Codice tributo errato
Si chiede la correzione della delega con un'istanza all'Agenzia. Il versamento resta valido e la data è quella originaria.
Adempimenti · Versamenti
È il foglio con cui si paga quasi tutto: imposte, contributi, IMU, tributi locali. Chi lo riceve compilato deve controllarne tre cose; chi lo compila da solo deve conoscerne una decina.
L'F24 è il modello unificato con cui si versano quasi tutti i tributi e contributi italiani. Il suo scopo è consentire di pagare, con un unico documento, importi destinati a enti diversi (Agenzia delle Entrate, INPS, Regioni, Comuni) e soprattutto di compensare crediti verso un ente con debiti verso un altro.
È questa la sua caratteristica distintiva: un credito IVA può ridurre un debito contributivo, un credito da 730 può ridurre l'IMU. Il modello si chiude a zero quando crediti e debiti si equivalgono, e in quel caso si presenta comunque, perché è il documento con cui la compensazione viene comunicata.
Il modello ordinario è diviso in sezioni, ciascuna destinata a un ente. Ogni riga porta un codice tributo, un periodo di riferimento e un importo a debito o a credito.
| Sezione | Cosa contiene |
|---|---|
| Contribuente | Codice fiscale, dati anagrafici, eventuale coobbligato con codice identificativo |
| Erario | IRPEF, IRES, IVA, ritenute, imposte sostitutive, sanzioni e interessi da ravvedimento |
| INPS | Contributi, con causale, matricola o codice sede e periodo di riferimento |
| Regioni | Addizionale regionale, IRAP |
| IMU e altri tributi locali | Codice catastale del Comune, numero di immobili, flag acconto o saldo |
| Altri enti previdenziali | INAIL, casse professionali, enti minori |
Le strade sono diverse e non sono equivalenti: alcune sono precluse a chi ha partita IVA, altre a chi compensa.
Il canale più usato dai privati. Il modello si compila nella maschera della banca e la quietanza arriva in pochi giorni. Va conservata.
F24 web o F24 online, dall'area riservata con SPID o CIE. È l'unica strada quando il modello chiude a zero.
Lo studio predispone e trasmette il modello con addebito sul conto del cliente. È la modalità ordinaria per chi è seguito.
Possibile solo per i privati senza partita IVA e senza compensazioni. Chi ha partita IVA deve usare i canali telematici.
È la funzione che rende l'F24 diverso da un bollettino: un credito maturato verso un ente può abbattere un debito verso un altro. È anche la funzione più sorvegliata, perché è quella dove si concentrano gli abusi.
Un modello con compensazione può essere respinto dopo l'invio.
Quasi tutti gli errori si correggono, e nella maggior parte dei casi senza sanzioni, perché il denaro è comunque arrivato all'Erario. La procedura cambia a seconda di che cosa è sbagliato.
Si chiede la correzione della delega con un'istanza all'Agenzia. Il versamento resta valido e la data è quella originaria.
Stessa procedura. È l'errore più frequente: si paga un acconto imputandolo all'anno sbagliato e il debito risulta non pagato.
Si integra con ravvedimento operoso, versando anche sanzione ridotta e interessi.
Ravvedimento, con sanzione crescente in funzione del ritardo. Prima si rimedia, meno costa.
Il maggior versamento diventa un credito utilizzabile in compensazione, oppure si chiede a rimborso in dichiarazione.
Va restituita con sanzione. Se il credito era inesistente e non solo non spettante, il trattamento è molto più severo.
Il pagamento si prova con la quietanza, non con l'estratto conto. È il documento che riporta il protocollo telematico e la conferma di accoglimento.
Sì, con il ravvedimento operoso: si versa l'imposta, una sanzione ridotta e gli interessi, tutti nello stesso modello ma con codici tributo distinti.
La sanzione cresce al crescere del ritardo, quindi conviene rimediare subito. Entro pochi giorni dalla scadenza il costo aggiuntivo è quasi simbolico.
Sì, è esattamente ciò per cui serve la compensazione orizzontale. Il credito IRPEF risultante dalla dichiarazione può abbattere il debito IMU nello stesso modello F24.
Il modello va però presentato dai canali telematici dell'Agenzia, non dall'home banking, perché contiene una compensazione.
Sì, ed è obbligatorio. Il modello a saldo zero è il documento con cui comunichi la compensazione: senza presentazione, la compensazione non risulta effettuata.
Va trasmesso esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.
I saldi e gli acconti delle imposte dovute in dichiarazione si possono rateizzare, con rate mensili maggiorate di interessi e scadenze fissate dalla norma.
Gli acconti di novembre e le ritenute non sono rateizzabili. Le cartelle e gli avvisi seguono invece regole proprie, trattate nella pagina sull'avviso bonario.
Giugno concentra in poche settimane IVA, ritenute, IMU, saldo e primo acconto delle imposte e dei contributi. Cosa si paga, perché la cifra sorprende chi è al secondo anno e come arrivarci con la liquidità pronta.
Leggi l'articoloCodice tributo errato, anno di riferimento sbagliato, compensazione non spettante: si sistemano tutti, con procedure diverse. Portaci la quietanza.