Vantaggio della cassa
Non si pagano imposte su fatture emesse e non incassate. Per chi ha clienti lenti è un beneficio finanziario immediato e concreto.
Imprese · Regime contabile
Non è solo una questione di quanti registri tenere. Il regime contabile determina come si calcola il reddito, quando un costo diventa deducibile e quanto la tua contabilità ti dice su come sta andando l'impresa.
La contabilità ordinaria è obbligatoria per le società di capitali, quali che siano i loro ricavi. Per le imprese individuali e le società di persone dipende invece dal volume dei ricavi dell'anno precedente: sotto le soglie previste si può stare in semplificata, sopra scatta l'obbligo di ordinaria.
Chi sta sotto le soglie può comunque optare per l'ordinaria. È una scelta che va fatta consapevolmente: costa di più in tenuta, ma restituisce informazioni che la semplificata non dà.
| Soggetto | Regime | Note |
|---|---|---|
| SRL, SRLS, SPA | Ordinaria obbligatoria | A prescindere dai ricavi |
| SNC e SAS sopra soglia | Ordinaria obbligatoria | Soglie diverse per servizi e altre attività |
| SNC e SAS sotto soglia | Semplificata, salvo opzione | L'opzione per l'ordinaria vincola per un triennio |
| Imprese individuali sotto soglia | Semplificata, salvo opzione | La forma più diffusa fra le piccole attività |
| Professionisti | Regime proprio del lavoro autonomo | Registri semplificati, criterio di cassa |
| Forfettari | Nessun obbligo contabile | Solo numerazione e conservazione delle fatture |
È la differenza che conta davvero, molto più del numero dei registri.
La contabilità ordinaria determina il reddito per competenza: un ricavo rileva quando la prestazione è eseguita o il bene consegnato, indipendentemente dall'incasso. Un costo rileva quando è maturato, non quando è pagato.
La contabilità semplificata segue oggi un criterio di cassa attenuato: ricavi e costi rilevano in genere quando sono incassati e pagati, con alcune eccezioni che restano legate alla competenza. Ne deriva che il reddito imponibile può oscillare molto da un anno all'altro in funzione dei soli tempi di pagamento.
Non si pagano imposte su fatture emesse e non incassate. Per chi ha clienti lenti è un beneficio finanziario immediato e concreto.
Il risultato dipende dalla dinamica degli incassi, non dall'andamento reale della gestione. Due anni identici possono dare risultati molto diversi.
Il bilancio racconta come è andata l'attività, non come sono andati i pagamenti. È l'unico modo per confrontare gli anni fra loro.
Si può dover versare imposte su ricavi non ancora incassati, con un impatto sulla liquidità che va pianificato.
La differenza di adempimento è reale ma meno drammatica di quanto si pensi, perché oggi la contabilità è quasi interamente informatica e alimentata dai flussi della fatturazione elettronica.
| Registro | Ordinaria | Semplificata |
|---|---|---|
| Libro giornale | Obbligatorio | Non previsto |
| Libro inventari | Obbligatorio | Non previsto |
| Registri IVA | Obbligatori | Obbligatori |
| Registro dei beni ammortizzabili | Obbligatorio, salvo annotazioni alternative | Obbligatorio, salvo annotazioni alternative |
| Scritture di magazzino | Obbligatorie oltre determinate soglie | Non previste |
| Libri sociali | Obbligatori per le società di capitali | Secondo la forma giuridica |
| Bilancio | Redazione e, per le società di capitali, deposito | Prospetto semplificato di attività e passività |
La domanda utile non è quale regime costi meno in tenuta, ma che cosa devi poter fare con la tua contabilità.
Se la contabilità serve unicamente a rispettare gli obblighi, la semplificata assolve il compito con meno oneri.
Se vuoi sapere se stai guadagnando, su quali linee e con quali margini, serve la competenza economica.
Chi chiede credito viene valutato su bilanci comparabili. La semplificata rende quel confronto difficile.
Se prevedi di superare le soglie o di trasformarti in società di capitali, arrivarci già in ordinaria evita un cambio traumatico.
Passare volontariamente all'ordinaria richiede attenzione ai tempi.
Il cambio di regime contabile non è neutro: il punto delicato è evitare che un componente di reddito venga tassato due volte o non venga tassato affatto, per effetto del passaggio da cassa a competenza o viceversa.
Una contabilità tenuta solo per adempiere restituisce un numero a fine anno. Una contabilità tenuta bene restituisce, mese per mese, le informazioni su cui si decide.
In parte sì, perché gli adempimenti sono meno numerosi. La differenza però si è ridotta molto da quando la contabilità è alimentata dai flussi elettronici.
Quello che cambia di più è la quantità di informazioni che ricevi indietro. Se il risparmio si traduce nel non sapere come sta andando l'attività, non è un risparmio.
Il passaggio ha effetto dall'anno successivo a quello in cui le soglie sono state superate. L'anno del superamento resta in semplificata.
È il momento giusto per organizzare il cambio: rimanenze, crediti, debiti e piano dei conti si preparano nei mesi precedenti, non a gennaio.
Il lavoro autonomo ha un regime contabile proprio, basato sul criterio di cassa, distinto da quello delle imprese. È comunque possibile adottare impostazioni più strutturate su base volontaria.
Molti studi professionali affiancano alla contabilità fiscale una rilevazione gestionale interna, che serve a leggere la redditività per cliente o per tipo di incarico.
I flussi arrivano automaticamente, ma la classificazione no. Attribuire un costo alla voce giusta, distinguere ciò che è deducibile da ciò che non lo è, gestire ammortamenti e rimanenze restano operazioni di merito.
L'automazione ha eliminato la digitazione, non il giudizio. È proprio nella classificazione che si decide quanto la contabilità sarà utile.
Se serve solo per adempiere, la semplificata basta. Se serve per capire dove va l'impresa, il discorso cambia.