, con il limite della postergazione. Vedi liquidazione.
Il credito si trasforma in patrimonio netto e aumenta il costo fiscale della partecipazione, con le regole proprie di quell'operazione.
Sono quasi sempre errori di forma che diventano problemi di sostanza.
Sì, il finanziamento infruttifero è pienamente legittimo. Va però dichiarato espressamente tale in una delibera o in una scrittura, perché in mancanza opera una presunzione di onerosità.
Con la documentazione corretta la società non deduce interessi e il socio non dichiara redditi di capitale: la situazione è pulita per entrambi.
Il versamento in conto capitale entra nel patrimonio netto e non è restituibile come un debito: rafforza la società e migliora gli indici che guardano banche e controparti.
Il finanziamento resta un debito, che la società deve restituire, ma che in situazioni di squilibrio può essere postergato rispetto agli altri creditori. La scelta dipende da quanto ti serve poter riavere quel denaro.
La restituzione del capitale prestato non è reddito e non va dichiarata. Sono redditi solo gli eventuali interessi.
Perché sia pacifico, però, deve risultare che quel denaro fosse effettivamente un finanziamento. Senza documentazione, il rimborso rischia di essere riqualificato come distribuzione di utili, con la tassazione che ne consegue.
Significa che, in caso di crisi, il socio che ha finanziato viene pagato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri creditori.
E se il rimborso è avvenuto nell'anno precedente alla dichiarazione di insolvenza, il socio deve restituire quanto ricevuto. È il motivo per cui, in una società già squilibrata, conferire capitale è spesso più onesto e più sicuro che prestare.
Un bonifico senza causale né delibera diventa quello che sostiene chi ha interesse a dirlo. Meglio scriverlo prima.