Consegnare i documenti a fine anno
Le liquidazioni IVA si chiudono mese per mese o trimestre per trimestre. Un pacco di fatture consegnato a dicembre obbliga a correggere periodi già liquidati e a regolarizzare i versamenti.
Partite IVA e società · Tenuta della contabilità
Tenere la contabilità significa trasformare fatture, estratti conto e scadenze in numeri corretti, versamenti puntuali e dichiarazioni coerenti tra loro. Lo studio segue la contabilità di professionisti, ditte individuali e società a Torino, in regime forfettario, semplificato e ordinario, dall'apertura della partita IVA al bilancio.
Per chi ha una partita IVA la contabilità è la base su cui poggia tutto il resto. Dalle registrazioni dipendono l'IVA da versare, le imposte sul reddito, i contributi previdenziali, gli acconti dell'anno successivo e, per le società, il bilancio che viene depositato e reso pubblico. Un errore in una fattura di marzo non resta a marzo: si ritrova nella liquidazione IVA, nella dichiarazione annuale e negli acconti.
In concreto la tenuta della contabilità comprende alcune attività che si ripetono con un ritmo preciso. Le fatture emesse e ricevute vengono acquisite e registrate. Si calcola periodicamente l'IVA a debito o a credito e si predispone il modello F24 per il versamento. Si trasmettono le comunicazioni periodiche richieste. A fine anno si chiudono i conti, si determinano il reddito e le imposte e si preparano le dichiarazioni. Per le società si redige il bilancio d'esercizio.
Accanto agli adempimenti c'è una parte meno visibile ma altrettanto utile: sapere in ogni momento come sta andando l'attività. Quanto hai fatturato, quanto resta da incassare, quanto dovrai versare a giugno e a novembre. Una contabilità tenuta con regolarità permette di rispondere a queste domande senza aspettare la dichiarazione dei redditi, e di pianificare gli accantonamenti invece di subirli.
Lo studio ha sede in via Sant'Antonino 52, a Pozzo Strada, e segue la contabilità di partite IVA e società di Torino e dei comuni vicini. Il lavoro si svolge in buona parte a distanza, con incontri in studio quando servono: all'avvio, alla chiusura dell'anno e ogni volta che c'è una decisione da prendere.
Non esiste una contabilità uguale per tutti. Il regime in cui ti trovi stabilisce quali registri tenere, come si calcola il reddito e quanto lavoro richiede ogni mese. La scelta dipende dalla forma giuridica, dal tipo di attività e dai ricavi, e in alcuni casi è un'opzione che si può valutare.
Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche con ricavi o compensi entro 85.000 € annui, oltre agli altri requisiti previsti dalla legge. Non si applica l'IVA sulle fatture e non si tengono i registri IVA, ma le fatture vanno emesse in formato elettronico e conservate, e il reddito si calcola applicando un coefficiente ai ricavi incassati. La contabilità semplificata è il regime naturale di professionisti e piccole imprese che non sono forfettari. La contabilità ordinaria è obbligatoria per le società di capitali come le SRL e per le imprese che superano i limiti della semplificata, e si può scegliere per opzione.
Le differenze pratiche tra semplificata e ordinaria sono approfondite nella pagina dedicata a contabilità ordinaria o semplificata. La tabella qui sotto riassume cosa comporta ciascun regime e cosa fa lo studio.
| Regime | Chi riguarda | Libri e registri | Cosa fa lo studio |
|---|---|---|---|
| Forfettario | Persone fisiche con ricavi o compensi entro 85.000 € e in possesso dei requisiti | Nessun registro IVA; obbligo di fattura elettronica e conservazione dei documenti | Controllo delle soglie, calcolo di imposta sostitutiva e contributi, F24, quadro LM della dichiarazione |
| Semplificata | Professionisti, ditte individuali, SNC e SAS non forfettarie e sotto i limiti di ricavi | Registri IVA degli acquisti e delle vendite, integrati con i dati per il reddito; registro dei beni ammortizzabili o annotazioni equivalenti | Registrazioni, liquidazioni IVA, LIPE, F24, ISA, dichiarazione IVA e dei redditi |
| Ordinaria | SRL e società di capitali; imprese oltre i limiti della semplificata; chi sceglie l'opzione | Libro giornale, libro degli inventari, registri IVA, registro dei beni ammortizzabili, schede di mastro | Tutto quanto sopra, più scritture di assestamento, bilancio, nota integrativa, deposito e dichiarazioni della società |
La contabilità ha un calendario fisso, che si ripete ogni anno con poche variazioni. Conoscerlo aiuta a capire perché certi documenti servono entro certe date e perché i versamenti non arrivano mai all'improvviso.
