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Servizi CAF · Lavoro dipendente

TFR, il trattamento di fine rapporto

Il TFR si accumula per tutta la vita lavorativa e si incassa in un colpo solo, con una tassazione che non è quella dell'anno in cui arriva. Poi, anni dopo, l'Agenzia ricalcola e manda una comunicazione che spaventa quasi tutti.

01 · L'accumulo

Come si forma il TFR

Il trattamento di fine rapporto è una quota di retribuzione differita: matura anno per anno e si liquida alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento.

La quota annua si ottiene dividendo la retribuzione utile per un divisore fissato dalla legge; il fondo accumulato si rivaluta ogni anno con un meccanismo composto da una parte fissa e da una parte legata all'indice dei prezzi.

  • La retribuzione utile comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto, salvo diversa previsione contrattuale.
  • Dalla quota annua si trattiene un contributo destinato al fondo di garanzia.
  • La rivalutazione si applica sul fondo esistente al 31 dicembre dell'anno precedente ed è soggetta a un'imposta sostitutiva propria.
  • Il TFR si matura anche durante i periodi di assenza tutelati, come maternità e malattia entro i limiti contrattuali.
  • Spetta anche in caso di dimissioni volontarie: non è legato alla causa della cessazione.
  • In caso di decesso, spetta agli aventi diritto secondo le regole del codice civile.
Il TFR non va confuso con l'indennità sostitutiva del preavviso né con l'incentivo all'esodo: sono somme distinte, che possono essere liquidate insieme ma seguono regole di tassazione proprie.
02 · Il meccanismo

Come viene tassato

Il TFR è soggetto a tassazione separata: non si somma agli altri redditi dell'anno in cui viene percepito, perché altrimenti farebbe schizzare l'aliquota di chi lo incassa.

  1. L'aliquota media

    Si calcola un reddito di riferimento rapportando il TFR agli anni di servizio, e su quello si determina l'aliquota media applicabile.

  2. La ritenuta del datore

    Il datore di lavoro applica quell'aliquota e versa la ritenuta al momento della liquidazione.

  3. La riliquidazione dell'Agenzia

    Successivamente l'Agenzia ricalcola l'imposta con l'aliquota media degli ultimi anni d'imposta, e comunica il conguaglio.

  4. Il risultato

    Può essere a debito o a credito. Nel primo caso arriva una richiesta di pagamento, nel secondo un rimborso.

La riliquidazione arriva a distanza di anni dalla cessazione, e viene sistematicamente scambiata per un accertamento. Non lo è: è il conguaglio previsto dalla legge, e la sua entità dipende dal confronto fra l'aliquota applicata dal datore e quella media effettiva del periodo di riferimento.
03 · La scelta

Lasciarlo in azienda o destinarlo alla previdenza complementare

È la scelta che si compie all'assunzione, spesso senza informazioni sufficienti, e che incide su una cifra rilevante.

TFR in aziendaTFR al fondo pensione
RendimentoRivalutazione di legge, prevedibileLegato al comparto scelto, variabile
RischioMolto bassoDipende dal comparto: da garantito ad azionario
Tassazione dei rendimentiImposta sostitutiva sulla rivalutazioneAliquota agevolata sui rendimenti
Tassazione della prestazioneTassazione separata con riliquidazioneAliquota agevolata decrescente con gli anni di adesione
DisponibilitàAlla cessazione, con anticipi a condizioniVincolata fino alla pensione, con anticipazioni e riscatti
Contributo del datoreNessunoPrevisto da molti contratti, se aderisci anche tu

L'elemento che sposta la scelta

Non è il rendimento, è il contributo del datore.

  • Molti contratti prevedono un contributo aziendale se il lavoratore versa il proprio
  • È denaro aggiuntivo che si perde restando in azienda
  • La tassazione finale del fondo è più leggera di quella del TFR in azienda
  • In cambio si accetta il vincolo fino alla pensione
Valutiamo la scelta
04 · Prima della fine

Quando si può chiedere in anticipo

La legge consente di chiedere un'anticipazione del TFR maturato, entro limiti di importo e di anzianità, per esigenze determinate.

