Che cosa sono
Dimissioni determinate da un comportamento del datore così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto.
Servizi CAF · Lavoro dipendente
Una lettera consegnata a mano non vale nulla: senza la trasmissione telematica le dimissioni sono inefficaci. È una tutela pensata per impedire le dimissioni in bianco, ma va conosciuta prima di doverla usare.
Le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere comunicate esclusivamente con modalità telematica, su un modulo standard trasmesso al Ministero del lavoro e al datore.
Una comunicazione fatta in altro modo (lettera, email, messaggio) è inefficace: il rapporto di lavoro prosegue, con tutte le conseguenze del caso.
Serve SPID o CIE per accedere al portale del Ministero del lavoro.
Vanno indicati i dati del datore, la data di inizio del rapporto, la data di decorrenza delle dimissioni e la tipologia.
Il sistema invia la comunicazione al datore e alla Direzione territoriale del lavoro. Si riceve una ricevuta con data e codice identificativo.
La procedura si può fare tramite CAF, patronato, consulente del lavoro, sindacato o commissione di certificazione, con delega.
Alcune situazioni restano fuori dall'obbligo telematico, ma quasi tutte hanno una tutela alternativa, spesso più forte.
Entro un termine breve dalla trasmissione, le dimissioni si possono revocare con la stessa procedura telematica, senza dover motivare la scelta.
Sono la differenza fra restare senza reddito e avere la NASpI, e vanno qualificate correttamente nel modulo telematico.
Dimissioni determinate da un comportamento del datore così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto.
Mancato pagamento della retribuzione, mancato versamento dei contributi, molestie, mobbing, mutamento peggiorativo delle mansioni, spostamento illegittimo di sede.
Aprono il diritto all'indennità di disoccupazione, che le dimissioni ordinarie non danno.
Non è dovuto: il lavoratore ha diritto all'indennità sostitutiva a carico del datore.
Va selezionata la tipologia corretta nel modulo telematico, indicando la causa.
Vanno conservati tutti gli elementi: buste paga non pagate, comunicazioni, diffide, referti. Servono se il datore contesta.
Tre cose da fare quando la situazione è già compromessa.
La normativa disciplina il caso del lavoratore che si assenta senza giustificazione oltre un certo periodo: il rapporto può risolversi per volontà del lavoratore, senza procedura telematica.
La chiusura del rapporto apre una serie di adempimenti e di diritti che conviene conoscere in anticipo.
No. Senza la trasmissione telematica le dimissioni sono inefficaci: il rapporto di lavoro giuridicamente prosegue, con tutte le conseguenze, comprese quelle sulle assenze.
La lettera può avere valore come manifestazione di volontà nei rapporti con il datore, ma non sostituisce la procedura. Va comunque completata la trasmissione.
Di regola no: le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI, perché la cessazione non è involontaria.
Aprono invece il diritto le dimissioni per giusta causa, quelle rese nel periodo tutelato per maternità e paternità, e la risoluzione consensuale raggiunta nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.
Sì, salvo il caso della giusta causa. La durata del preavviso è stabilita dal contratto collettivo applicato e varia con l'anzianità e la qualifica.
Se non lo lavori, il datore trattiene l'indennità sostitutiva dall'ultima busta paga. Va calcolato prima di indicare la data di decorrenza nel modulo telematico.
No, il lavoro domestico è escluso dall'obbligo di dimissioni telematiche. La comunicazione al datore segue le forme ordinarie.
Restano però da curare gli altri adempimenti, in particolare la comunicazione di cessazione all'INPS a carico del datore di lavoro. La pagina su colf e badanti tratta la gestione completa del rapporto.
Dimissioni ordinarie, per giusta causa, risoluzione consensuale in sede protetta: tre strade con esiti molto diversi. Parliamone prima di firmare.