Il riferimento centrale è il giorno 16 di ogni mese, data ordinaria di versamento con F24 dell'IVA per chi liquida mensilmente e delle ritenute operate. Chi liquida l'IVA trimestralmente versa con cadenza trimestrale, secondo il calendario previsto. Intorno a queste date si organizza il lavoro di registrazione: le fatture del periodo devono essere complete prima che la liquidazione venga chiusa.
Il percorso è lo stesso per chi apre oggi la partita IVA e per chi arriva da un altro professionista con alcuni anni di contabilità alle spalle. Cambia la quantità di documenti da recuperare, non l'ordine dei passaggi.
Chi cambia commercialista spesso teme di dover ricominciare da zero. In realtà il passaggio è una procedura ordinata: si concorda una data da cui lo studio prende in carico la contabilità, si chiede al professionista precedente la documentazione necessaria e si aggiornano le deleghe presso l'Agenzia delle Entrate. Il cambio si può fare anche in corso d'anno, purché sia chiaro chi si occupa di quale periodo.
Si guarda la tua attività, il regime, la forma giuridica e lo stato della contabilità. Ricevi l'elenco dei documenti e il compenso prima di iniziare.
Si firma l'incarico professionale e si conferiscono le deleghe per il cassetto fiscale e per la consultazione delle fatture elettroniche.
Si acquisiscono i dati di partenza: ultime dichiarazioni, registri, F24 versati, piano dei conti. In caso di cambio, lo studio coordina il passaggio con il professionista precedente.
Registrazioni, liquidazioni e F24 seguono il calendario. Ricevi le scadenze in anticipo e hai un riferimento diretto per le domande.
Al primo contatto ricevi una checklist costruita sulla tua situazione. Per chi apre ora la partita IVA l'elenco è breve; per una società già attiva serve qualche documento in più, soprattutto il primo anno.
Tieni separati i movimenti dell'attività da quelli personali, con un conto corrente dedicato. Non è sempre obbligatorio, ma rende le registrazioni più rapide, i controlli più semplici e la tua situazione più leggibile.
Oggi quasi tutte le fatture tra operatori italiani passano dal Sistema di Interscambio dell'Agenzia delle Entrate. Anche i forfettari sono tenuti alla fatturazione elettronica. Per la contabilità è un vantaggio concreto: con la delega alla consultazione, lo studio acquisisce direttamente le fatture emesse e ricevute, senza che tu debba inoltrarle una per una.
Il flusso di lavoro è semplice. Tu emetti le fatture con il programma che preferisci, o con i servizi gratuiti messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Le fatture ricevute arrivano all'indirizzo telematico che hai comunicato. Lo studio le acquisisce dal portale, le registra e le confronta con i movimenti bancari. Restano da consegnare a parte solo i documenti che non passano dal Sistema di Interscambio: fatture di fornitori esteri, scontrini, ricevute, contratti.
Il cassetto fiscale è l'area in cui l'Agenzia delle Entrate raccoglie dichiarazioni, versamenti, comunicazioni e dati degli ISA. Con la delega lo studio lo consulta periodicamente: è il modo più diretto per verificare che gli F24 risultino versati, che le dichiarazioni siano state acquisite e che non ci siano comunicazioni in sospeso.
Le fatture elettroniche vanno conservate in formato digitale secondo le regole previste, non basta averle in una cartella del computer. L'Agenzia delle Entrate offre un servizio di conservazione a cui si aderisce dal portale; in alternativa si può usare un servizio di conservazione di un fornitore. In entrambi i casi conviene verificare che l'adesione sia attiva e che copra tutti gli anni necessari.
Le liquidazioni IVA si chiudono mese per mese o trimestre per trimestre. Un pacco di fatture consegnato a dicembre obbliga a correggere periodi già liquidati e a regolarizzare i versamenti.
Un unico conto per tutto rende difficile ricostruire incassi e pagamenti e, in caso di controllo, spiegare movimenti che con l'attività non hanno nulla a che fare.
Il limite di 85.000 € si verifica sui ricavi incassati. Chi lo supera deve uscire dal regime nei tempi previsti dalla legge: accorgersene tardi complica fatture, IVA e dichiarazioni.
Il primo anno con utili significativi porta con sé saldo e acconti per l'anno successivo. Chi non accantona per tempo si trova a giugno con un versamento più alto del previsto.
Le fatture elettroniche sono consultabili sul portale per un periodo limitato. Senza un servizio di conservazione attivo, recuperarle negli anni successivi può diventare difficile.
