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Persone fisiche e società · Subentro

Cambiare commercialista

Cambiare commercialista a Torino è una procedura ordinaria e più semplice di quanto sembri. Le difficoltà nascono quasi sempre da due cose: documentazione che non arriva e deleghe telematiche che restano attive al professionista precedente.

01 · Il momento

Quando cambiare commercialista a Torino e quando aspettare

Il momento tecnicamente più pulito è dopo la chiusura di un ciclo: per una persona fisica, dopo la presentazione della dichiarazione annuale; per una società, dopo il deposito del bilancio e l'invio dei dichiarativi. In quel punto l'esercizio è chiuso, la documentazione è completa e il subentro non spezza una lavorazione a metà.

Questo però non significa che negli altri periodi non si possa fare. Un passaggio a metà anno richiede solo più attenzione nel ricostruire ciò che è già stato fatto: liquidazioni IVA già presentate, acconti versati, comunicazioni inviate.

Ci sono anzi situazioni in cui aspettare è la scelta peggiore: scadenze non presidiate, dichiarazioni non trasmesse, comunicazioni dell'Agenzia rimaste senza risposta, impossibilità di ottenere documenti o informazioni. In quei casi ogni mese di attesa aggiunge sanzioni.

Momento ideale

Dopo la chiusura dell'esercizio e l'invio dei dichiarativi: la posizione è allineata e il subentro è netto.

Momento accettabile

Inizio di un trimestre IVA o subito dopo una scadenza importante: si riparte da un punto definito.

Momento delicato

A ridosso di una scadenza. Si fa, ma prima si verifica chi presenta cosa, per evitare doppioni od omissioni.

Momento in cui non aspettare

Scadenze già saltate o atti dell'Agenzia senza risposta: qui il ritardo costa più del disagio del cambio.

02 · I passaggi

Come si svolge il subentro

Il passaggio si articola in quattro fasi. La parte operativa la gestisce lo studio subentrante; al cliente restano essenzialmente due comunicazioni da firmare.

  1. Verifica preliminare

    Si esamina il cassetto fiscale per fotografare la situazione reale: dichiarazioni presentate, versamenti, comunicazioni pendenti.

  2. Revoca e richiesta atti

    Comunicazione formale di revoca dell'incarico al professionista uscente, con richiesta della documentazione contabile e fiscale.

  3. Subentro nelle deleghe

    Attivazione delle nuove deleghe per cassetto fiscale, fatturazione elettronica e servizi telematici, con revoca delle precedenti.

  4. Riallineamento

    Ricostruzione delle pendenze, impostazione del calendario delle scadenze e avvio della gestione ordinaria.

Le deleghe: il punto che si dimentica

Revocare l'incarico non revoca automaticamente le deleghe telematiche. Se restano attive, il professionista precedente continua ad avere accesso ai tuoi dati e a ricevere le comunicazioni dell'Agenzia.

  • Cassetto fiscale: consultazione della posizione
  • Fatturazione elettronica: consultazione e conservazione delle fatture
  • Servizi Entratel/Fisconline: trasmissione delle dichiarazioni
  • Cassetto previdenziale INPS, per chi ha posizioni contributive
  • Domicilio digitale: dove arrivano gli atti
Verifichiamo le tue deleghe
03 · Cosa deve tornare indietro

La documentazione che ti spetta

Il codice deontologico degli Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili prevede che il professionista, alla cessazione dell'incarico, restituisca al cliente la documentazione da questi consegnata e metta a disposizione gli atti necessari alla prosecuzione dell'attività.

Non tutto però è "documentazione del cliente": gli elaborati prodotti dal professionista nell'esercizio della propria attività seguono regole diverse. Nella pratica, un professionista corretto consegna comunque quanto serve a non interrompere la gestione.

  • Documenti originali consegnati dal cliente: fatture, contratti, estratti conto
  • Registri contabili e libro giornale, con i saldi di chiusura dell'ultimo esercizio
  • Bilanci degli ultimi esercizi, con dettaglio delle poste
  • Dichiarazioni fiscali presentate e relative ricevute telematiche
  • Deleghe F24 quietanzate dei versamenti effettuati
  • Registro dei beni ammortizzabili e piano degli ammortamenti
  • Storico delle detrazioni pluriennali: bonus edilizi, quote residue
  • Libri sociali vidimati, per le società
  • Corrispondenza con l'Agenzia delle Entrate e altri enti
Sul cosiddetto diritto di ritenzione (trattenere i documenti a fronte di compensi non pagati), la posizione consolidata è restrittiva: il professionista non può rifiutare la restituzione dei documenti di proprietà del cliente per ottenere il pagamento. Se il compenso è contestato, la sede per discuterlo è un'altra.
04 · Cosa si controlla

La fotografia della posizione

Prima di prendere in carico una posizione lo studio ne verifica lo stato effettivo. Non è diffidenza verso il collega: è il modo per sapere da dove si parte e per non ereditare in silenzio problemi altrui.

