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NASpI, l'indennità di disoccupazione

Spetta a chi perde il lavoro non per sua volontà, e si perde più spesso per un termine mancato che per un requisito assente. Sessantotto giorni dalla cessazione: dopo, la domanda non si presenta più.

01 · I requisiti

Chi può chiederla

La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perso l'occupazione involontariamente. I requisiti sono tre e vanno tutti soddisfatti insieme.

  1. Stato di disoccupazione

    Va dichiarato e mantenuto: significa essere privi di impiego e immediatamente disponibili al lavoro, con la dichiarazione resa ai servizi per l'impiego.

  2. Requisito contributivo

    Almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione.

  3. Perdita involontaria

    Licenziamento, scadenza di un contratto a termine, dimissioni per giusta causa o nell'ambito di una risoluzione consensuale in sede protetta.

  4. Domanda nei termini

    Sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto. È il requisito che si perde più spesso.

Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, mobbing, molestie, mutamento peggiorativo delle mansioni) e quelle rese durante il periodo tutelato per maternità e paternità.
02 · Importo e durata

Quanto spetta e per quanto tempo

L'importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni. La durata dipende invece dalla contribuzione accumulata.

  • La durata è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, entro un massimo stabilito dalla norma.
  • L'importo è una percentuale della retribuzione media, con un tetto massimo rivalutato ogni anno.
  • Dopo alcuni mesi scatta il décalage: l'assegno si riduce progressivamente di una percentuale al mese.
  • I periodi già usati per una precedente NASpI non si contano di nuovo.
  • La NASpI è reddito imponibile: entra nella dichiarazione dei redditi e nel calcolo dell'ISEE.
Il fatto che sia reddito imponibile sorprende molti a giugno dell'anno successivo. Chi ha percepito NASpI e poi ha ripreso a lavorare si trova spesso con un conguaglio a debito, perché i due sostituti d'imposta hanno tassato separatamente.
03 · Come si presenta

Come si presenta la domanda

La domanda è telematica e si presenta all'INPS, direttamente con SPID o CIE oppure tramite un intermediario abilitato.

  • Termine di sessantotto giorni dalla cessazione. Il conteggio parte dal giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro.
  • Decorrenza: dall'ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda è presentata entro quel termine, altrimenti dal giorno successivo alla domanda. Presentare tardi costa giorni di indennità.
  • Documenti: lettera di licenziamento o comunicazione di cessazione, ultime buste paga, IBAN intestato o cointestato a te.
  • Dichiarazione di immediata disponibilità ai servizi per l'impiego, che si rende contestualmente.
  • Modello per i familiari a carico, se ne hai: incide sulle prestazioni collegate.

Il calcolo dei giorni

È dove si perdono più diritti, e per motivi banali.

  • Il termine è di sessantotto giorni, non due mesi
  • Alcuni periodi lo sospendono: maternità, malattia, infortunio
  • Presentare all'ottavo giorno significa percepire da subito
  • Presentare al sessantesimo significa perdere quasi due mesi di indennità
Portaci la lettera
04 · Compatibilità

Se trovi un lavoro mentre la percepisci

La NASpI non si perde automaticamente: dipende dal tipo di lavoro e dal reddito. Quello che non si può fare è non comunicarlo.

SituazioneEffetto sulla NASpI
Nuovo lavoro dipendente oltre sei mesiDecadenza
Lavoro dipendente fino a sei mesiSospensione, con ripresa alla fine
Lavoro dipendente con reddito sotto il limiteRiduzione proporzionale, con comunicazione
Lavoro autonomo o partita IVARiduzione, previa comunicazione del reddito atteso
Prestazione occasionale sotto la sogliaCompatibile, con comunicazione
Pensione direttaDecadenza
Chi apre una partita IVA mentre percepisce la NASpI deve comunicare all'INPS il reddito che prevede di ricavarne, entro un termine breve dall'inizio dell'attività. L'omissione comporta la decadenza e la restituzione di quanto percepito.
05 · Per chi apre

L'anticipazione per avviare un'attività

Chi vuole mettersi in proprio può chiedere la NASpI residua anticipata in un'unica soluzione, come incentivo all'autoimprenditorialità.

  • Si chiede entro trenta giorni dalla data di inizio dell'attività autonoma.
  • L'importo corrisponde alle mensilità residue non ancora percepite.
  • Serve per avviare un'attività autonoma, un'impresa individuale o per sottoscrivere quote di una cooperativa.
  • Se entro il periodo coperto si riprende un lavoro dipendente, l'anticipazione va restituita.
  • L'anticipazione è reddito e concorre alla formazione del reddito imponibile dell'anno.
È una somma consistente che arriva in un colpo solo, e va guardata insieme al carico fiscale e contributivo del primo anno di attività. Non è capitale netto: una parte tornerà indietro sotto forma di imposte e contributi.
06 · I rischi

Che cosa fa perdere la NASpI

Alcune cause sono oggettive, altre dipendono da comportamenti, e sono quelle evitabili.

  • Mancata partecipazione alle iniziative di attivazione o ai colloqui del centro per l'impiego, senza giustificato motivo.
  • Rifiuto di un'offerta di lavoro congrua, secondo i criteri stabiliti dalla norma.
  • Nuova occupazione a tempo indeterminato o oltre la soglia di durata.
  • Omessa comunicazione di un nuovo rapporto di lavoro o di un reddito da attività autonoma.
  • Titolarità di pensione diretta.
  • Perdita dello stato di disoccupazione per qualunque causa.
Le somme percepite dopo la causa di decadenza diventano indebito e l'INPS le recupera, di norma con trattenute sulle prestazioni successive. Comunicare subito costa nulla; non farlo costa il doppio.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Mi sono dimesso. Posso chiederla?

Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI. Ci sono però eccezioni rilevanti: le dimissioni per giusta causa e quelle rese nel periodo tutelato per maternità o paternità.

Anche la risoluzione consensuale raggiunta in sede protetta, nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, apre il diritto. Vale la pena far verificare la qualificazione prima di dare per perso il diritto.

Ho superato i sessantotto giorni. C'è modo di rimediare?

Il termine è di decadenza e non si riapre. L'unica strada è verificare se sussistevano cause di sospensione (maternità, malattia, infortunio) che ne allungano il decorso.

È il motivo per cui la prima cosa da fare alla cessazione del rapporto è presentare la domanda, anche se si spera di trovare subito un altro impiego.

La NASpI va dichiarata nel 730?

Sì. È reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e l'INPS rilascia la Certificazione Unica.

Chi ha percepito NASpI e poi ha ripreso a lavorare nello stesso anno si trova spesso con un conguaglio a debito, perché i due sostituti hanno tassato separatamente senza vedersi. È normale e va messo in conto.

Posso fare qualche lavoretto mentre la percepisco?

Sì, entro i limiti di reddito previsti e comunicandolo all'INPS. Al di sotto della soglia la NASpI si riduce proporzionalmente invece di decadere.

Quello che non si può fare è non comunicarlo: l'INPS incrocia i dati e l'omissione produce un indebito da restituire, oltre alla decadenza.

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Parliamone

Il termine è di sessantotto giorni, e non si riapre

Portaci la lettera di licenziamento o le dimissioni appena le hai: da lì si capisce in pochi minuti se il diritto c'è.