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Servizi CAF · Attestazione ISEE

ISEE corrente

L'ISEE ordinario guarda a redditi di due anni fa. Se nel frattempo hai perso il lavoro o l'attività si è ridotta, quell'indicatore descrive una situazione che non esiste più. L'ISEE corrente serve esattamente a questo.

01 · Il meccanismo

Perché esiste l'ISEE corrente

L'ISEE ordinario si basa sui redditi del secondo anno precedente e sui patrimoni al 31 dicembre dello stesso anno. È un criterio che garantisce dati certi e verificabili, ma che descrive il passato.

Per chi ha subito un peggioramento recente della propria condizione economica (perdita del lavoro, cassa integrazione, cessazione di un'attività, decesso di un componente del nucleo), quell'indicatore risulta più alto della realtà, e questo si traduce in prestazioni negate o ridotte.

L'ISEE corrente consente di sostituire la componente reddituale, e in alcuni casi anche quella patrimoniale, con dati riferiti a un periodo molto più vicino al presente.

L'ISEE corrente non sostituisce l'ordinario: lo integra. Per ottenerlo bisogna avere già un ISEE ordinario valido, quindi una DSU presentata e un'attestazione rilasciata.
02 · Chi può chiederlo

Le condizioni per accedere

Serve almeno una delle due condizioni: una variazione della situazione lavorativa di un componente del nucleo, oppure una riduzione significativa del reddito complessivo rispetto a quello considerato nell'ISEE ordinario.

  • Lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta risoluzione, sospensione o riduzione dell'attività lavorativa.
  • Lavoratore a tempo determinato o atipico che risulti non occupato dopo aver lavorato almeno centoventi giorni nei dodici mesi precedenti.
  • Lavoratore autonomo che abbia cessato l'attività e non ne svolga altra.
  • Riduzione del reddito complessivo superiore al venticinque per cento rispetto a quello considerato nell'ISEE ordinario.
  • Variazione del patrimonio superiore al venti per cento in diminuzione, per l'aggiornamento anche della componente patrimoniale.
  • Interruzione di trattamenti previdenziali, assistenziali o indennitari non rientranti nel reddito complessivo.
  • Decesso, grave infermità o allontanamento dalla residenza di un componente del nucleo.

Cosa si aggiorna

A seconda del presupposto si può aggiornare la sola componente reddituale, oppure anche quella patrimoniale.

  • Solo reddito: nella maggior parte dei casi, con riferimento agli ultimi dodici mesi o al periodo più breve indicato
  • Anche patrimonio: quando si è verificata una riduzione patrimoniale superiore al venti per cento
  • La componente non aggiornata resta quella dell'ISEE ordinario di riferimento
  • Il calcolo tiene conto anche dei trattamenti percepiti nel periodo, come NASpI o cassa integrazione
Verifichiamo i requisiti
03 · Cosa serve

La documentazione da portare

  • Attestazione ISEE ordinaria in corso di validità: è il presupposto
  • Documentazione della variazione lavorativa: lettera di licenziamento, cessazione del contratto, provvedimento di cassa integrazione, chiusura della partita IVA
  • Redditi percepiti nel periodo di riferimento da tutti i componenti: buste paga, certificazioni, ricevute
  • Trattamenti percepiti: NASpI, cassa integrazione, indennità, con i relativi importi
  • Documentazione patrimoniale aggiornata, se si chiede anche l'aggiornamento del patrimonio
  • Certificato di morte o documentazione dell'evento, nei casi di decesso o allontanamento
  • Documenti d'identità e codici fiscali del nucleo
La documentazione della variazione è il punto critico: senza un atto che provi la cessazione, la sospensione o la riduzione dell'attività, la richiesta non è accoglibile. Le autocertificazioni non bastano su questo elemento.
04 · Durata

Quanto vale e quando va rifatto

L'ISEE corrente ha una validità di sei mesi dalla data di presentazione. È un termine molto più breve di quello dell'ordinario, che vale fino al 31 dicembre.

