Fattura con IVA anziché in reverse
Il cliente non può detrarre l'IVA erroneamente addebitata. Va richiesta la nota di credito e la riemissione corretta.
Partite IVA · IVA
Reverse charge e split payment sono due meccanismi che spostano l'obbligo dell'IVA dal fornitore al cliente, ma in modo diverso: nel primo il cliente la assolve in proprio, nel secondo la versa direttamente all'Erario. Chi li confonde sbaglia la fattura e la liquidazione.
Entrambi derogano alla regola generale per cui l'IVA è addebitata dal fornitore e da lui versata. La differenza sta in chi assolve l'imposta e come.
| Reverse charge | Split payment | |
|---|---|---|
| Chi è debitore dell'IVA | Il cliente, che integra e registra | Resta il fornitore, ma non incassa l'imposta |
| Cosa fa il fornitore | Emette fattura senza IVA, con dicitura | Emette fattura con IVA, con annotazione |
| Cosa fa il cliente | Integra la fattura e registra a debito e a credito | Versa l'IVA direttamente all'Erario |
| A chi si applica | Operazioni fra soggetti passivi in settori individuati | Cessioni verso pubbliche amministrazioni e soggetti equiparati |
| Effetto per il fornitore | Nessuna IVA a debito su quell'operazione | Credito IVA strutturale, spesso a rimborso |
| Effetto sulla liquidazione del cliente | Neutro se detrae per intero | Nessun effetto: l'IVA non transita |
Il reverse charge si applica in casi tassativamente individuati dalla norma, sia interni sia legati a operazioni con l'estero.
Si applica alle cessioni di beni e prestazioni di servizi verso pubbliche amministrazioni e altri soggetti individuati dalla norma.
Il fornitore emette fattura con IVA esposta, aggiungendo l'annotazione che l'imposta è soggetta a scissione dei pagamenti.
La pubblica amministrazione paga al fornitore il solo imponibile, trattenendo l'IVA.
L'IVA trattenuta viene versata direttamente all'Erario dalla pubblica amministrazione.
L'operazione concorre al volume d'affari ma l'IVA non transita nella liquidazione: si genera spesso un credito strutturale.
Chi lavora molto con la pubblica amministrazione lo conosce bene.
È il campo dove si commettono più errori, perché il perimetro di applicazione dipende dal tipo di prestazione e dal rapporto fra le parti.
Il regime sanzionatorio distingue fra errori formali ed errori che comportano un'imposta non versata.
Il cliente non può detrarre l'IVA erroneamente addebitata. Va richiesta la nota di credito e la riemissione corretta.
Il cliente deve regolarizzare, integrando e versando l'imposta dovuta.
Il cliente che riceve una fattura in reverse e non la integra è sanzionato, anche se avrebbe detratto per intero.
Più severe quando l'errore comporta imposta non assolta; più contenute quando l'operazione era comunque neutra.
Il cliente che riceve una fattura irregolare deve attivarsi entro i termini per non essere sanzionato a sua volta.
Possibile prima dei controlli, con riduzione delle sanzioni. Vedi ravvedimento operoso.
Sono meccanismi che, una volta impostati correttamente, funzionano da soli. Il lavoro è tutto all'inizio.
Non sulle tue fatture attive: emetti senza IVA in quanto forfettario, con la dicitura del regime.
Ma sulle fatture passive sì: se ricevi un servizio da un fornitore estero devi integrare e versare l'IVA, che non puoi detrarre. È un costo effettivo, non un'operazione neutra come per chi detrae.
Non puoi detrarre l'IVA erroneamente addebitata. La strada corretta è chiedere al fornitore la nota di credito e la riemissione della fattura senza imposta, con la dicitura di inversione contabile.
Il destinatario ha comunque un obbligo di regolarizzazione entro i termini previsti: restare inerti espone a sanzione anche te, non solo chi ha emesso.
È l'effetto tipico per chi lavora molto con la pubblica amministrazione: l'IVA sulle vendite non si incassa mai, quella sugli acquisti si paga, e il credito cresce.
Le strade sono la richiesta di rimborso, anche trimestrale dove ricorrono i presupposti, e la compensazione con altri tributi tramite F24. Va programmata, non lasciata all'ultimo.
No. Il reverse charge in edilizia riguarda i rapporti fra soggetti passivi: verso un committente privato l'IVA si addebita normalmente in fattura.
Il meccanismo si applica invece nei subappalti fra imprese del settore e per alcune prestazioni specifiche su edifici, come pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento.
Chi emette la fattura sbagliata e chi la riceve senza correggerla. Vale la pena impostare le causali una volta e bene.