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Adempimenti · Versamenti

Il modello F24

È il foglio con cui si paga quasi tutto: imposte, contributi, IMU, tributi locali. Chi lo riceve compilato deve controllarne tre cose; chi lo compila da solo deve conoscerne una decina.

01 · Il modello

Che cos'è il modello F24 e a cosa serve

L'F24 è il modello unificato con cui si versano quasi tutti i tributi e contributi italiani. Il suo scopo è consentire di pagare, con un unico documento, importi destinati a enti diversi (Agenzia delle Entrate, INPS, Regioni, Comuni) e soprattutto di compensare crediti verso un ente con debiti verso un altro.

È questa la sua caratteristica distintiva: un credito IVA può ridurre un debito contributivo, un credito da 730 può ridurre l'IMU. Il modello si chiude a zero quando crediti e debiti si equivalgono, e in quel caso si presenta comunque, perché è il documento con cui la compensazione viene comunicata.

  • Imposte sui redditi: saldo e acconti IRPEF, IRES, cedolare secca, imposte sostitutive.
  • IVA: liquidazioni periodiche, saldo annuale, acconto di dicembre.
  • Ritenute operate come sostituto d'imposta su dipendenti, collaboratori e professionisti.
  • Contributi INPS: artigiani, commercianti, Gestione Separata, lavoro dipendente e domestico.
  • Tributi locali: IMU, TARI dove prevista, addizionali regionali e comunali.
  • Premi INAIL, diritto camerale, imposta di registro sulle locazioni.
Esistono varianti del modello: l'F24 ordinario, l'F24 semplificato per i tributi locali, l'F24 accise e l'F24 Elide, usato per registro, locazioni e alcuni tributi speciali. Il codice tributo dice a quale modello appartiene: usare quello sbagliato porta a uno scarto.
02 · La struttura

Come è fatto il modello

Il modello ordinario è diviso in sezioni, ciascuna destinata a un ente. Ogni riga porta un codice tributo, un periodo di riferimento e un importo a debito o a credito.

  • Il codice tributo identifica cosa stai pagando: è di quattro caratteri e non ammette approssimazioni.
  • L'anno di riferimento è l'anno d'imposta, non quello in cui paghi. È l'errore più diffuso in assoluto.
  • Il rateazione/mese serve per i pagamenti rateali e per i contributi mensili.
  • Il saldo finale è la differenza fra la somma dei debiti e quella dei crediti: se è zero, il modello va comunque presentato.
  • Il codice ente nella sezione IMU è il codice catastale del Comune, che non coincide con il CAP né con la sigla della provincia.
SezioneCosa contiene
ContribuenteCodice fiscale, dati anagrafici, eventuale coobbligato con codice identificativo
ErarioIRPEF, IRES, IVA, ritenute, imposte sostitutive, sanzioni e interessi da ravvedimento
INPSContributi, con causale, matricola o codice sede e periodo di riferimento
RegioniAddizionale regionale, IRAP
IMU e altri tributi localiCodice catastale del Comune, numero di immobili, flag acconto o saldo
Altri enti previdenzialiINAIL, casse professionali, enti minori
03 · Il versamento

I modi per pagarlo

Le strade sono diverse e non sono equivalenti: alcune sono precluse a chi ha partita IVA, altre a chi compensa.

  1. Home banking

    Il canale più usato dai privati. Il modello si compila nella maschera della banca e la quietanza arriva in pochi giorni. Va conservata.

  2. Servizi telematici dell'Agenzia

    F24 web o F24 online, dall'area riservata con SPID o CIE. È l'unica strada quando il modello chiude a zero.

  3. Intermediario abilitato

    Lo studio predispone e trasmette il modello con addebito sul conto del cliente. È la modalità ordinaria per chi è seguito.

  4. Sportello bancario o postale

    Possibile solo per i privati senza partita IVA e senza compensazioni. Chi ha partita IVA deve usare i canali telematici.

Chi ha partita IVA è obbligato ai canali telematici, sempre. E chiunque presenti un F24 con compensazione (anche parziale, anche di pochi euro) deve passare dai servizi dell'Agenzia delle Entrate: l'home banking non è ammesso quando c'è un credito in compensazione.
04 · I crediti

Come funziona la compensazione

È la funzione che rende l'F24 diverso da un bollettino: un credito maturato verso un ente può abbattere un debito verso un altro. È anche la funzione più sorvegliata, perché è quella dove si concentrano gli abusi.

