Conviene
Se l'attività è continuativa, con più clienti e ricavi stabili: a quel punto la partita IVA non è una scelta ma un obbligo.
Persone · Doppia attività
Si può quasi sempre, ma le cose da controllare sono tre e in questo ordine: il contratto di lavoro, i contributi che diventano dovuti, e il divieto di fatturare a chi già ti paga lo stipendio.
Fiscalmente non c'è alcun divieto: si può essere lavoratori dipendenti e titolari di partita IVA contemporaneamente. Il vincolo, quando c'è, viene dal rapporto di lavoro, non dal fisco.
È il capitolo dove si trovano le sorprese più costose, e dipende dal tipo di attività che apri.
| Tipo di attività | Contributi dovuti |
|---|---|
| Attività professionale senza cassa | Gestione Separata con aliquota ridotta, perché già assicurato altrove |
| Attività commerciale o artigiana | Gestione commercianti o artigiani, con contributi fissi dovuti anche a reddito zero |
| Professione con cassa di categoria | Contributi alla cassa, secondo il suo regolamento |
| Prestazione occasionale | Nessun contributo sotto la soglia annua |
Sì, ma con due limiti specifici pensati proprio per chi è anche dipendente.
Chi supera una determinata soglia di reddito da lavoro dipendente o assimilato nell'anno precedente non può accedere al regime forfettario.
Non si può accedere al regime se si fattura in via prevalente al datore di lavoro attuale o a quello dei due anni precedenti, o a soggetti a essi riconducibili.
Restano tutti i requisiti generali del regime: soglia di ricavi, limiti su spese per personale e beni strumentali.
Si applica il regime ordinario, con IVA, contabilità e determinazione analitica del reddito.
È pensato per impedire una trasformazione di comodo.
I due redditi convivono nella stessa dichiarazione, ma con meccanismi diversi a seconda del regime scelto.
Non sempre serve. Prima di aprire vale la pena guardare le alternative.
Se l'attività è continuativa, con più clienti e ricavi stabili: a quel punto la partita IVA non è una scelta ma un obbligo.
Se si tratta di poche prestazioni episodiche l'anno: basta la prestazione occasionale, senza contributi sotto soglia.
Se l'attività è commerciale: i contributi fissi rendono l'operazione onerosa finché i ricavi sono bassi.
Se il committente principale sarebbe il tuo datore o un'azienda collegata: il regime forfettario è precluso e la posizione è delicata anche fuori dal regime.
Se sei dipendente pubblico: serve l'autorizzazione, e senza non si procede.
Il momento dell'apertura incide sui contributi fissi del primo anno, che si rapportano ai giorni di attività.
Sono poche ma serie, e riguardano tutte la sostanza del rapporto più che la forma.
Solo con autorizzazione dell'amministrazione, e per attività compatibili. Nel pubblico impiego vige il principio di esclusività: la regola è il divieto, salvo eccezioni previste e casi autorizzati.
Alcune attività sono liberamente esercitabili anche senza autorizzazione, e il part-time sotto una certa percentuale amplia le possibilità. La verifica va fatta prima di qualunque adempimento.
È la situazione più delicata. Preclude l'accesso al regime forfettario se la fatturazione al datore attuale o a quello dei due anni precedenti è prevalente.
Ma il problema è più ampio del regime: un'attività svolta per lo stesso datore, con modalità simili a quelle del rapporto dipendente, è esposta a riqualificazione. Va valutata con attenzione prima di procedere.
Dipende dal tipo di attività. Nella Gestione Separata i contributi si calcolano sul reddito effettivo, quindi con ricavi bassi sono bassi.
Nelle gestioni artigiani e commercianti, invece, esistono contributi fissi trimestrali dovuti a prescindere dal reddito, anche pari a zero. È l'elemento che rende onerosa l'apertura di un'attività commerciale con ricavi ancora modesti.
No, ma nel regime ordinario si ricalcolano sul reddito complessivo, che ora comprende anche l'attività autonoma: essendo decrescenti al crescere del reddito, l'importo spettante si riduce.
Nel regime forfettario il reddito dell'attività resta fuori dal reddito complessivo, quindi le detrazioni da lavoro dipendente non ne risentono direttamente.
Prima di aprire, guardiamo insieme il tuo contratto e il codice ATECO che serve. È mezz'ora che evita problemi seri.