Sempre, se a sfavore
Correggere spontaneamente costa una frazione dell'accertamento, e chiude la posizione.
Persone e imprese · Rimedi
Una dichiarazione già inviata non è definitiva. Si può correggere sia quando si è dichiarato troppo poco, sia quando si è dimenticata una detrazione. E nel secondo caso il recupero vale spesso più di quanto ci si aspetti.
La dichiarazione integrativa serve a correggere errori od omissioni in una dichiarazione già presentata. La distinzione fondamentale è la direzione della correzione.
| A sfavore del contribuente | A favore del contribuente | |
|---|---|---|
| Quando si usa | Si è dichiarato meno del dovuto: redditi omessi, costi non spettanti | Si è dichiarato più del dovuto: detrazioni dimenticate, oneri non indicati |
| Effetto | Maggiore imposta da versare | Minore imposta: credito o rimborso |
| Sanzioni | Ridotte con ravvedimento operoso | Nessuna sanzione |
| Termine | Entro i termini di accertamento | Entro i termini di accertamento |
| Utilizzo del credito | Non applicabile | In compensazione o a rimborso, con regole legate all'anno di presentazione |
Sono quasi sempre le stesse voci, dimenticate perché il documento è arrivato tardi o perché non si sapeva che spettassero.
Le spese sanitarie della persona anziana assistita.
Il termine è agganciato a quello di accertamento della dichiarazione da correggere.
Il credito che emerge da un'integrativa a favore non arriva automaticamente: va utilizzato o chiesto.
Il credito si utilizza in compensazione con F24, con regole legate all'anno di presentazione dell'integrativa.
In alternativa il credito si indica nella dichiarazione dell'anno successivo, seguendo il percorso ordinario.
Si può chiedere a rimborso, con tempi di erogazione più lunghi.
Sopra determinate soglie la compensazione richiede il visto, con il relativo costo.
La procedura è quella ordinaria, con un accorgimento sul modello da usare.
Non tutte le correzioni giustificano il lavoro: il calcolo va fatto sull'importo recuperabile.
Correggere spontaneamente costa una frazione dell'accertamento, e chiude la posizione.
Spese sanitarie di più anni, interessi del mutuo mai portati, bonus edilizi non fruiti: cifre che valgono il lavoro.
Il recupero su quattro anni moltiplica l'importo e ammortizza il costo della pratica.
Regolarizzare spontaneamente è possibile solo finché non è iniziato un controllo.
L'integrativa è la risposta corretta, con ravvedimento e sanzioni ridotte.
Sotto una certa soglia il costo della pratica supera il recupero: si valuta caso per caso.
Sì, con una dichiarazione integrativa a favore per quell'annualità, presentabile entro i termini di accertamento. Non ci sono sanzioni: si è dichiarato più del dovuto.
Il credito che emerge si può utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso. Se le annualità recuperabili sono più di una, l'importo complessivo diventa spesso significativo.
La presentazione di un'integrativa riapre i termini di accertamento limitatamente agli elementi oggetto di rettifica, non all'intera dichiarazione.
Correggere una detrazione dimenticata non espone quindi l'intera annualità a un nuovo esame. È un timore diffuso ma infondato, e trattiene molte persone dal recuperare somme che spettano loro.
Si presenta un'integrativa a sfavore, versando la maggiore imposta dovuta con sanzione ridotta per ravvedimento operoso e interessi.
La riduzione della sanzione dipende dalla tempestività: prima si interviene, meno costa. La regolarizzazione spontanea è possibile solo finché non è iniziato un controllo.
Dipende dai tempi e dalla direzione della correzione. Il 730 integrativo si può presentare solo entro un termine ravvicinato e solo per correzioni a favore del contribuente.
Fuori da quel caso si usa il modello Redditi, in forma correttiva nei termini o integrativa oltre. È la strada normale per i recuperi che riguardano annualità passate.
Spese mediche, interessi del mutuo, spese di ristrutturazione: portaci le annualità arretrate e vediamo che cosa c'è.