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Servizi CAF · Invalidità civile

ICRIC, ICLAV e ACC.AS/PS

ICRIC e ICLAV sono le dichiarazioni annuali con cui chi percepisce una prestazione di invalidità civile conferma che le condizioni per riceverla ci sono ancora. Richiedono due minuti e, se saltate, sospendono l'assegno.

01 · Che cosa sono

ICRIC, ICLAV e ACC.AS/PS: tre dichiarazioni, tre oggetti diversi

Chi riceve una prestazione assistenziale collegata all'invalidità civile deve confermare ogni anno che i presupposti persistono. L'INPS lo chiede attraverso modelli distinti, ciascuno riferito a una condizione specifica.

ICRIC

Riguarda il ricovero: si dichiara se nell'anno si è stati ricoverati a titolo gratuito in istituto, e per quanto tempo. Il ricovero gratuito incide sull'indennità di accompagnamento.

ICLAV

Riguarda l'attività lavorativa: si dichiara se si è svolta attività di lavoro. Per alcune prestazioni l'incompatibilità con il lavoro è totale, per altre è parziale.

ACC.AS/PS

Riguarda i titolari di assegno sociale: si dichiara la permanenza dei requisiti di residenza e soggiorno e l'eventuale ricovero con retta a carico pubblico.

Ricevere uno di questi modelli non esonera dagli altri, né dal modello RED: sono dichiarazioni autonome, che possono arrivare insieme o separatamente.
02 · Il ricovero

La dichiarazione sul ricovero

Il ricovero a titolo gratuito in un istituto, cioè con retta interamente a carico di un ente pubblico, incide sul diritto ad alcune prestazioni: in particolare l'indennità di accompagnamento, che presuppone la necessità di assistenza continua a domicilio.

  • Si dichiara se nell'anno di riferimento si è stati ricoverati e per quanti giorni.
  • Rileva il ricovero con retta a totale carico pubblico: quello a pagamento, anche parziale, ha effetti diversi.
  • Il ricovero ospedaliero per acuti segue regole proprie e non produce di norma la sospensione dell'indennità.
  • Anche la dichiarazione negativa va resa: il silenzio non equivale a "nessun ricovero".
  • La dichiarazione può essere resa da un familiare o dal tutore, quando l'interessato non è in condizione di renderla.
03 · L'attività lavorativa

La dichiarazione sull'attività lavorativa

Alcune prestazioni assistenziali sono incompatibili con lo svolgimento di attività lavorativa, altre lo sono solo oltre determinati limiti di reddito. La dichiarazione serve a verificare quale situazione ricorre.

PrestazioneRapporto con il lavoro
Pensione di inabilità civileIncompatibile con l'attività lavorativa
Assegno mensile di assistenza per invalidi parzialiIncompatibile con l'attività lavorativa, salvo le ipotesi previste
Indennità di frequenza per minoriRiguarda la frequenza di scuole o centri, con regole proprie
Indennità di accompagnamentoCompatibile con l'attività lavorativa
Indennità di comunicazione e specialeCompatibili secondo le regole proprie di ciascuna
Va dichiarata qualunque attività lavorativa, anche occasionale, anche di pochi giorni, anche non retribuita in forma tradizionale. L'omissione emerge dall'incrocio con le banche dati contributive e produce un indebito da restituire.
04 · Quando si presentano

Tempi e modalità

La campagna si svolge annualmente. La comunicazione dell'INPS indica il modello richiesto, l'anno di riferimento e il termine.

  1. Verifica il fascicolo

    Le richieste sono visibili nel fascicolo previdenziale del cittadino, oltre che inviate per posta.

  2. Raccogli i dati

    Periodi di ricovero con l'indicazione dell'ente, eventuali rapporti di lavoro con date e datore.

  3. Trasmetti tramite CAF

    La compilazione e l'invio telematico si fanno in studio, con rilascio della ricevuta.

  4. Conserva la ricevuta

    È la prova dell'adempimento e serve se in seguito la prestazione viene sospesa per errore.

05 · Le conseguenze

Che cosa comporta la mancata presentazione

Come per il RED, la conseguenza non è una sanzione ma la sospensione del pagamento, che si percepisce immediatamente sul cedolino.

  • La prestazione viene sospesa in attesa della dichiarazione.
  • Il perdurare dell'omissione porta alla revoca.
  • Le somme già erogate e non spettanti diventano indebito, recuperato con trattenute sui ratei successivi.
  • La ricostituzione si ottiene presentando la dichiarazione, anche tardivamente.

Quando la prestazione si riduce senza spiegazione

Prima di preoccuparsi, ci sono tre verifiche rapide.

  • Controlla il fascicolo previdenziale: le richieste inevase sono elencate lì
  • Verifica se è arrivata una comunicazione a un vecchio indirizzo
  • Controlla che non sia in corso il recupero di un indebito precedente
  • Porta il cedolino in studio: da lì si capisce quasi sempre la causa
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06 · Chi può farlo

Chi può rendere la dichiarazione

Quando la persona interessata non è in condizione di provvedere direttamente, la dichiarazione può essere resa da chi ne ha titolo.

  • Il tutore o l'amministratore di sostegno, allegando il provvedimento di nomina.
  • Il genitore, per i minori titolari di indennità di frequenza.
  • Un familiare delegato, con delega e documento dell'interessato.
  • Gli eredi, per i periodi antecedenti al decesso, quando l'istituto lo richiede.
Quando c'è un provvedimento di tutela o amministrazione di sostegno, conviene portarne copia in studio una volta sola: resta in fascicolo e semplifica ogni adempimento successivo.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Sono ricoverato in una struttura ma pago la retta. Cambia qualcosa?

Rileva il ricovero con retta interamente a carico di un ente pubblico. Se la retta è a tuo carico, in tutto o in parte secondo le regole applicabili, la situazione è diversa.

Nel dubbio si dichiara la situazione reale indicando chi sostiene la retta: è l'istituto a trarne le conseguenze, e una dichiarazione veritiera protegge sempre.

Ho lavorato due settimane. Devo dichiararlo?

Sì. Va dichiarata qualunque attività lavorativa svolta nell'anno, indipendentemente dalla durata e dall'importo percepito.

Se la prestazione che ricevi è compatibile con il lavoro, la dichiarazione non produce alcun effetto negativo. Se non lo è, ometterla produce un indebito che verrà comunque recuperato.

Non ho ricevuto nessuna lettera. Devo fare qualcosa?

Se non hai ricevuto la richiesta, l'adempimento non è dovuto. Conviene però controllare il fascicolo previdenziale nell'area riservata: le comunicazioni cartacee si perdono, quelle telematiche no.

Un controllo una volta l'anno costa pochi minuti ed evita la sorpresa di un cedolino ridotto.

Posso presentarli insieme al 730?

Sì, si possono gestire nello stesso appuntamento. Sono adempimenti distinti con canali diversi, ma nulla impedisce di trattarli in una sola volta.

È anzi la soluzione più pratica: si portano tutti i documenti una volta sola e si chiudono insieme dichiarazione e adempimenti INPS.

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Parliamone

Sono dichiarazioni brevi, ma non facoltative

Se hai ricevuto la comunicazione, portala in studio: si compila e si trasmette nello stesso appuntamento.