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Servizi CAF · Prestazioni assistenziali

L'assegno sociale

Non è una pensione: è una prestazione assistenziale per chi ha superato una certa età e non ha reddito sufficiente. Non richiede contributi versati, ma richiede residenza effettiva e continuativa in Italia.

01 · La natura

Che cos'è l'assegno sociale

È una prestazione assistenziale, non previdenziale: non dipende dai contributi versati ma dalla condizione economica. Sostituisce la vecchia pensione sociale ed è erogata dall'INPS.

  • Spetta a chi ha compiuto l'età prevista dalla norma, soggetta ad adeguamento alla speranza di vita.
  • È subordinata a limiti di reddito personali e, per i coniugati, anche coniugali.
  • Richiede cittadinanza italiana o condizioni equiparate per stranieri e comunitari.
  • Richiede residenza effettiva e stabile in Italia da almeno dieci anni continuativi.
  • Non è reversibile agli eredi.
  • Non è imponibile ai fini fiscali: non va dichiarata.
La differenza rispetto alla pensione è sostanziale: l'assegno sociale non presuppone alcuna contribuzione. Chi ha contributi versati ma insufficienti a raggiungere i requisiti pensionistici può comunque accedervi, se ricorrono le condizioni di reddito ed età.
02 · La condizione economica

Quali redditi contano

L'assegno è corrisposto in misura piena a chi non ha redditi, in misura ridotta a chi ne ha entro il limite, e non spetta oltre.

  • Rilevano i redditi assoggettabili a IRPEF, anche se non dichiarati perché sotto soglia.
  • Rilevano i redditi esenti e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva.
  • Rilevano le pensioni estere, i redditi da locazione, gli interessi.
  • Non rileva il reddito della casa di abitazione e delle sue pertinenze.
  • Non rilevano il TFR e le sue anticipazioni, né alcune prestazioni assistenziali.
  • Per i coniugati si guarda anche il reddito del coniuge, con un limite più elevato.
SituazioneEffetto
Nessun reddito personaleAssegno in misura piena
Reddito personale entro il limiteAssegno ridotto della differenza
Reddito personale oltre il limiteNessun diritto
Coniugato con reddito coniugale entro il limite maggioratoAssegno ridotto
Coniugato oltre il limite coniugaleNessun diritto
03 · Il requisito critico

Il requisito di residenza

È la condizione che genera più contenzioso e che fa perdere il diritto più spesso, anche a chi ha sempre vissuto in Italia.

  1. I dieci anni

    Serve la residenza legale ed effettiva in Italia per almeno dieci anni continuativi, immediatamente precedenti la domanda.

  2. La continuità

    I dieci anni devono essere continuativi: interruzioni rilevanti fanno ripartire il conteggio.

  3. Dopo la concessione

    La permanenza in Italia resta condizione di erogazione: l'assegno è sospeso in caso di soggiorno all'estero oltre il periodo consentito.

  4. La revoca

    Il soggiorno all'estero prolungato oltre il limite comporta la revoca della prestazione.

Attenzione a chi ha vissuto all'estero

È il caso in cui il diritto si perde più spesso.

  • Chi è rientrato in Italia da meno di dieci anni non ha diritto
  • Vale anche per i cittadini italiani rientrati dall'estero
  • I periodi di residenza all'estero interrompono il decennio
  • Il requisito va verificato prima di presentare domanda
Verifichiamo la posizione
04 · Come si chiede

Come si presenta la domanda

La prestazione non è automatica: va richiesta, e la decorrenza dipende dalla data di presentazione.

