DETAX Studio ContabileDETAXSTUDIO CONTABILE
389 240 9357 Prenota

Servizi CAF · Lavoro dipendente

Le dimissioni telematiche

Una lettera consegnata a mano non vale nulla: senza la trasmissione telematica le dimissioni sono inefficaci. È una tutela pensata per impedire le dimissioni in bianco, ma va conosciuta prima di doverla usare.

01 · Come si fa

Come si presentano le dimissioni telematiche

Le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere comunicate esclusivamente con modalità telematica, su un modulo standard trasmesso al Ministero del lavoro e al datore.

Una comunicazione fatta in altro modo (lettera, email, messaggio) è inefficace: il rapporto di lavoro prosegue, con tutte le conseguenze del caso.

  1. Identità digitale

    Serve SPID o CIE per accedere al portale del Ministero del lavoro.

  2. Compilazione del modulo

    Vanno indicati i dati del datore, la data di inizio del rapporto, la data di decorrenza delle dimissioni e la tipologia.

  3. Trasmissione

    Il sistema invia la comunicazione al datore e alla Direzione territoriale del lavoro. Si riceve una ricevuta con data e codice identificativo.

  4. In alternativa

    La procedura si può fare tramite CAF, patronato, consulente del lavoro, sindacato o commissione di certificazione, con delega.

La data di decorrenza indicata nel modulo è il primo giorno in cui il rapporto non c'è più: va calcolata tenendo conto del preavviso previsto dal contratto collettivo. Sbagliarla comporta la trattenuta dell'indennità sostitutiva del preavviso sull'ultima busta paga.
02 · Le eccezioni

Quando la procedura non si applica

Alcune situazioni restano fuori dall'obbligo telematico, ma quasi tutte hanno una tutela alternativa, spesso più forte.

  • Lavoro domestico: colf, badanti e baby sitter non sono soggetti alla procedura telematica.
  • Lavoratrici in gravidanza e genitori nei primi anni di vita del figlio: le dimissioni vanno convalidate presso l'Ispettorato del lavoro.
  • Rapporti in periodo di prova, secondo le regole proprie del recesso in prova.
  • Pubblico impiego, che segue una disciplina propria.
  • Risoluzione in sede protetta, cioè raggiunta davanti a una commissione di conciliazione o in sede sindacale.
  • La convalida per genitori non è una formalità: senza, le dimissioni non producono effetto.
La tutela per i genitori copre un periodo che va dalla gravidanza fino a un'età del bambino stabilita dalla norma, e vale per entrambi. È pensata per impedire le dimissioni estorte alla nascita di un figlio, e produce anche un effetto importante sul diritto alla NASpI.
03 · Il ripensamento

Il diritto di ripensarci

Entro un termine breve dalla trasmissione, le dimissioni si possono revocare con la stessa procedura telematica, senza dover motivare la scelta.

  • Il termine è di sette giorni dalla data di trasmissione, non dalla decorrenza.
  • La revoca si fa con la stessa procedura, sul portale o tramite intermediario.
  • Nel periodo intercorso il rapporto prosegue: non c'è alcuna interruzione.
  • Se il lavoratore ha già smesso di prestare servizio, quei giorni sono trattati secondo le regole ordinarie sulle assenze.
  • Il datore non può opporsi alla revoca esercitata nel termine.
  • Trascorso il termine, le dimissioni sono definitive: l'unica strada è un accordo con il datore per la riassunzione.
04 · Il caso decisivo

Le dimissioni per giusta causa

Sono la differenza fra restare senza reddito e avere la NASpI, e vanno qualificate correttamente nel modulo telematico.

Che cosa sono

Dimissioni determinate da un comportamento del datore così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto.

I casi tipici

Mancato pagamento della retribuzione, mancato versamento dei contributi, molestie, mobbing, mutamento peggiorativo delle mansioni, spostamento illegittimo di sede.

L'effetto sulla NASpI

Aprono il diritto all'indennità di disoccupazione, che le dimissioni ordinarie non danno.

L'effetto sul preavviso

Non è dovuto: il lavoratore ha diritto all'indennità sostitutiva a carico del datore.