Senza dichiarazioni precedenti, registro dei beni ammortizzabili e crediti residui, il nuovo studio lavora al buio e alcune somme a tuo favore rischiano di andare perse.
Il compenso viene comunicato per iscritto prima di iniziare, come previsto per le prestazioni professionali. Non pubblico un listino perché sarebbe fuorviante: la contabilità di un professionista forfettario con poche fatture al mese e quella di una SRL con fornitori esteri e beni in leasing richiedono un lavoro molto diverso.
Le variabili che incidono sono concrete e si chiariscono al primo incontro: il regime contabile e la forma giuridica, il numero di fatture e di movimenti bancari, la periodicità delle liquidazioni IVA, la presenza di operazioni con l'estero, di beni strumentali, di soci e di finanziamenti, la redazione del bilancio. Conta anche lo stato della documentazione: una contabilità da ricostruire richiede più tempo di una già in ordine.
Il compenso annuale copre il lavoro ricorrente; le attività straordinarie, come una trasformazione societaria o la risposta a un controllo, vengono definite a parte. Sulla struttura dei compensi e su cosa chiedere a qualunque professionista prima di affidare l'incarico trovi più dettagli nella pagina sul costo del commercialista.
Lo studio si trova in via Sant'Antonino 52, a Pozzo Strada, nella zona ovest di Torino, raggiungibile da Parella, Borgo San Paolo, Cenisia e dal resto della città. Per la tenuta della contabilità la distanza conta poco: documenti, fatture e comunicazioni viaggiano per via telematica e gli incontri in studio si concentrano nei momenti in cui servono davvero.
Lo studio segue anche partite IVA e società dei comuni della prima cintura. Per ciascuno trovi una pagina con le informazioni utili a chi ha l'attività in quella zona.
Il regime forfettario richiede meno adempimenti contabili degli altri, ma non è privo di obblighi: le fatture elettroniche, la conservazione, il controllo della soglia di 85.000 €, il calcolo dell'imposta sostitutiva e dei contributi, gli F24 di saldo e acconto e la dichiarazione dei redditi nel quadro LM.
Molti forfettari affidano allo studio soprattutto la parte di calcolo e le dichiarazioni, e gestiscono in autonomia la fatturazione. È una divisione del lavoro ragionevole, purché qualcuno controlli con regolarità che i requisiti del regime restino rispettati.
Sì. Si concorda una data di passaggio e si stabilisce con chiarezza chi si occupa dei periodi precedenti e chi di quelli successivi, in particolare per le liquidazioni IVA e le dichiarazioni dell'anno in corso.
Lo studio coordina la richiesta dei documenti al professionista precedente e l'aggiornamento delle deleghe. La pagina su come cambiare commercialista descrive i passaggi nel dettaglio.
No. Con le deleghe per le fatture elettroniche e il cassetto fiscale gran parte del lavoro si svolge a distanza. I documenti non elettronici si scambiano tramite un canale condiviso che ti viene indicato all'avvio.
Gli incontri in studio si concentrano nei momenti in cui servono: l'avvio dell'incarico, la chiusura dell'anno, la dichiarazione dei redditi e ogni volta che c'è una scelta da valutare insieme.
La liquidazione mensile è la regola. Chi rientra nei limiti di volume d'affari previsti dalla legge può optare per la liquidazione trimestrale, versando l'IVA dovuta con una maggiorazione a titolo di interessi.
La scelta dipende da quanto lavoro amministrativo vuoi ridurre e da come si muove la tua liquidità. Lo studio verifica se hai i requisiti e ti illustra le conseguenze prima di esercitare l'opzione. I dettagli sono nella pagina sulle liquidazioni IVA e la LIPE.
No, l'elaborazione dei cedolini e gli adempimenti del personale dipendente non rientrano nei servizi dello studio. Se hai dipendenti, la contabilità si coordina con il consulente del lavoro che li segue.
I costi del personale, le ritenute e i contributi vengono registrati in contabilità sulla base dei prospetti che il consulente del lavoro ti consegna ogni mese.
La SRL tiene sempre la contabilità ordinaria, redige ogni anno il bilancio d'esercizio, lo approva in assemblea e lo deposita al Registro delle Imprese. Il reddito è tassato in capo alla società, e gli utili che arrivano ai soci seguono regole proprie.
Il carico amministrativo è più alto, ma lo è anche la separazione tra patrimonio personale e patrimonio dell'attività. Se stai valutando il passaggio, la pagina su come aprire una SRL a Torino e quella sul bilancio d'esercizio sono un buon punto di partenza. Per un confronto con la tua situazione puoi contattare lo studio.
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