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Partite IVA · Crediti insoluti

Fatture non pagate

Un credito non incassato costa due volte: il denaro che non arriva e le imposte già versate su quella fattura. Il recupero va impostato per tempo, perché la strada cambia a seconda di quanto si aspetta.

01 · La prevenzione

Quello che si decide prima di fatturare

Gran parte del recupero si gioca sulle condizioni pattuite all'inizio, non sugli strumenti usati dopo.

  • Il contratto scritto, anche breve, definisce prestazione, corrispettivo e termini di pagamento.
  • I termini di pagamento nelle transazioni commerciali hanno una disciplina di legge, con limiti massimi derogabili solo entro certi confini.
  • Gli interessi di mora decorrono automaticamente dalla scadenza, senza necessità di costituzione in mora.
  • Il tasso di mora legale nelle transazioni commerciali è sensibilmente più alto del tasso legale ordinario.
  • È dovuto anche un importo forfettario a titolo di risarcimento per i costi di recupero.
  • Le garanzie (fideiussione, pagamento anticipato parziale) costano poco e cambiano tutto.
Gli interessi di mora nelle transazioni commerciali decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza, senza bisogno di alcun sollecito. Molti creditori non li chiedono mai, pur avendone diritto: su ritardi lunghi sono cifre significative.
02 · La scala

Fatture non pagate: gli strumenti, dal più leggero al più deciso

Si procede per gradi: ciascun passaggio costa di più del precedente e ha senso solo se il precedente non ha funzionato.

StrumentoQuando si usa
Sollecito scrittoPrimo ritardo: spesso basta, e mantiene il rapporto
Diffida formaleRitardo consolidato: mette in mora e prepara il seguito
Piano di rientroIl debitore è in difficoltà ma solvibile: si concorda una dilazione scritta
Decreto ingiuntivoIl credito è certo, liquido ed esigibile e c'è prova scritta
Esecuzione forzataIl decreto è definitivo e il debitore non paga
Insinuazione al passivoIl debitore è soggetto a procedura concorsuale

Il decreto ingiuntivo

È più accessibile di quanto si creda.

  • Serve prova scritta del credito: fattura, contratto, corrispondenza
  • Per le fatture regolarmente registrate la procedura è agevolata
  • Si ottiene senza contraddittorio, salvo opposizione del debitore
  • Può essere chiesto provvisoriamente esecutivo, in casi determinati
Valutiamo la strada
03 · Il credito d'imposta

Come si recupera l'IVA già versata

Sulla fattura emessa hai già versato l'IVA. Si può recuperare con una nota di credito, ma solo al ricorrere di condizioni tassative.

  • Il mancato pagamento in sé non basta: serve una delle condizioni previste.
  • Le procedure concorsuali consentono la rettifica dalla data stabilita dalla norma per ciascuna procedura.
  • Le procedure esecutive individuali rilevano quando risultano infruttuose: pignoramento negativo, verbale dell'ufficiale giudiziario.
  • Gli accordi di ristrutturazione e i piani attestati hanno regole proprie.
  • La nota va emessa entro i termini previsti e trasmessa al Sistema di Interscambio.
  • La documentazione della condizione va conservata: è quella che sostiene il recupero.
Un pignoramento mobiliare con esito negativo è spesso il modo più rapido per maturare il presupposto: costa relativamente poco, produce un verbale che documenta l'infruttuosità, e apre la strada al recupero dell'IVA anche quando il credito resta inesigibile.
04 · La perdita

La deducibilità della perdita su crediti

Oltre all'IVA, va considerato il reddito: la fattura non incassata ha già concorso a formare l'imponibile.

  • La perdita su crediti è deducibile quando risulta da elementi certi e precisi.
  • Gli elementi si considerano automaticamente sussistenti per i crediti di modesto importo scaduti da oltre un periodo determinato.
  • Sono sussistenti anche in caso di procedure concorsuali del debitore, dalla data prevista.
  • La prescrizione del credito costituisce di per sé elemento certo e preciso.
  • La cancellazione dal bilancio secondo corretti principi contabili rileva ai fini della deduzione.
  • Per i professionisti in regime di cassa il problema non si pone allo stesso modo: il compenso non incassato non è mai stato tassato.

