Condividere solo i costi
Se ciascuno mantiene la propria clientela e si vuole solo dividere sede e segreteria, l'esercizio individuale con un accordo di condivisione è la strada più semplice.
Società · Professioni
Due o più professionisti che lavorano insieme hanno tre strade: restare individuali con un accordo di condivisione dei costi, costituire un'associazione professionale, o una società tra professionisti. Cambiano responsabilità, tassazione e contributi.
Nessuna forma è migliore in assoluto: cambiano il modo in cui il reddito viene tassato, la responsabilità verso i clienti e il carico di adempimenti.
| Individuale con condivisione costi | Associazione professionale | STP | |
|---|---|---|---|
| Chi è titolare del rapporto col cliente | Il singolo professionista | L'associazione | La società |
| Tassazione del reddito | In capo al professionista | Per trasparenza sugli associati | Dipende dal tipo societario adottato |
| Responsabilità professionale | Personale | Personale del professionista incaricato | Personale del professionista incaricato |
| Contributi previdenziali | Sul reddito del singolo | Sulla quota imputata a ciascuno | Secondo il regime della cassa e del tipo societario |
| Complessità amministrativa | Minima | Media | Maggiore |
| Iscrizione | Albo personale | Albo, con l'associazione annotata | Registro delle imprese e sezione speciale dell'albo |
È la forma tradizionale e ancora la più diffusa: due o più professionisti esercitano in comune, con un contratto associativo che regola conferimenti, ripartizione e governance.
La STP consente di esercitare l'attività professionale in forma societaria, adottando uno dei tipi previsti dal codice civile: società di persone, di capitali o cooperativa.
I soci professionisti devono detenere la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni. Sono ammessi soci per prestazioni tecniche o per finalità di investimento.
Deve prevedere in via esclusiva l'esercizio di una o più attività professionali.
Il cliente ha diritto di scegliere il professionista incaricato, la cui identità va comunicata per iscritto.
Al Registro delle imprese e in una sezione speciale dell'albo professionale.
La qualificazione del reddito.
È l'aspetto più delicato e quello che varia di più a seconda della cassa di appartenenza.
La domanda non è quale forma sia migliore, ma che cosa si vuole ottenere.
Se ciascuno mantiene la propria clientela e si vuole solo dividere sede e segreteria, l'esercizio individuale con un accordo di condivisione è la strada più semplice.
Se i clienti sono dello studio e non del singolo, serve una struttura comune: associazione o STP.
La STP consente soci di investimento, entro i limiti previsti; l'associazione no.
La forma societaria facilita il trasferimento di quote e il ricambio generazionale.
L'associazione ha un carico amministrativo inferiore rispetto a una società di capitali.
Entrambe le forme la consentono, con i limiti dei rispettivi ordinamenti professionali.
La forma giuridica è la parte facile. Quello che determina la tenuta nel tempo è il contenuto degli accordi fra le persone.
No. La responsabilità per l'errore professionale resta personale del professionista che ha eseguito l'incarico, in qualunque forma organizzativa.
Quello che cambia è la responsabilità patrimoniale per le obbligazioni della struttura (debiti, contratti, fornitori), che nelle società di capitali è limitata al patrimonio sociale. Sono due piani distinti.
Sì. Il reddito dell'associazione si imputa agli associati per trasparenza, in proporzione alle quote, indipendentemente dal fatto che sia stato effettivamente distribuito.
È un punto da tenere presente nella gestione della cassa: chi lascia utili in studio per investimenti li ha comunque già dichiarati e tassati personalmente.
Nella STP sì, entro limiti precisi: sono ammessi soci per prestazioni tecniche o per finalità di investimento, purché i soci professionisti mantengano la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni.
Nell'associazione professionale no: possono farne parte solo professionisti iscritti agli albi. È una delle differenze che orientano la scelta.
Dipende da tre cose: il regime fiscale che ne deriva, il trattamento contributivo previsto dalla tua cassa, e l'obiettivo che vuoi raggiungere.
La STP in forma di società di capitali produce reddito d'impresa, con un regime di determinazione e tassazione diverso. Va confrontato sui numeri reali dello studio, insieme al regolamento della cassa di appartenenza.
Quanti siete, come volete dividere, che responsabilità volete assumervi. Da lì esce la forma giusta.