Ditta individuale
Come funziona la forma più semplice.
ApriPartite IVA · Forma giuridica
La domanda se scegliere SRL o ditta individuale arriva quasi sempre nello stesso momento: quando l'attività comincia a funzionare. La risposta dipende da cinque variabili, e solo una di queste è il risparmio fiscale.
Chi arriva a questa domanda pensando solo alle imposte fa metà del ragionamento. Il confronto completo poggia su cinque piani, e ciascuno può da solo determinare la scelta.
Nella ditta individuale rispondi con tutto il tuo patrimonio personale. Nella SRL il rischio è, in linea di principio, limitato al capitale conferito.
La ditta individuale è tassata per trasparenza con aliquote progressive. La SRL paga l'imposta sul reddito societario, e il socio paga solo su quello che preleva.
La base imponibile previdenziale è diversa nei due casi, e il risultato non è scontato: dipende da come si struttura la remunerazione.
La SRL costa di più: costituzione, contabilità ordinaria, bilancio, deposito, diritti camerali, adempimenti societari.
Banche, clienti aziendali, fornitori strutturati e bandi guardano alla forma giuridica. È un fattore reale, non solo di immagine.
La differenza sostanziale non è fiscale: è patrimoniale. Nella ditta individuale non esiste separazione fra il patrimonio dell'impresa e il tuo: casa, conti e stipendi rispondono dei debiti dell'attività.
Nella SRL la separazione esiste. Non è però assoluta: le fideiussioni personali richieste dalle banche, alcune responsabilità degli amministratori e determinate obbligazioni tributarie possono comunque toccare il patrimonio personale.
La ditta individuale è tassata per trasparenza: tutto l'utile è tuo reddito, con aliquote progressive, anche se lo lasci in azienda. La SRL paga un'imposta proporzionale sul proprio reddito; quello che ti arriva come dividendo sconta una ritenuta ulteriore.
Ne discende la regola che orienta la scelta: se prelevi tutto l'utile, la ditta individuale è spesso competitiva; se ne lasci una parte in azienda, la SRL comincia a convenire.
| Aspetto | Ditta individuale | SRL |
|---|---|---|
| Tassazione dell'utile | Progressiva, sull'intero utile | Proporzionale in capo alla società |
| Utile lasciato in azienda | Tassato comunque in capo al titolare | Tassato solo in capo alla società |
| Utile prelevato | Nessuna ulteriore imposta | Ritenuta sul dividendo |
| Compenso al titolare | Non deducibile: non è un costo | Il compenso amministratore è deducibile |
| Detrazioni personali | Trovano capienza nel reddito d'impresa | Trovano capienza solo su compenso o altri redditi |
| Regime forfettario | Accessibile se ricorrono i requisiti | Non applicabile |
| Perdite | Utilizzabili secondo le regole del reddito d'impresa | Riportabili in capo alla società |
Il carico contributivo è spesso più pesante di quello fiscale, e i due regimi lo determinano in modo diverso.
Che la SRL azzeri i contributi. Non è così.
La SRL ha un costo di mantenimento fisso che la ditta individuale non ha. Va messo nel conto perché si paga ogni anno, indipendentemente dall'andamento dell'attività.
| Voce | Ditta individuale | SRL |
|---|---|---|
| Costituzione | Pratica camerale | Atto notarile e adempimenti connessi |
| Capitale | Nessun obbligo | Capitale sociale da versare |
| Contabilità | Semplificata nella maggior parte dei casi | Ordinaria obbligatoria |
| Bilancio | Non previsto nella forma societaria | Redazione, approvazione e deposito |
| Diritto camerale | Importo ridotto | Importo più elevato |
| Adempimenti societari | Assenti | Assemblee, verbali, libri sociali |
| Assetti organizzativi | Non richiesti in forma societaria | Obbligo di legge |
| Chiusura | Cessazione della partita IVA | Liquidazione e cancellazione |
Non esiste una soglia universale, ma esistono segnali ricorrenti. Quando se ne verificano due o più contemporaneamente, il passaggio va almeno valutato con i numeri alla mano.
Non c'è una soglia valida per tutti, perché il risultato dipende da quanto utile prelevi, dal tuo regime contributivo e dagli altri redditi che hai.
Il criterio pratico è questo: la SRL comincia a convenire quando una parte consistente dell'utile può restare in azienda. Se prelevi tutto ogni anno, il doppio passaggio impositivo riduce o annulla il vantaggio.
In linea di principio sì, per le obbligazioni sociali ordinarie. Nella pratica ci sono tre eccezioni frequenti: le fideiussioni personali chieste dalle banche, le responsabilità dell'amministratore per mala gestio e alcune obbligazioni tributarie e contributive.
La protezione è reale ma non assoluta, e va accompagnata da una gestione corretta. Una SRL amministrata male non protegge nessuno.
No, il forfettario è riservato alle persone fisiche. Una SRL applica le regole ordinarie del reddito d'impresa.
Attenzione anche al percorso inverso: chi controlla una SRL che svolge attività riconducibile a quella esercitata individualmente è escluso dal forfettario sulla propria posizione.
L'operazione tipica è il conferimento dell'azienda in una società di nuova costituzione, con perizia di stima. Fra preparazione, atto e adempimenti si ragiona su alcune settimane.
La parte più lunga non è l'atto: è il passaggio dei contratti, delle autorizzazioni e dei rapporti bancari alla nuova società. Va pianificata per non interrompere l'attività.
La domanda utile non è quanto paga la SRL, ma quanto di quello che guadagni ti serve per vivere. Un esempio a numeri tondi mostra dove sta davvero la differenza tra i due modelli.
Leggi l'articoloServono l'utile atteso, quanto ne prelevi, il tipo di clienti e l'esposizione debitoria. Con questi dati la scelta smette di essere un'opinione.