La validità si estende fino alla fine dell'anno nei casi in cui siano variati esclusivamente i trattamenti percepiti, o quando ricorrano le ipotesi di variazione della situazione lavorativa che la normativa individua come stabili.

Alla scadenza si può presentare un nuovo ISEE corrente, se i presupposti permangono. In assenza di rinnovo torna a valere l'ISEE ordinario, con l'indicatore più alto.

  • Passo 1ISEE ordinarioPresentazione della DSU e rilascio dell'attestazione: è il presupposto necessario
  • Passo 2Verifica dei requisitiControllo della variazione lavorativa o della riduzione reddituale
  • Passo 3DSU integrativaCompilazione del modulo per l'ISEE corrente con i dati del periodo recente
  • Passo 4RilascioL'INPS elabora e rende disponibile la nuova attestazione
  • Dopo 6 mesiRinnovoNuova presentazione se i presupposti permangono, altrimenti torna a valere l'ordinario
05 · Prestazioni

Quali prestazioni lo accettano

L'ISEE corrente è utilizzabile per la generalità delle prestazioni sociali agevolate. Alcuni enti erogatori possono però richiedere specificamente l'ISEE ordinario, o applicare regole proprie sulla decorrenza del ricalcolo.

Assegno Unico

Accettato: l'importo viene ricalcolato sull'indicatore corrente, con decorrenza secondo le regole INPS.

Assegno di Inclusione

Utilizzabile per la verifica dei requisiti, con le condizioni previste dalla misura.

Bonus sociali

Accettato per luce, gas e acqua, con riconoscimento secondo le procedure automatiche.

Rette e agevolazioni comunali

Di norma accettato, ma il regolamento del singolo Comune può prevedere condizioni proprie.

Tasse universitarie

Per l'università serve l'ISEE per prestazioni agevolate per il diritto allo studio: verificare il bando.

Prestazioni socio-sanitarie

Verificare con l'ente erogatore quale tipologia di indicatore è richiesta.

Prima di richiedere l'ISEE corrente conviene leggere il bando o il regolamento della prestazione che interessa: alcune misure specificano quale attestazione utilizzano e da quando il ricalcolo produce effetti.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Posso chiedere l'ISEE corrente senza avere l'ordinario?

No. L'ISEE corrente si innesta su un ISEE ordinario già valido: sostituisce alcune componenti di quel calcolo, non lo rimpiazza.

Se non hai ancora presentato la DSU per l'anno in corso, si fanno entrambi nello stesso appuntamento: prima l'ordinario, poi il corrente.

Ho perso il lavoro il mese scorso: posso già chiederlo?

Sì, se hai la documentazione della cessazione e i dati dei redditi percepiti nel periodo di riferimento. Non serve attendere.

Anzi, prima si presenta prima si allineano le prestazioni collegate: il ricalcolo decorre secondo le regole della singola misura, e in diversi casi non è retroattivo.

La NASpI conta come reddito?

Sì. I trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari percepiti nel periodo di riferimento concorrono al calcolo dell'ISEE corrente.

Questo spiega perché in alcuni casi il beneficio è inferiore alle aspettative: chi ha perso il lavoro ma percepisce un'indennità consistente vede una riduzione dell'indicatore meno marcata di quanto immagina.

Vale anche per il patrimonio?

Solo se ricorre il presupposto specifico, cioè una riduzione del patrimonio superiore al venti per cento rispetto a quello considerato nell'ISEE ordinario.

Negli altri casi si aggiorna la sola componente reddituale, mentre il patrimonio resta quello dell'ordinario di riferimento.

Scade prima dell'ordinario: mi conviene comunque?

Se l'indicatore risultante è sensibilmente più basso, sì: sei mesi di prestazione calcolata correttamente valgono più di dodici calcolati su una situazione superata.

Alla scadenza si valuta se rinnovarlo. Se nel frattempo la situazione lavorativa si è ristabilita, l'ordinario torna a essere l'indicatore corretto.

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