La differenza fra impresa e professionista

Cambia tutto il ragionamento.

  • L'impresa tassa per competenza: la fattura non incassata ha già prodotto imponibile
  • Il professionista tassa per cassa: se non incassa, non ha tassato nulla
  • L'IVA, invece, è dovuta in entrambi i casi all'emissione della fattura
  • Per il professionista il recupero riguarda quindi la sola IVA
Facciamo il punto
05 · Quanto tempo hai

Prescrizione e termini da rispettare

Il credito non dura per sempre: la prescrizione lo estingue, e i termini variano per tipologia.

Il termine ordinario

La prescrizione ordinaria è decennale, ma molti crediti hanno termini più brevi.

Le prescrizioni brevi

Alcune categorie di crediti (professionisti, commercianti per merci vendute, prestazioni periodiche) hanno termini abbreviati.

L'interruzione

Una diffida scritta ricevuta dal debitore interrompe la prescrizione, che ricomincia a decorrere da capo.

Il riconoscimento

Un riconoscimento del debito da parte del debitore, anche implicito, interrompe la prescrizione.

La sospensione

Opera in casi specifici previsti dalla legge.

Il consiglio

Una raccomandata o PEC di messa in mora ogni tanto costa pochi euro e tiene vivo il credito.

06 · La sequenza

Come si imposta il recupero

Una sequenza ordinata evita di bruciare tempo e di perdere i presupposti per il recupero fiscale.

  • Sollecito scritto appena scaduto il termine: mantiene il rapporto e documenta l'attivazione.
  • Diffida a mezzo PEC o raccomandata dopo il secondo sollecito: mette in mora e interrompe la prescrizione.
  • Valutazione della solvibilità prima di procedere: visure, protesti, situazione dell'impresa.
  • Piano di rientro scritto, se il debitore è in difficoltà ma solvibile.
  • Decreto ingiuntivo se il credito è documentato e il debitore è solvibile.
  • Documentazione di ogni passaggio, che servirà per il recupero dell'IVA e per la deduzione della perdita.
Prima di avviare un'azione legale vale sempre la pena verificare la solvibilità: recuperare un titolo esecutivo contro un debitore senza beni produce un costo certo e un incasso improbabile. In quei casi conviene concentrarsi sul recupero fiscale, che è comunque un risultato.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Posso emettere una nota di credito perché il cliente non paga?

Non per il solo mancato pagamento. Servono condizioni precise: una procedura concorsuale a carico del debitore, oppure una procedura esecutiva individuale rimasta infruttuosa.

Emettere la nota senza presupposto è una delle contestazioni più ricorrenti: l'IVA recuperata viene ripresa a tassazione con sanzioni.

Quanto costa un decreto ingiuntivo?

Dipende dal valore del credito: contributo unificato, marche e compenso del difensore. Per crediti documentati da fatture regolarmente registrate la procedura è relativamente rapida.

Le spese sono di regola poste a carico del debitore soccombente, ma vanno anticipate. Prima di procedere conviene sempre verificare la solvibilità: un titolo contro chi non ha nulla resta un costo.

Posso chiedere gli interessi di mora?

Sì, e nelle transazioni commerciali decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza, senza bisogno di sollecito o costituzione in mora.

Il tasso è sensibilmente più alto di quello legale ordinario, ed è dovuto anche un importo forfettario a titolo di risarcimento dei costi di recupero. Sono somme che quasi nessuno richiede.

Sono un professionista: la fattura non incassata mi ha fatto pagare le tasse?

Ai fini delle imposte sui redditi no: il lavoro autonomo tassa per cassa, quindi un compenso non incassato non ha mai concorso al reddito.

L'IVA invece sì: è dovuta all'emissione della fattura, indipendentemente dall'incasso. Per te il recupero riguarda quindi la sola IVA, con le condizioni previste per la nota di credito.

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Recuperarle è possibile ma richiede condizioni precise, che vanno costruite mentre si tenta il recupero. Non dopo.