Come si dichiarano

Va selezionata la tipologia corretta nel modulo telematico, indicando la causa.

La prova

Vanno conservati tutti gli elementi: buste paga non pagate, comunicazioni, diffide, referti. Servono se il datore contesta.

Prima di dimettersi

Tre cose da fare quando la situazione è già compromessa.

  • Mettere per iscritto la contestazione al datore, con data
  • Conservare buste paga, comunicazioni e prova dei mancati pagamenti
  • Verificare la posizione contributiva con l'estratto conto
  • Farsi assistere prima di trasmettere, non dopo
Parliamone prima
05 · Le dimissioni di fatto

Chi smette di presentarsi

La normativa disciplina il caso del lavoratore che si assenta senza giustificazione oltre un certo periodo: il rapporto può risolversi per volontà del lavoratore, senza procedura telematica.

  • L'assenza ingiustificata oltre il termine previsto dal contratto collettivo (o, in mancanza, dalla norma) consente al datore di comunicare la risoluzione.
  • Il datore deve comunicarlo all'Ispettorato, che può verificare.
  • Il rapporto si considera risolto per volontà del lavoratore, con le conseguenze delle dimissioni ordinarie.
  • Non spetta la NASpI, perché la cessazione non è involontaria.
  • La regola non si applica se l'assenza è dovuta a forza maggiore o a fatto imputabile al datore, e il lavoratore lo dimostra.
  • È una disciplina pensata per i casi di abbandono, ma va conosciuta anche da chi si assenta per motivi seri senza riuscire a comunicarlo.
Chi non riesce a presentarsi al lavoro per un motivo grave deve comunicarlo comunque, in qualunque forma tracciabile, il prima possibile. Il silenzio prolungato produce un effetto giuridico preciso e sfavorevole.
06 · Cosa segue

Che cosa succede dopo

La chiusura del rapporto apre una serie di adempimenti e di diritti che conviene conoscere in anticipo.

  • Il TFR va liquidato secondo i termini del contratto collettivo. Vedi il trattamento di fine rapporto.
  • La Certificazione Unica arriverà l'anno successivo e servirà per la dichiarazione: vedi come si legge.
  • Se le dimissioni sono per giusta causa, la domanda di NASpI va presentata entro sessantotto giorni.
  • Conviene verificare l'estratto conto contributivo prima che l'azienda diventi irreperibile.
  • Chi passa a un nuovo datore avrà due Certificazioni Uniche per lo stesso anno, con probabile conguaglio a debito.
  • Chi apre una partita IVA deve valutare l'effetto sui contributi e sulla decorrenza dell'attività.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Ho consegnato una lettera di dimissioni. Basta?

No. Senza la trasmissione telematica le dimissioni sono inefficaci: il rapporto di lavoro giuridicamente prosegue, con tutte le conseguenze, comprese quelle sulle assenze.

La lettera può avere valore come manifestazione di volontà nei rapporti con il datore, ma non sostituisce la procedura. Va comunque completata la trasmissione.

Se mi dimetto ho diritto alla disoccupazione?

Di regola no: le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI, perché la cessazione non è involontaria.

Aprono invece il diritto le dimissioni per giusta causa, quelle rese nel periodo tutelato per maternità e paternità, e la risoluzione consensuale raggiunta nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.

Devo dare il preavviso?

Sì, salvo il caso della giusta causa. La durata del preavviso è stabilita dal contratto collettivo applicato e varia con l'anzianità e la qualifica.

Se non lo lavori, il datore trattiene l'indennità sostitutiva dall'ultima busta paga. Va calcolato prima di indicare la data di decorrenza nel modulo telematico.

Sono una badante. Devo usare la procedura telematica?

No, il lavoro domestico è escluso dall'obbligo di dimissioni telematiche. La comunicazione al datore segue le forme ordinarie.

Restano però da curare gli altri adempimenti, in particolare la comunicazione di cessazione all'INPS a carico del datore di lavoro. La pagina su colf e badanti tratta la gestione completa del rapporto.

Continua

Pagine collegate

Parliamone

Il modo in cui finisce il rapporto decide se avrai la NASpI

Dimissioni ordinarie, per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta: tre strade con esiti molto diversi. Parliamone prima di firmare.