Visura per immobile
Si parte dagli identificativi catastali e si ottengono dati e intestazione di quel singolo immobile.
Immobili · Pratiche catastali
È il documento da cui partono l'IMU, l'ISEE, la successione e quasi ogni pratica che riguarda un immobile. Costa poco, si ottiene in pochi minuti e contiene un dato che vale migliaia di euro: la rendita catastale.
La visura è l'estratto delle informazioni che il Catasto conserva su un immobile: dove si trova, come è identificato, com'è classificato, quanto rende ai fini fiscali e chi risulta intestatario.
È importante capire subito che cosa non è: non è un titolo di proprietà. Il Catasto ha finalità fiscali e le sue risultanze non fanno prova della titolarità del diritto. La proprietà si dimostra con l'atto e con le risultanze della conservatoria, non con la visura.
| Dato | Che cosa indica | A che cosa serve |
|---|---|---|
| Foglio, particella, subalterno | L'identificativo univoco dell'immobile | Ogni pratica parte da qui: senza, l'immobile non è individuabile |
| Categoria | La destinazione: abitativa, pertinenziale, commerciale, ufficio | Determina il trattamento fiscale e le agevolazioni possibili |
| Classe | Il livello qualitativo all'interno della categoria | Incide sulla rendita |
| Consistenza | Vani, metri quadrati o metri cubi secondo la categoria | Base del calcolo della rendita |
| Rendita catastale | Il reddito figurativo attribuito all'immobile | Da qui partono IMU, imposte sui trasferimenti, ISEE |
| Intestazione | Chi risulta titolare e con quale diritto e quota | Va verificata: le volture in ritardo sono frequenti |
| Indirizzo | Ubicazione con via e numero civico | Non sempre aggiornato: le variazioni toponomastiche arrivano in ritardo |
La rendita è il numero da cui discendono quasi tutte le imposte sull'immobile. Non è il valore di mercato e non ci somiglia: è un reddito figurativo, determinato con criteri amministrativi, che serve da base di calcolo.
A seconda di che cosa devi fare, il documento da chiedere cambia. Chiedere quello sbagliato significa tornare indietro.
Si parte dagli identificativi catastali e si ottengono dati e intestazione di quel singolo immobile.
Si parte dal codice fiscale e si ottiene l'elenco di tutti gli immobili intestati. È quella che serve per fare il punto su un patrimonio.
Mostra tutte le variazioni intervenute nel tempo: volture, frazionamenti, cambi di categoria. Indispensabile nelle successioni e nelle verifiche prima di comprare.
La pianta depositata. La richiede solo il titolare o un suo delegato, e va confrontata con lo stato dei luoghi.
Mostra i subalterni e le parti comuni di un fabbricato. Utile per capire pertinenze e box.
È un'altra banca dati: registra atti, ipoteche e trascrizioni. È lì che si vede se un immobile è gravato.
Nella maggior parte dei casi arriva richiesta da qualcun altro: un ente, un notaio, una banca. In alcuni casi conviene procurarsela prima che qualcuno la chieda.
Quattro situazioni in cui una visura per soggetto risolve dubbi che si trascinano da anni.
Capita più spesso di quanto si pensi, e quasi mai per colpa del proprietario: variazioni mai aggiornate, volture non eseguite, planimetrie che non corrispondono a lavori fatti decenni prima.
Intestazioni sbagliate, dati anagrafici errati, indirizzi non aggiornati: si correggono con istanza in autotutela, senza costi.
Lo stato dei luoghi non corrisponde alla pianta depositata: serve una variazione catastale redatta da un tecnico abilitato.
L'immobile risulta ancora al precedente titolare: si presenta la voltura, che allinea l'intestazione.
Se la classificazione non corrisponde alle caratteristiche reali, si può chiedere la revisione con la procedura prevista.
Le strade sono tre, con costi e limiti diversi.
No. Il Catasto ha finalità fiscali e le sue risultanze non fanno prova della proprietà. La titolarità si dimostra con l'atto di acquisto e con le risultanze della conservatoria.
La visura serve però a verificare che l'intestazione sia allineata: un immobile ancora intestato a un defunto segnala una voltura mai eseguita, e quello è un problema da risolvere.
Succede regolarmente con le eredità di secondo grado. La quota va dichiarata ai fini dei redditi e dell'IMU, e concorre all'ISEE.
Per gli anni non dichiarati si valuta il ravvedimento operoso, che riduce sensibilmente le sanzioni rispetto all'attesa di un accertamento.
Se la classificazione non corrisponde alle caratteristiche effettive dell'immobile, si può chiedere la revisione della rendita con la procedura prevista, di norma con l'assistenza di un tecnico.
Va valutato caso per caso: una rendita più bassa riduce IMU e imposte sui trasferimenti, ma il procedimento ha costi propri e un esito non garantito.
La catastale descrive l'immobile e la sua rendita. L'ipotecaria elenca gli atti trascritti e iscritti: compravendite, successioni, ipoteche, pignoramenti.
Prima di comprare servono entrambe: la prima dice che cosa stai comprando, la seconda se su quel bene grava qualcosa.
Un elenco completo degli immobili intestati si ricava in un passaggio solo, e spesso contiene sorprese.