  • La domanda è telematica, con SPID o CIE, oppure tramite CAF o patronato con delega.
  • Va allegata la dichiarazione dei redditi propri e, se coniugato, del coniuge.
  • La decorrenza è dal mese successivo alla presentazione, se i requisiti sussistono.
  • Presentare in ritardo significa perdere le mensilità anteriori: non ci sono arretrati per il periodo precedente alla domanda.
  • La prestazione è erogata per tredici mensilità.
  • Vanno comunicate tempestivamente le variazioni di reddito, di stato civile e di residenza.
Non ci sono arretrati per il periodo anteriore alla domanda: chi scopre di averne diritto due anni dopo aver maturato i requisiti perde quelle mensilità. È il motivo per cui, al compimento dell'età, vale la pena fare la verifica anche solo per escludere il diritto.
05 · Gli obblighi

Che cosa fare ogni anno

La prestazione è soggetta a verifica annuale della permanenza dei requisiti, e la mancata risposta la sospende.

Modello RED

La comunicazione annuale dei redditi rilevanti. La mancata presentazione porta alla sospensione. Vedi modello RED.

Comunicazione di residenza

Le variazioni di residenza vanno comunicate: incidono sul diritto.

Soggiorni all'estero

Vanno dichiarati se superano il periodo consentito, per evitare indebiti.

Variazioni di stato civile

Matrimonio, separazione e vedovanza cambiano i limiti di reddito applicabili.

Ricoveri

Il ricovero in istituto a totale carico pubblico incide sulla misura della prestazione.

Ricostituzione

Se il reddito cala, si può chiedere la ricostituzione dell'importo in aumento.

06 · Gli effetti

Gli effetti sulle altre prestazioni

L'assegno sociale apre e chiude alcune porte, e conviene conoscerle entrambe.

  • L'assegno è esente da IRPEF e non concorre al reddito complessivo.
  • Rileva però ai fini ISEE, secondo le regole della DSU.
  • Chi lo percepisce ha spesso diritto ad agevolazioni collegate: bonus sociali, esenzioni sanitarie, agevolazioni comunali.
  • Non è cumulabile con altre prestazioni assistenziali della stessa natura.
  • Il periodo di godimento non è utile ai fini di alcuna futura prestazione pensionistica.
  • Non è reversibile: alla morte del titolare cessa e non passa ai familiari.
L'assegno sociale è spesso la porta d'accesso a un pacchetto di agevolazioni locali e nazionali che vale, complessivamente, più della prestazione stessa: bonus per le utenze, esenzioni sanitarie, riduzioni su tributi comunali. Vale la pena chiederle tutte, non solo l'assegno.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Non ho mai versato contributi. Posso averlo lo stesso?

Sì. L'assegno sociale è una prestazione assistenziale e non presuppone alcuna contribuzione: dipende dall'età e dalla condizione economica, non dalla storia lavorativa.

È proprio la sua funzione: garantire un sostegno a chi, raggiunta l'età prevista, non ha reddito sufficiente e non ha maturato i requisiti per una pensione.

Sono rientrato in Italia dopo trent'anni all'estero. Ho diritto?

Non subito. Serve la residenza legale ed effettiva in Italia per almeno dieci anni continuativi immediatamente precedenti la domanda, e questo vale anche per i cittadini italiani rientrati.

I periodi di residenza all'estero interrompono il decennio. È il requisito che fa respingere più domande, e va verificato prima di presentarla.

Ho una piccola pensione. Perdo l'assegno?

Non necessariamente. Se il reddito complessivo resta sotto il limite, l'assegno spetta in misura ridotta: si eroga la differenza fra il limite e il reddito posseduto.

Oltre il limite il diritto viene meno. Se sei coniugato si guarda anche il reddito del coniuge, con un limite più elevato che tiene conto della situazione familiare.

Posso andare a vivere all'estero mantenendo l'assegno?

No. La permanenza in Italia è condizione di erogazione: il soggiorno continuativo all'estero oltre il periodo consentito comporta la sospensione e poi la revoca della prestazione.

Anche i soggiorni prolungati vanno dichiarati, per evitare di accumulare somme percepite indebitamente che l'INPS recupera con trattenute successive.

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