SRL o ditta individuale
Responsabilità, tassazione, contributi e costi a confronto.
Apri30 settembre 2026 · Società
Quando il fatturato cresce arriva la domanda: «mi conviene passare a SRL?». Spesso la risposta viene cercata nelle aliquote, confrontando un numero con un altro. Il confronto che serve è diverso, e parte da una domanda più personale: di quanto di ciò che guadagni hai bisogno ogni anno per vivere?
Una ditta individuale e una SRL tassano il reddito in due modi strutturalmente diversi. Nella ditta tutto l'utile dell'anno è reddito tuo, che tu lo prelevi o lo lasci sul conto dell'attività. Nella SRL l'utile è della società: viene tassato una prima volta in capo a lei, e una seconda volta solo quando, e se, arriva a te.
Da qui discende tutto il resto. Se prelevi quasi tutto quello che guadagni, la doppia tassazione della SRL riduce o annulla il vantaggio. Se invece una parte consistente degli utili resta nell'attività per investimenti, scorte o riserve, la SRL può fare una differenza apprezzabile.
Gli aspetti non fiscali, a partire dalla responsabilità limitata, sono trattati nella pagina su SRL o ditta individuale: come scegliere. Qui restiamo sui numeri.
Fuori dal forfettario, l'utile della ditta si somma agli altri redditi del titolare ed è soggetto all'IRPEF progressiva, con le addizionali regionale e comunale. Più alto è il reddito, più alta è l'aliquota che si applica all'ultima fascia, secondo gli scaglioni dell'anno in corso.
Sullo stesso reddito si calcolano i contributi previdenziali, per artigiani e commercianti con una parte fissa minima e una parte in percentuale sull'eccedenza. L'IRAP, per le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, oggi non è dovuta.
Il punto da tenere a mente: l'utile si tassa per intero nell'anno in cui si produce. Se chiudi l'anno con un utile di 80.000 euro e ne lasci 30.000 sul conto dell'attività per gli acquisti dell'anno dopo, IRPEF e contributi si calcolano comunque su tutti gli 80.000.
La SRL paga l'IRES, con un'aliquota proporzionale, oggi del 24% nella misura ordinaria, e l'IRAP. Quello che resta dopo le imposte è utile della società, che può restare in riserva o essere distribuito ai soci.
Quando l'utile viene distribuito, sul dividendo percepito dal socio persona fisica si applica una tassazione sostitutiva del 26%. Il socio che lavora nella società può anche ricevere un compenso come amministratore, che per la società è un costo deducibile e per lui è reddito soggetto a IRPEF e contributi.
La combinazione tra compenso e dividendi è la leva su cui si costruisce la convenienza della SRL, ed è anche il punto in cui le scelte vanno fatte con attenzione, perché compensi e contributi seguono regole proprie e da verificare caso per caso.
Esempio puramente illustrativo e semplificato: ignora IRAP, contributi, addizionali e compenso dell'amministratore, per isolare l'effetto dei due livelli di tassazione nella SRL. Utile prima delle imposte: 80.000 euro.
| Scenario SRL | Tutto distribuito | Metà lasciata in società |
|---|---|---|
| Utile prima delle imposte | 80.000 € | 80.000 € |
| IRES al 24% | 19.200 € | 19.200 € |
| Utile netto della società | 60.800 € | 60.800 € |
| Dividendo distribuito | 60.800 € | 30.400 € |
| Tassazione sul dividendo al 26% | 15.808 € | 7.904 € |
| Imposte complessive nell'anno | 35.008 € | 27.104 € |
| Somme ancora nella società | 0 € | 30.400 € |
La SRL costa di più da tenere in vita: la costituzione dal notaio, la contabilità ordinaria obbligatoria, il bilancio da redigere, approvare e depositare, il diritto annuale camerale, le decisioni dei soci da verbalizzare, i passaggi notarili per le modifiche statutarie o le cessioni di quote.
Questi costi vanno sottratti dal risparmio fiscale stimato. Esempio con cifre ipotetiche: se lo schema con la SRL ti fa risparmiare 6.000 euro l'anno di imposte ma la struttura costa 4.000 euro l'anno in più della ditta, il vantaggio reale è di 2.000 euro, a fronte di adempimenti più rigidi. Se il risparmio stimato è di 2.500 euro, il margine è quasi nullo.
Il punto in cui la SRL comincia a convenire non è quindi una soglia di fatturato uguale per tutti. Dipende dall'utile, dalla quota che prelevi, dai contributi e dai costi di gestione, e si sposta ogni volta che cambia uno di questi fattori.
La responsabilità limitata protegge il patrimonio personale dalle obbligazioni della società, entro i limiti previsti e salvo le garanzie personali che le banche spesso chiedono agli amministratori. Per attività con rischi rilevanti verso terzi, questo aspetto può pesare più del conto fiscale.
C'è poi la rigidità: nella SRL il denaro esce solo con un titolo preciso, ogni scelta rilevante va decisa nelle forme previste, e chiudere una società richiede una liquidazione. È un modello adatto a chi vuole separare con decisione l'attività dalla vita personale, meno a chi ha bisogno di flessibilità nei prelievi.
Stima l'utile dei prossimi due o tre anni, non solo di quello in corso.
Decidi quanto ti serve prelevare ogni anno per vivere: è il dato che orienta tutto il calcolo.
Calcola imposte e contributi della ditta e della SRL, con compenso e dividendi, secondo le regole dell'anno in corso.
Sottrai i costi di gestione della SRL e valuta il peso della responsabilità limitata sulla tua attività.
No. Conta l'utile, non il fatturato, e conta soprattutto quanto dell'utile ti serve prelevare. Due attività con lo stesso fatturato possono arrivare a conclusioni opposte.
Sì, esistono strumenti come il conferimento dell'azienda nella nuova società, che consentono di trasferire l'attività senza interromperla. Vanno valutati gli effetti fiscali e i costi dell'operazione.
I contributi non spariscono: cambiano base e regole. Il compenso dell'amministratore ha una sua contribuzione e, in molti casi, il socio che lavora nella società resta iscritto alla gestione artigiani o commercianti. Va verificato sulla singola posizione.
Scrivi due righe su cosa ti serve. Ti rispondo entro un giorno lavorativo con i passi concreti e i documenti necessari.