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Servizi CAF · Lavoro domestico

Assumere una badante convivente

Quello con la badante convivente è il rapporto di lavoro domestico più complesso: convivenza, vitto e alloggio, orari e riposi hanno regole precise. E il costo reale non è la paga mensile: sono contributi, tredicesima, TFR e ferie, che vanno accantonati mese per mese.

01 · Il contratto

Come si inquadra il rapporto con una badante convivente

Il lavoro domestico ha un contratto collettivo proprio, che distingue i livelli in base alle mansioni e alla presenza o meno di autosufficienza della persona assistita.

  • Il contratto scritto non è formalmente obbligatorio ma è indispensabile: fissa livello, orario, riposi e compensi.
  • La comunicazione di assunzione all'INPS va fatta entro il giorno precedente l'inizio del rapporto.
  • Il periodo di prova ha durata diversa per livello ed è la finestra in cui il rapporto si può sciogliere senza preavviso.
  • Per le lavoratrici e i lavoratori stranieri serve un titolo di soggiorno che consenta il lavoro. Vedi cittadini stranieri.
  • Il rapporto è a tempo indeterminato, salvo i casi di apposizione del termine previsti.
SituazioneInquadramento tipico
Assistenza a persona autosufficienteLivello con mansioni generiche di assistenza e collaborazione
Assistenza a persona non autosufficienteLivello superiore, con retribuzione minima più alta
Assistente con formazione specificaLivello ulteriormente superiore, se in possesso di titolo
Presenza notturnaPrestazione distinta, con compenso proprio
Sostituzione nei giorni di riposoRapporto autonomo con altro lavoratore
La distinzione fra assistenza a persona autosufficiente e non autosufficiente è quella che sposta di più: cambia il livello, cambia la retribuzione minima e cambiano le detrazioni fiscali cui ha diritto la famiglia. Va inquadrata correttamente fin dall'inizio.
02 · Le regole

Orario, riposi e presenza notturna

La convivenza non significa disponibilità continua: il contratto collettivo fissa limiti precisi che vanno rispettati.

  • L'orario settimanale massimo per i conviventi è stabilito dal contratto, distribuito su una parte dei giorni.
  • Sono previsti riposi giornalieri continuativi, di cui una parte nel pomeriggio.
  • Il riposo settimanale è di trentasei ore, di cui ventiquattro consecutive nella domenica.
  • Le ore eccedenti vanno retribuite con le maggiorazioni previste.
  • La presenza notturna non è lavoro notturno: ha un compenso proprio e presuppone che il lavoratore possa riposare.
  • L'assistenza notturna attiva, invece, è lavoro a tutti gli effetti e va retribuita come tale.

Dove nascono i contenziosi

Quasi sempre sugli orari non registrati.

  • Ore eccedenti prestate abitualmente e mai pagate
  • Riposi settimanali non goduti né compensati
  • Presenza notturna trattata come assistenza attiva o viceversa
  • Assenza di qualunque registrazione delle ore effettive
Impostiamo il rapporto
03 · La convivenza

Come si valorizzano vitto e alloggio

Nella convivenza il datore fornisce vitto e alloggio, che costituiscono parte della retribuzione in natura.

  1. Il valore convenzionale

    Il contratto collettivo fissa importi giornalieri convenzionali distinti per pranzo, colazione e alloggio, aggiornati periodicamente.

  2. L'effetto sulla retribuzione

    Il valore convenzionale si somma alla retribuzione in denaro per determinare l'imponibile contributivo e fiscale.

  3. L'alloggio

    Deve essere idoneo, con caratteristiche adeguate alla dignità della persona.

  4. Se non fornito

    Il valore va corrisposto in denaro: la mancata fornitura non è una riduzione del costo.

Vitto e alloggio non sono un risparmio: entrano nella retribuzione a valori convenzionali e concorrono a formare la base contributiva e imponibile. Il vantaggio della convivenza è organizzativo, non economico.
04 · I conti

Quanto costa davvero

La paga mensile concordata è solo una parte. Il costo annuo complessivo comprende voci che maturano ogni mese ma si pagano dopo.

  • Il costo annuo reale supera sensibilmente dodici mensilità della paga concordata.
  • Le voci differite (tredicesima, ferie, TFR) vanno accantonate mensilmente, non trovate a dicembre.
  • I contributi si versano trimestralmente con bollettino o addebito.
  • La malattia è a carico del datore per i periodi previsti dal contratto.