  • La compensazione orizzontale usa un credito di un tributo per pagarne un altro: è quella che passa dall'F24.
  • La compensazione verticale usa un credito IVA per pagare IVA: resta interna alla stessa imposta.
  • Sopra determinate soglie il credito richiede il visto di conformità apposto in dichiarazione.
  • I crediti IVA e quelli d'imposta hanno date di utilizzo vincolate: prima della presentazione della dichiarazione non si possono usare oltre certi limiti.
  • Chi ha ruoli scaduti sopra una certa soglia non può compensare fino alla loro definizione.
  • Esiste un tetto annuo alla compensazione orizzontale, con soglie più alte per alcune categorie.

Perché l'F24 viene scartato

Un modello con compensazione può essere respinto dopo l'invio.

  • Credito inesistente o già utilizzato per intero
  • Codice tributo del credito non compatibile con quello del debito
  • Presenza di carichi affidati all'agente della riscossione
  • Superamento del limite annuo di compensazione
Facciamo il controllo
05 · Le correzioni

Che cosa fare se il modello è sbagliato

Quasi tutti gli errori si correggono, e nella maggior parte dei casi senza sanzioni, perché il denaro è comunque arrivato all'Erario. La procedura cambia a seconda di che cosa è sbagliato.

Codice tributo errato

Si chiede la correzione della delega con un'istanza all'Agenzia. Il versamento resta valido e la data è quella originaria.

Anno di riferimento errato

Stessa procedura. È l'errore più frequente: si paga un acconto imputandolo all'anno sbagliato e il debito risulta non pagato.

Importo versato in meno

Si integra con ravvedimento operoso, versando anche sanzione ridotta e interessi.

Versamento omesso

Ravvedimento, con sanzione crescente in funzione del ritardo. Prima si rimedia, meno costa.

Importo versato in più

Il maggior versamento diventa un credito utilizzabile in compensazione, oppure si chiede a rimborso in dichiarazione.

Compensazione non spettante

Va restituita con sanzione. Se il credito era inesistente e non solo non spettante, il trattamento è molto più severo.

06 · La prova

La quietanza e perché va conservata

Il pagamento si prova con la quietanza, non con l'estratto conto. È il documento che riporta il protocollo telematico e la conferma di accoglimento.

  • Va conservata per tutto il periodo in cui l'accertamento è possibile, insieme alla dichiarazione a cui si riferisce.
  • Serve a dimostrare la data del versamento, che è quella che conta per il calcolo di sanzioni e interessi.
  • Nel cassetto fiscale dell'Agenzia si ritrovano tutti gli F24 presentati, con esito e importi.
  • Un F24 addebitato ma scartato non produce alcun versamento: l'addebito può non avvenire, o essere stornato. Va sempre verificato l'esito, non solo l'invio.
  • Se l'addebito non va a buon fine per mancanza di fondi, il versamento si considera non effettuato: serve un nuovo F24 con ravvedimento.
Chi riceve gli F24 dallo studio ha tre cose da controllare, sempre le stesse: che l'importo sia quello atteso, che la scadenza sia futura e non passata, e che l'IBAN di addebito sia il conto giusto. Il resto è nostro.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Posso pagare l'F24 dopo la scadenza?

Sì, con il ravvedimento operoso: si versa l'imposta, una sanzione ridotta e gli interessi, tutti nello stesso modello ma con codici tributo distinti.

La sanzione cresce al crescere del ritardo, quindi conviene rimediare subito. Entro pochi giorni dalla scadenza il costo aggiuntivo è quasi simbolico.

Ho un credito dal 730. Posso usarlo per pagare l'IMU?

Sì, è esattamente ciò per cui serve la compensazione orizzontale. Il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione può abbattere il debito IMU nello stesso modello F24.

Il modello va però presentato dai canali telematici dell'Agenzia, non dall'home banking, perché contiene una compensazione.

L'F24 è a zero. Devo presentarlo lo stesso?

Sì, ed è obbligatorio. Il modello a saldo zero è il documento con cui comunichi la compensazione: senza presentazione, la compensazione non risulta effettuata.

Va trasmesso esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.

Posso rateizzare quello che devo?

I saldi e gli acconti delle imposte dovute in dichiarazione si possono rateizzare, con rate mensili maggiorate di interessi e scadenze fissate dalla norma.

Gli acconti di novembre e le ritenute non sono rateizzabili. Le cartelle e gli avvisi seguono invece regole proprie, trattate nella pagina sull'avviso bonario.

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