Prospetto paga
Va consegnato mensilmente e riporta ore lavorate, retribuzione, trattenute contributive e netto corrisposto. È il documento che prova il pagamento.
Servizi CAF · Lavoro domestico
Assumere una persona in casa significa diventare datore di lavoro a tutti gli effetti: contratto, contributi, buste paga, ferie, tredicesima, TFR. Lo studio segue l'intero rapporto, dall'assunzione ai conteggi finali.
Il rapporto di lavoro domestico è regolato dal CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, rinnovato periodicamente dalle organizzazioni sindacali e datoriali. Definisce livelli, minimi retributivi, orari, ferie, permessi e regole per il licenziamento.
Il primo adempimento è la comunicazione di assunzione all'INPS, che va effettuata entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, anche se coincide con un giorno festivo. È l'unico adempimento davvero perentorio della procedura: la comunicazione tardiva è sanzionata, e il rapporto risulta irregolare fino alla regolarizzazione.
Contestualmente si definisce l'inquadramento. Il CCNL prevede quattro livelli, ciascuno con due parametri, e la collocazione dipende dalle mansioni effettive: una badante che assiste una persona non autosufficiente ha un inquadramento diverso da una colf che si occupa delle pulizie, e diverso ancora se è in possesso di titoli specifici.
Documento d'identità, codice fiscale e, per i cittadini extracomunitari, permesso di soggiorno che consenta il lavoro.
Livello, mansioni, orario settimanale, retribuzione, convivenza o meno, periodo di prova, vitto e alloggio.
Trasmissione telematica entro le 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto.
Consegna al lavoratore della lettera con tutti gli elementi del rapporto, come previsto dal CCNL.
I contributi del lavoro domestico si versano ogni tre mesi, non mensilmente. L'importo dipende dalla retribuzione oraria effettiva, dal numero di ore lavorate nel trimestre e dalla presenza o meno di convivenza.
Le fasce contributive sono aggiornate annualmente dall'INPS. Una quota resta a carico del lavoratore e viene trattenuta in busta paga, il resto è a carico del datore.
Il versamento si effettua con i bollettini MAV generati dall'INPS, tramite pagoPA, home banking o presso gli sportelli abilitati. Lo studio predispone il calcolo e fornisce gli importi già determinati.
Il CCNL fissa i minimi retributivi per livello, aggiornati ogni anno in base alla variazione ISTAT. La retribuzione può essere superiore ai minimi ma non inferiore.
Oltre alla paga base vanno gestiti gli istituti che maturano nel tempo e che spesso vengono ignorati fino al momento della cessazione, quando si presentano tutti insieme.
Va consegnato mensilmente e riporta ore lavorate, retribuzione, trattenute contributive e netto corrisposto. È il documento che prova il pagamento.
Ventisei giorni lavorativi all'anno, indipendentemente dall'orario settimanale. Maturano mensilmente e vanno godute o liquidate.
Una mensilità aggiuntiva, corrisposta a dicembre. Matura per ratei mensili e va riproporzionata in caso di rapporto inferiore all'anno.
Matura ogni anno e si liquida alla cessazione. Va accantonato e rivalutato secondo i coefficienti di legge.
Per i rapporti in convivenza concorrono a formare la retribuzione secondo i valori convenzionali fissati dal CCNL.
Il CCNL prevede la conservazione del posto e il trattamento economico per periodi determinati in base all'anzianità.
Il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta: non opera ritenute IRPEF sulla retribuzione. Deve però rilasciare al lavoratore, entro i termini di legge, una dichiarazione delle somme corrisposte nell'anno, che il lavoratore utilizza per la propria dichiarazione dei redditi.
Sul fronte del datore, il lavoro domestico genera due benefici fiscali distinti che vengono spesso confusi tra loro.
| Beneficio | Cosa riguarda | Come funziona |
|---|---|---|
| Deduzione dei contributi | Contributi previdenziali versati per colf, badanti e baby sitter | Si deducono dal reddito complessivo entro il limite annuo previsto dalla legge |
| Detrazione per addetti all'assistenza | Retribuzione corrisposta a chi assiste persone non autosufficienti | Detrazione percentuale su una spesa massima annua, con limite di reddito del contribuente |
Il rapporto può cessare per dimissioni del lavoratore, per licenziamento del datore o per eventi che lo rendono impossibile, come il decesso della persona assistita.
Il lavoro domestico ha una particolarità importante: il rapporto è liberamente recedibile con il solo rispetto del preavviso. Non serve la giusta causa o il giustificato motivo richiesti negli altri rapporti di lavoro, perché la disciplina limitativa dei licenziamenti non si applica al lavoro domestico.
Il preavviso varia in base all'anzianità di servizio e all'orario, ed è indicato dal CCNL. Chi recede senza rispettarlo deve corrispondere l'indennità sostitutiva.
È la situazione più frequente e delicata: il rapporto cessa, ma i conteggi finali restano a carico degli eredi, che spesso non erano parte del rapporto e non ne conoscono i termini.
Il rapporto va regolarizzato. Oltre alle sanzioni per il lavoro irregolare, il rapporto non dichiarato espone a rischi molto concreti: in caso di infortunio in casa, senza copertura assicurativa, la responsabilità ricade interamente sul datore.
C'è poi un effetto pratico spesso trascurato: senza contratto non si deducono i contributi né si detraggono le spese di assistenza, e la persona assistita non può far valere il rapporto per ottenere agevolazioni o contributi pubblici.
Il costo totale non è la sola retribuzione netta. Va aggiunta la quota contributiva a carico del datore, versata trimestralmente, e vanno accantonate tredicesima e TFR, che maturano ogni mese anche se si liquidano dopo.
Una regola pratica: al netto mensile concordato va sommato indicativamente un terzo per avere il costo effettivo annuo diviso per dodici. Il calcolo preciso dipende da livello, ore e convivenza, e si fa prima di firmare.
Sì. Il diritto a ventisei giorni lavorativi di ferie all'anno spetta a tutti i lavoratori domestici, conviventi e non, a tempo pieno e parziale.
Nei rapporti di convivenza la fruizione va organizzata garantendo la continuità dell'assistenza, spesso con una sostituzione. Le ferie non godute vanno comunque liquidate alla cessazione.
Nel lavoro domestico il recesso è libero: è sufficiente rispettare il preavviso previsto dal CCNL in base all'anzianità e all'orario, o corrispondere la relativa indennità sostitutiva.
Restano fermi i divieti generali, in particolare quello di licenziamento discriminatorio e la tutela della lavoratrice in stato di gravidanza, che opera anche nel lavoro domestico.
Documento d'identità e codice fiscale del datore e del lavoratore; per i cittadini extracomunitari, permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa.
Poi gli elementi del rapporto: orario settimanale concordato, livello e mansioni, retribuzione, data di inizio, presenza o meno di convivenza, IBAN per i pagamenti. Con questi dati la comunicazione si predispone in giornata.
La comunicazione all'INPS va fatta entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto. È il vincolo più stringente e quello che viene scoperto più spesso in ritardo.