Retribuzione mensile

La paga concordata, non inferiore ai minimi contrattuali del livello, più il valore di vitto e alloggio.

Contributi INPS

Trimestrali, calcolati su fasce di retribuzione oraria convenzionale. Una quota è a carico del lavoratore, trattenuta in busta.

Tredicesima

Una mensilità aggiuntiva, corrisposta a dicembre. Matura per ratei mensili.

Ferie

Ventisei giorni lavorativi l'anno, retribuiti. Se non godute vanno indennizzate.

TFR

Matura ogni anno e si liquida alla fine del rapporto. Vedi il TFR.

Sostituzioni

Durante ferie, malattia e riposi serve una sostituzione, con un costo aggiuntivo da mettere a budget.

05 · Cosa si recupera

Che cosa si recupera in dichiarazione

La famiglia ha due strumenti distinti, che si applicano a voci diverse e possono coesistere.

  • I contributi previdenziali versati per il lavoratore domestico sono deducibili dal reddito, entro un limite annuo.
  • Le spese per addetti all'assistenza personale di soggetti non autosufficienti danno una detrazione, entro un tetto di spesa e un limite di reddito del contribuente.
  • La detrazione richiede la certificazione dello stato di non autosufficienza, rilasciata da un medico.
  • La spesa va documentata con ricevute intestate e pagamenti tracciabili.
  • La detrazione spetta anche se la persona assistita è un familiare non a carico.
  • La quota di retribuzione non rientra nella deduzione dei contributi: sono due voci distinte.
Le due agevolazioni si sommano: i contributi si deducono dal reddito, le spese di assistenza si detraggono dall'imposta. Chi porta solo una delle due lascia sul tavolo una parte consistente del recupero possibile.
06 · La cessazione

Quando il rapporto finisce

È il momento in cui emergono tutte le posizioni non regolate durante il rapporto.

  • Il preavviso è dovuto da entrambe le parti, con durata crescente per anzianità.
  • Il TFR va liquidato, comprensivo delle rivalutazioni.
  • Vanno pagate le ferie non godute e i ratei di tredicesima maturati.
  • Va effettuata la comunicazione di cessazione all'INPS.
  • Va rilasciata la Certificazione Unica per la dichiarazione del lavoratore.
  • In caso di decesso della persona assistita, il rapporto si risolve con regole proprie sul preavviso.
Il decesso della persona assistita è la causa di cessazione più frequente e la meno preparata: si sovrappone al lutto e alla successione, e trova gli eredi impreparati sulle somme dovute. Tenere gli accantonamenti in ordine durante il rapporto evita che diventi un problema in un momento già difficile.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Quanto costa davvero una badante convivente?

Il costo annuo supera sensibilmente le dodici mensilità della paga concordata: vanno aggiunti contributi trimestrali, tredicesima, ferie retribuite, TFR maturato e il costo delle sostituzioni durante riposi e ferie.

Il conto va fatto sull'anno e le voci differite vanno accantonate mese per mese. Con i dati concreti (livello, ore, convivenza) il calcolo si fa in un incontro.

Vitto e alloggio riducono lo stipendio?

No, non lo riducono: sono retribuzione in natura, valorizzata a importi convenzionali fissati dal contratto collettivo, che si sommano alla paga in denaro per determinare l'imponibile contributivo e fiscale.

Il vantaggio della convivenza è organizzativo (la presenza continuativa), non economico.

Che cosa posso detrarre?

Due cose distinte che si sommano: i contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito entro un limite annuo; le spese per addetti all'assistenza di persone non autosufficienti danno una detrazione, entro un tetto di spesa e un limite di reddito.

La detrazione richiede la certificazione medica dello stato di non autosufficienza e pagamenti tracciabili. Spetta anche se la persona assistita non è fiscalmente a tuo carico.

La badante può dormire e essere pagata per la notte?

Sono due cose diverse. La presenza notturna presuppone che il lavoratore possa riposare e ha un compenso proprio, inferiore a quello del lavoro attivo.

L'assistenza notturna attiva (alzarsi, assistere, intervenire ripetutamente) è lavoro a tutti gli effetti e va retribuita come tale, con le maggiorazioni previste. La distinzione va fissata nel contratto e rispettata nei fatti.

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Pagine collegate

Parliamone

La paga concordata non è il costo. Il costo è quasi un terzo in più

Facciamo il conto completo prima di assumere, così non ci sono sorprese a dicembre.