La verifica si fa sul cassetto fiscale, che contiene la storia oggettiva della posizione, e sui documenti ricevuti.

  • Dichiarazioni presentate negli ultimi anni e relative ricevute di accettazione
  • Versamenti effettuati, con verifica di eventuali omissioni o insufficienze
  • Comunicazioni di irregolarità e avvisi bonari, con i termini ancora aperti
  • Cartelle e ruoli eventualmente iscritti a nome del contribuente
  • Rateizzazioni in corso e regolarità dei pagamenti
  • Crediti d'imposta maturati e non ancora utilizzati
  • Quote residue di detrazioni pluriennali da riportare
  • Regolarità contributiva presso INPS e casse professionali
Se dalla verifica emergono irregolarità, non è detto che ci sia una responsabilità del professionista precedente: molto spesso derivano da documenti non consegnati o da comunicazioni non inoltrate dal cliente stesso. Quello che conta è sistemarle prima che diventino accertamenti.
05 · Da evitare

Gli errori che complicano il passaggio

Non revocare le deleghe

Il professionista precedente continua ad accedere ai dati e a ricevere le comunicazioni. È il problema che emerge più spesso, mesi dopo.

Non chiedere lo storico dei bonus

Le detrazioni pluriennali si perdono se nessuno le riporta. Dieci anni di quote possono valere migliaia di euro.

Cambiare senza comunicarlo

Lasciare l'incarico in sospeso genera doppioni od omissioni: entrambi i professionisti pensano che l'altro abbia provveduto.

Non recuperare i registri

Senza i saldi di chiusura dell'ultimo esercizio la contabilità va ricostruita da zero, con costi che potevano essere evitati.

Rimandare a dopo la scadenza

Se il rapporto è già compromesso, la scadenza successiva difficilmente sarà presidiata meglio della precedente.

Non aggiornare il domicilio digitale

Gli atti continuano ad arrivare al vecchio indirizzo PEC, e i termini decorrono comunque.

Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Devo avvisare il commercialista precedente?

Sì, la revoca dell'incarico va comunicata formalmente, di norma via PEC o raccomandata. Serve a chiudere il rapporto con una data certa e a definire chi risponde di cosa da quel momento.

La comunicazione può essere predisposta dallo studio subentrante: al cliente resta solo da firmarla e inviarla dal proprio indirizzo.

Il commercialista può trattenere i documenti se non ho pagato?

La posizione consolidata è che i documenti di proprietà del cliente vanno restituiti, e che il mancato pagamento del compenso non legittima il rifiuto. Il codice deontologico Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili va nella stessa direzione.

Se il compenso è dovuto va pagato, e se è contestato va discusso nelle sedi opportune, eventualmente con l'intervento del Consiglio dell'Ordine. Ma le due questioni restano distinte.

Quanto tempo serve per il passaggio?

La parte tecnica (verifica del cassetto, nuove deleghe, impostazione della gestione) richiede pochi giorni. Il tempo reale dipende da quanto velocemente arriva la documentazione dal professionista precedente.

Nella maggior parte dei casi il passaggio si completa in due o tre settimane. Se la documentazione non arriva, si procede comunque ricostruendo dal cassetto fiscale quello che è possibile ricostruire.

Perdo qualcosa cambiando?

Se il passaggio è fatto bene, no. I rischi concreti sono due: perdere lo storico delle detrazioni pluriennali, e perdere la continuità dei saldi contabili. Entrambi si evitano chiedendo i documenti giusti fin dall'inizio.

Per questo la richiesta al professionista uscente è dettagliata e non generica: elencare cosa serve riduce le omissioni e i tempi.

Posso cambiare se ho una verifica in corso?

Sì, ma va gestito con attenzione. Un procedimento in corso ha termini che decorrono e atti già depositati: il subentro richiede di ricostruire con precisione lo stato del procedimento e le difese già svolte.

In questi casi la valutazione si fa caso per caso, e a volte la scelta più sensata è concludere il procedimento con chi lo ha seguito e trasferire la posizione dopo.

Continua

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