  • Serve un'anzianità minima di servizio presso lo stesso datore.
  • L'anticipazione non può superare una percentuale del TFR maturato.
  • Le causali previste dalla legge sono le spese sanitarie straordinarie e l'acquisto della prima casa per sé o per i figli.
  • La contrattazione collettiva può ampliare causali e limiti.
  • Il datore può accogliere le domande entro un tetto annuo rapportato al numero di dipendenti.
  • L'anticipazione si può chiedere una sola volta nel corso del rapporto, salvo previsioni contrattuali più favorevoli.
Chi ha destinato il TFR a un fondo pensione ha regole diverse e in alcuni casi più ampie: sono previste anticipazioni per spese sanitarie, acquisto e ristrutturazione della prima casa, e una quota per ulteriori esigenze senza obbligo di motivazione, dopo un periodo minimo di adesione.
05 · Cosa fare

Il TFR nella dichiarazione dei redditi

La regola generale è che non va dichiarato, perché la tassazione separata è definitiva. Ci sono però situazioni in cui conviene o è necessario intervenire.

  • Il TFR non si somma agli altri redditi e non concorre a formare il reddito complessivo.
  • Non incide sul calcolo delle detrazioni e non fa perdere lo stato di familiare a carico.
  • Rileva invece ai fini dell'ISEE, dove entra nel patrimonio o nel reddito secondo le regole della DSU.
  • Chi ha reddito complessivo molto basso può avere convenienza a chiedere la tassazione ordinaria, se più favorevole.
  • La Certificazione Unica riporta il TFR liquidato e la ritenuta applicata, in una sezione dedicata.
  • Il conguaglio dell'Agenzia arriva con comunicazione autonoma, non attraverso la dichiarazione.
06 · Il fondo di garanzia

Quando il datore non paga

Il TFR è tutelato da un fondo di garanzia gestito dall'INPS, che interviene quando il datore è insolvente.

Quando interviene

In caso di procedura concorsuale, o quando il datore non è assoggettabile a procedure e l'esecuzione è risultata infruttuosa.

Che cosa copre

Il TFR e le ultime mensilità di retribuzione non pagate, entro i limiti previsti.

Come si chiede

Con domanda telematica all'INPS, allegando la documentazione della procedura o dell'esecuzione.

I tempi

Non sono brevi: la domanda richiede che la procedura sia arrivata a un determinato stadio.

La tassazione

Il TFR erogato dal fondo di garanzia segue le stesse regole di quello pagato dal datore.

Cosa conservare

Buste paga, lettera di licenziamento, conteggi del TFR: senza documenti la domanda si blocca.

Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Ho ricevuto una lettera che mi chiede altre imposte sul TFR. È un errore?

Quasi certamente no: è la riliquidazione prevista dalla legge. L'Agenzia ricalcola l'imposta sul TFR con l'aliquota media degli anni di riferimento e conguaglia rispetto a quanto trattenuto dal datore.

Vale comunque la pena verificare il conteggio, perché dipende dai redditi dichiarati negli anni presi a riferimento e da eventuali anticipazioni già tassate. Se il conguaglio è dovuto, si può chiedere la rateizzazione.

Mi conviene lasciare il TFR in azienda?

Dipende soprattutto da un elemento: se il tuo contratto prevede un contributo del datore di lavoro in caso di adesione al fondo pensione, restare in azienda significa rinunciare a denaro aggiuntivo.

A questo si aggiunge la tassazione finale, più leggera per la previdenza complementare. In cambio accetti un vincolo di indisponibilità fino alla pensione, con le sole anticipazioni previste.

Mi sono dimesso. Ho comunque diritto al TFR?

Sì. Il TFR spetta alla cessazione del rapporto qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine, pensionamento.

È retribuzione differita già maturata, non un'indennità legata al modo in cui il rapporto finisce. I termini di pagamento sono quelli previsti dal contratto collettivo applicato.

Il TFR entra nell'ISEE?

Il TFR percepito rileva secondo le regole della DSU: se è stato incassato e giace su un conto, concorre al patrimonio mobiliare alla data di riferimento.

È un punto da considerare quando si chiede una prestazione collegata all'ISEE nell'anno successivo alla liquidazione, perché può alzare sensibilmente l'indicatore.

Continua

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Parliamone

La lettera di riliquidazione del TFR non è un accertamento

È il conguaglio previsto dalla legge, e arriva a distanza di anni. Portacela: si verifica il conteggio e si capisce se è dovuto davvero.