Dichiarazione di successione
Il caso in cui la plusvalenza non si applica mai.
ApriImmobili · Compravendite
Vendere una casa non genera quasi mai una tassa. Ma nei casi in cui la genera, l'importo è rilevante e si decide dal notaio, in pochi minuti, con una scelta che non si può più cambiare.
La cessione di un fabbricato genera una plusvalenza tassabile solo se l'immobile è stato acquistato o costruito da meno di cinque anni. Superato quel periodo, la vendita è fiscalmente irrilevante: non si dichiara nulla e non si paga nulla, quale che sia il guadagno realizzato.
Il termine si conta dalla data dell'atto di acquisto o dalla data di ultimazione della costruzione. Non dalla data del preliminare, non da quando ci si è trasferiti.
La plusvalenza è la differenza fra il corrispettivo percepito e il costo di acquisto aumentato dei costi inerenti. È in questa seconda voce che si recupera la maggior parte dell'imponibile, e per farlo servono i documenti.
| Voce | Rileva? | Documento |
|---|---|---|
| Prezzo di acquisto | Sì, in aumento del costo | Atto notarile di acquisto |
| Imposte pagate sull'acquisto | Sì | Atto e ricevute |
| Onorario notarile di acquisto | Sì | Fattura del notaio |
| Provvigione di agenzia | Sì | Fattura dell'agenzia |
| Ristrutturazioni e manutenzioni straordinarie | Sì | Fatture e bonifici |
| Oneri di urbanizzazione | Sì | Ricevute di versamento |
| Interessi passivi del mutuo | No | - |
| Spese di manutenzione ordinaria | No | - |
| Arredamento e mobili | No | - |
Quando la plusvalenza è tassabile, esistono due strade. La scelta si esercita in sede di rogito, davanti al notaio, e non è modificabile in seguito.
La plusvalenza confluisce nel reddito complessivo e sconta le aliquote progressive, sommandosi agli altri redditi dell'anno.
Si applica un'aliquota fissa sulla sola plusvalenza. Il notaio la incassa al rogito e la versa, e la somma non entra nel reddito complessivo.
Si confronta l'aliquota sostitutiva con l'aliquota marginale che si applicherebbe sommando la plusvalenza agli altri redditi dell'anno.
Nei casi di reddito complessivo molto basso, in cui l'aliquota marginale risulta inferiore a quella sostitutiva.
Arrivare al rogito senza aver fatto il calcolo.
Per i terreni il quinquennio non vale. La distinzione decisiva è fra terreno edificabile e terreno agricolo.
Per gli immobili sui quali sono stati eseguiti interventi che hanno beneficiato delle detrazioni edilizie di maggiore entità è stata introdotta una disciplina specifica della plusvalenza, con un orizzonte temporale più lungo del quinquennio ordinario e regole particolari sul riconoscimento dei costi sostenuti.
È un ambito in cui la normativa è recente e articolata, e in cui la posizione del singolo immobile dipende da chi ha sostenuto la spesa, da quale meccanismo di fruizione è stato utilizzato e da quando i lavori sono stati conclusi.
La differenza fra pagare il dovuto e pagare più del dovuto sta quasi interamente nella documentazione del costo.
No. Gli immobili pervenuti per successione non generano mai plusvalenza tassabile, indipendentemente dal tempo trascorso e dal guadagno realizzato.
Restano invece dovute le imposte proprie dell'atto di vendita e vanno verificati gli adempimenti collegati alla successione, a partire dalla voltura catastale.
L'esenzione richiede che l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale del cedente o di un suo familiare per la maggior parte del periodo intercorso fra acquisto e cessione.
Un anno su tre non soddisfa il requisito. Due anni su tre sì. Il criterio è quantitativo e la residenza anagrafica è l'elemento probatorio più immediato.
Le minusvalenze immobiliari realizzate da persone fisiche fuori dall'esercizio d'impresa non sono compensabili con le plusvalenze immobiliari.
È una asimmetria nota: la perdita non rileva, il guadagno sì. Nel reddito d'impresa il meccanismo è invece quello ordinario di componenti positivi e negativi.
Il corrispettivo che rileva per la plusvalenza è quello effettivamente pattuito e dichiarato in atto. Il valore catastale ha rilievo per le imposte sull'atto, non per la plusvalenza.
Una vendita a un prezzo significativamente inferiore ai valori di mercato può però attirare attenzione, soprattutto fra parti collegate: conviene che il prezzo sia motivabile.
Serve conoscere la data e il titolo di acquisto, l'uso fatto dell'immobile e le spese sostenute. Con questi dati si sa in anticipo che cosa succederà al momento della firma.