Separare rami di attività
Quando due business dentro la stessa società hanno logiche, rischi e prospettive diverse.
Società · Operazioni straordinarie
Cambiare forma, unire due società, dividerne una in due: trasformazione, fusione e scissione sono operazioni che il diritto societario consente in continuità, senza liquidare nulla. La complessità non sta nell'atto, ma nel decidere se serve davvero.
Sono tre istituti diversi, accomunati dal principio di continuità: la società non si estingue e non si liquida, prosegue in una forma o in un assetto nuovo.
| Operazione | Che cosa fa |
|---|---|
| Trasformazione | Cambia il tipo societario mantenendo lo stesso soggetto: da SNC a SRL, da SRL a SPA, e viceversa |
| Fusione per incorporazione | Una società ne assorbe un'altra, che si estingue |
| Fusione propria | Due o più società si estinguono e ne nasce una nuova |
| Scissione totale | Una società si divide in due o più, e si estingue |
| Scissione parziale | Una società trasferisce parte del patrimonio a un'altra, e prosegue |
| Trasformazione eterogenea | Passaggio fra società di capitali e enti di altra natura, con regole proprie |
La trasformazione è l'operazione più frequente fra le piccole imprese, e quasi sempre va in una direzione: da società di persone a società di capitali.
La procedura è scandita da passaggi obbligati, pensati soprattutto per tutelare i creditori.
Redatto dagli amministratori, indica le società coinvolte, il rapporto di cambio, lo statuto della società risultante. Va iscritto al Registro delle imprese.
Relazione degli amministratori sul rapporto di cambio e, quando richiesta, relazione degli esperti sulla congruità.
Ciascuna società approva il progetto in assemblea, con atto notarile.
I creditori anteriori hanno un termine per opporsi. Scaduto senza opposizioni, si può stipulare l'atto.
Notarile, iscritto al Registro. Da quel momento l'operazione ha effetto.
È il cuore economico dell'operazione.
È lo strumento per separare attività, patrimoni o soci che non vogliono più proseguire insieme.
Quando due business dentro la stessa società hanno logiche, rischi e prospettive diverse.
Isolare gli immobili in una società distinta, per proteggerli dal rischio d'impresa e facilitare passaggi futuri.
Quando i soci vogliono separarsi ciascuno con una parte dell'azienda, senza liquidare.
Isolare il ramo che si intende vendere, rendendolo autonomamente trasferibile.
Assegnare rami distinti a figli con inclinazioni o ruoli diversi.
Le società partecipanti restano solidalmente responsabili per i debiti anteriori, nei limiti previsti.
Il principio generale è la neutralità: le operazioni straordinarie non generano di per sé materia imponibile, perché non c'è realizzo.
Sono operazioni con costi non trascurabili (notaio, perizie, tempi) e vanno intraprese solo se l'obiettivo lo giustifica.
Dipende dal motivo. Se il tema è la responsabilità illimitata dei soci, la trasformazione risolve per il futuro, ma non per le obbligazioni anteriori, che restano salvo consenso dei creditori.
Se il tema è fiscale, il confronto va fatto sui numeri: nella SNC il reddito si imputa ai soci per trasparenza, nella SRL è tassato in capo alla società e i dividendi separatamente. Non c'è una risposta valida per tutti.
Non necessariamente, ma la riportabilità è soggetta a limiti antielusivi: sono previsti test sul patrimonio netto e sulla vitalità economica della società che le ha maturate.
È uno degli aspetti da verificare prima, perché le perdite pregresse possono rappresentare una parte rilevante del valore dell'operazione, e perderle ne cambia completamente la convenienza.
Diversi mesi. La sequenza è obbligata: redazione e iscrizione del progetto, relazioni, delibere assembleari, termine per l'opposizione dei creditori, atto notarile.
Il termine per l'opposizione dei creditori è il passaggio che allunga di più i tempi. Può essere abbreviato con il consenso dei creditori o con il deposito delle somme, ma va organizzato.
Sì, con una scissione parziale che trasferisce gli immobili a una società di nuova costituzione, lasciando l'attività operativa nella società originaria.
È un'operazione fiscalmente neutra, ma va costruita con attenzione: l'assenza di valide ragioni economiche extrafiscali espone a contestazioni di abuso del diritto.
Quasi sempre l'obiettivo si raggiunge in più modi, con costi e tempi molto diversi. Partiamo da lì.