Cedolare secca
L'alternativa alla tassazione ordinaria dei canoni.
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Un contratto di locazione va registrato entro trenta giorni dalla stipula. Non è una formalità: senza registrazione il contratto è nullo, e la nullità la può far valere l'inquilino contro il proprietario.
Vanno registrati tutti i contratti di locazione di immobili, qualunque sia l'importo del canone, con un'unica eccezione: i contratti di durata non superiore a trenta giorni complessivi nell'anno con lo stesso conduttore.
La registrazione va effettuata entro trenta giorni dalla data di stipula, non dalla decorrenza. Un contratto firmato il 10 gennaio con decorrenza 1° marzo va registrato entro il 9 febbraio.
L'obbligo grava su entrambe le parti in solido, ma nella pratica se ne occupa il locatore. Entro sessanta giorni dalla registrazione il locatore deve inoltre darne comunicazione documentata al conduttore e all'amministratore di condominio.
| Tipo di contratto | Durata tipica | Registrazione |
|---|---|---|
| Libero 4+4 | 4 anni + 4 di rinnovo | Obbligatoria |
| Concordato 3+2 | 3 anni + 2 di rinnovo | Obbligatoria, con attestazione di rispondenza |
| Transitorio | Da 1 a 18 mesi | Obbligatoria, con documentazione dell'esigenza transitoria |
| Per studenti universitari | Da 6 mesi a 3 anni | Obbligatoria |
| Commerciale | 6 anni + 6 | Obbligatoria |
| Breve, fino a 30 giorni l'anno | Fino a 30 giorni | Non obbligatoria |
Alla registrazione si versano due imposte, salvo che si opti per la cedolare secca.
L'imposta di registro per le locazioni a uso abitativo è pari al 2% del canone annuo, con un minimo di 67 euro per la prima annualità. Per i contratti a canone concordato la base imponibile è ridotta del 30%. Per legge l'imposta è dovuta in parti uguali tra locatore e conduttore, salvo diverso accordo.
L'imposta di bollo è dovuta nella misura di 16 euro ogni quattro facciate scritte, e comunque ogni cento righe, per ciascuna copia da registrare.
Optando per la cedolare secca non si versano né imposta di registro né bollo, per tutta la durata dell'opzione. È uno dei motivi per cui la valutazione tra regime ordinario e cedolare va fatta prima della registrazione, non dopo.
La ripartizione al 50% dell'imposta di registro è una regola di legge, ma vale nei rapporti interni: verso l'Agenzia delle Entrate entrambe le parti rispondono in solido dell'intero.
Il contratto registrato genera adempimenti anche negli anni successivi, e ognuno ha un termine di trenta giorni.
Versamento dell'imposta di registro entro trenta giorni dalla scadenza dell'annualità, salvo cedolare secca o pagamento in unica soluzione.
Da comunicare entro trenta giorni dalla scadenza, con versamento dell'imposta sul nuovo periodo.
Cambio di conduttore o di locatore da registrare entro trenta giorni con imposta fissa.
Da comunicare entro trenta giorni con versamento dell'imposta fissa di 67 euro.
Il ritardo si sana con il ravvedimento operoso: si versa l'imposta dovuta, gli interessi legali per i giorni di ritardo e una sanzione ridotta in misura decrescente rispetto al tempo trascorso. Prima si interviene, meno si paga.
L'omessa registrazione ha però conseguenze che vanno oltre la sanzione tributaria. Il contratto non registrato è nullo, e il conduttore può agire in giudizio per ottenere la riconduzione del rapporto a un contratto di durata legale con canone determinato secondo i minimi degli accordi territoriali. In quel caso il proprietario perde molto più della sanzione risparmiata.
C'è poi l'aspetto reddituale: i canoni percepiti da un contratto non registrato restano comunque tassabili, e la mancata dichiarazione costituisce una violazione autonoma.
Sì. L'unica esenzione riguarda i contratti di durata non superiore a trenta giorni complessivi nell'anno con lo stesso conduttore. Un contratto di sei mesi va registrato entro trenta giorni dalla stipula.
Vale anche per i contratti transitori e per quelli a studenti universitari, che hanno durate ridotte ma obbligo pieno di registrazione.
Per legge è dovuta in parti uguali da locatore e conduttore, salvo diverso accordo tra le parti. Verso l'Agenzia delle Entrate però entrambi rispondono in solido dell'intero importo.
Con l'opzione per la cedolare secca l'imposta di registro non è dovuta da nessuno dei due, e nemmeno il bollo.
Sì, con ravvedimento operoso, versando imposta, interessi e sanzione ridotta. La registrazione tardiva sana la violazione tributaria.
Restano però gli effetti civilistici del periodo in cui il contratto è stato eseguito senza registrazione: il conduttore conserva le azioni previste dalla legge, che la registrazione tardiva non elimina del tutto.
Sul piano finanziario sì: il pagamento in unica soluzione dà diritto a una riduzione. Il rischio è la risoluzione anticipata, perché la parte di imposta relativa alle annualità non godute non si recupera integralmente.
Su un 4+4 con inquilino stabile ha senso. Su un transitorio o su un rapporto incerto conviene il versamento annuale.
Sì. Entro sessanta giorni dalla registrazione il locatore deve darne comunicazione documentata al conduttore e all'amministratore di condominio, quest'ultimo ai fini dell'aggiornamento dell'anagrafe condominiale.
È un adempimento spesso trascurato ma previsto espressamente dalla normativa sulle locazioni abitative.
È l'errore più comune: il termine decorre dalla data del contratto, anche se la decorrenza dell'affitto è successiva. Portalo appena firmato.