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Società · Risultato d'esercizio

Le perdite fiscali

Una perdita non è denaro perso del tutto: è un credito verso gli utili futuri. Ma vale solo se si conosce quanto se ne può usare ogni anno, per quanto tempo, e che cosa la fa sparire.

01 · Come funziona

Che cosa significa riportare le perdite fiscali

Quando un esercizio chiude in perdita fiscale, quella perdita può essere portata in diminuzione dei redditi degli esercizi successivi. È un meccanismo di equità: l'impresa è tassata sul risultato di più anni, non di uno solo.

  • La perdita si determina secondo le regole fiscali, che non coincidono con il risultato civilistico.
  • Il riporto è di regola illimitato nel tempo per i soggetti IRES.
  • L'utilizzo annuale incontra un limite percentuale del reddito imponibile del periodo.
  • Le perdite dei primi esercizi hanno un regime più favorevole.
  • Le regole differiscono fra società di capitali, società di persone e imprese individuali.
  • Le perdite vanno tracciate anno per anno nel quadro dichiarativo dedicato.
Le perdite realizzate nei primi esercizi di attività sono utilizzabili senza il limite percentuale, purché si riferiscano a una nuova attività produttiva. È l'agevolazione che permette a un'impresa avviata da poco di assorbire integralmente i primi utili con le perdite iniziali.
02 · Le differenze

Regole diverse per soggetti diversi

Il regime cambia sensibilmente a seconda della forma giuridica e del regime contabile.

SoggettoRegime del riporto
Società di capitaliRiporto illimitato nel tempo, con limite percentuale annuo di utilizzo
Società di personeLe perdite si imputano ai soci per trasparenza, con regole proprie di utilizzo
Imprese individuali in contabilità ordinariaRiporto con regole assimilate a quelle delle società
Imprese in contabilità semplificataRegime specifico, con criteri propri di riporto
Lavoratori autonomiLe perdite hanno un trattamento distinto, con regole proprie
Regime forfettarioNon si producono perdite fiscali: il reddito è determinato con coefficiente

Le società di persone

La perdita arriva ai soci.

  • La perdita si imputa a ciascun socio in proporzione alla quota
  • Il socio la utilizza secondo le regole applicabili alla propria posizione
  • Vale anche se la perdita non è stata ripianata
  • È lo specchio della tassazione per trasparenza degli utili
Verifichiamo il tuo caso
03 · Quanto se ne usa

Il limite di utilizzo annuale

La perdita non abbatte mai integralmente l'utile dell'anno: opera un limite percentuale che lascia comunque una quota imponibile.

  • L'utilizzo è ammesso entro una percentuale del reddito imponibile del periodo.
  • La parte non utilizzata resta riportabile agli esercizi successivi.
  • Le perdite dei primi esercizi si utilizzano senza limite percentuale.
  • L'ordine di utilizzo segue di regola il criterio cronologico: prima le più vecchie.
  • Nel consolidato fiscale le perdite di gruppo hanno regole proprie.
  • Le perdite anteriori all'ingresso nel consolidato restano utilizzabili solo dalla società che le ha prodotte.
04 · Il rischio vero

Quando le perdite si perdono

Il rischio non è il decorso del tempo: sono le operazioni che modificano la compagine o la struttura dell'impresa.

  1. Fusioni e scissioni

    Il riporto delle perdite è subordinato a test sul patrimonio netto e sulla vitalità economica della società che le ha prodotte.

  2. Il test di vitalità

    Verifica che la società abbia mantenuto un livello minimo di ricavi e di spese per il personale nei periodi precedenti.

  3. Il limite del patrimonio netto

    Le perdite riportabili non possono eccedere il patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio, con le rettifiche previste.

  4. Il cambio di controllo

    Il trasferimento della maggioranza delle partecipazioni unito al mutamento dell'attività fa perdere il diritto al riporto.

La disposizione sul cambio di controllo è antielusiva: colpisce l'acquisto di società svuotate solo per usarne le perdite. Opera quando al trasferimento della maggioranza si accompagna un mutamento dell'attività principale. Vedi operazioni straordinarie.
05 · La pianificazione

Come si pianifica l'utilizzo

Le perdite sono un asset fiscale: vanno monitorate e considerate nelle decisioni, non scoperte a consuntivo.

Il monitoraggio

Tenere un prospetto delle perdite per anno di formazione e di quelle già utilizzate: è la base di ogni valutazione.

Le scelte di bilancio

Ammortamenti, accantonamenti e valutazioni incidono sul risultato e quindi sulla formazione o sull'assorbimento delle perdite.

Le fiscalità differite

Le perdite riportabili possono giustificare l'iscrizione di imposte anticipate, se ci sono ragionevoli prospettive di recupero.

Le operazioni straordinarie

Verificare prima l'effetto sull'utilizzabilità: può cambiare la convenienza dell'intera operazione.

Il consolidato

Consente di compensare subito le perdite di una società con gli utili di un'altra del gruppo.

La cessione dell'azienda

Le perdite restano in capo al soggetto che le ha prodotte: non seguono l'azienda ceduta.

06 · Gli errori

Gli errori più frequenti

Riguardano quasi sempre la tracciabilità e la mancata verifica prima delle operazioni.

  • Non compilare il quadro delle perdite in dichiarazione: la perdita non tracciata è difficile da far valere dopo.
  • Perdere la memoria dell'anno di formazione, che rileva per il regime applicabile.
  • Non verificare i test prima di una fusione o scissione.
  • Sottovalutare l'effetto del cambio di compagine sociale.
  • Iscrivere imposte anticipate senza ragionevole certezza del recupero.
  • Non considerare le perdite nella valutazione di un'operazione: sono un valore, e vanno prezzate.
In una compravendita di partecipazioni le perdite fiscali riportabili sono un elemento del prezzo: chi compra acquisisce anche il diritto a usarle, se i test lo consentono. Verificarne l'utilizzabilità è parte della due diligence, non un dettaglio successivo.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Le perdite scadono?

Per i soggetti IRES il riporto è di regola illimitato nel tempo: la perdita non si estingue per il solo decorso degli anni.

Quello che la fa perdere sono le operazioni straordinarie che non superano i test previsti e il cambio di controllo accompagnato dal mutamento dell'attività. È lì che si concentra il rischio, non nel tempo.

Posso azzerare l'utile con le perdite pregresse?

Non del tutto: l'utilizzo annuale è ammesso entro una percentuale del reddito imponibile del periodo, e una quota resta comunque tassata.

Fanno eccezione le perdite realizzate nei primi esercizi di attività, riferite a una nuova attività produttiva, che si utilizzano senza il limite percentuale.

Compro una società in perdita: posso usare le sue perdite?

Solo se l'operazione supera i test previsti. Il trasferimento della maggioranza delle partecipazioni accompagnato dal mutamento dell'attività principale fa perdere il diritto al riporto.

È una disposizione antielusiva pensata proprio per impedire l'acquisto di società svuotate al solo scopo di utilizzarne le perdite. La verifica va fatta nella due diligence, prima di prezzare l'operazione.

Nella mia SNC c'è una perdita. Che ne faccio?

Nelle società di persone la perdita si imputa ai soci per trasparenza, in proporzione alle quote di partecipazione, indipendentemente dal fatto che sia stata ripianata.

Ciascun socio la utilizza poi secondo le regole applicabili alla propria posizione. È lo specchio esatto del meccanismo con cui vengono imputati gli utili.

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Parliamone

Le perdite si perdono nelle operazioni straordinarie, non nel tempo

Prima di una fusione o di un cambio di compagine, vale sempre la pena verificare che cosa resta utilizzabile.