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Per i ragazzi in una fascia di età definita, su un tetto di spesa per ciascuno: palestre, piscine, associazioni sportive dilettantistiche.
Servizi CAF · Detrazioni
Le spese scolastiche e universitarie seguono due regimi diversi, con limiti diversi e voci diverse. La confusione fra i due è la ragione per cui ogni anno molte famiglie detraggono meno di quanto potrebbero.
La prima cosa da capire è che esistono due detrazioni distinte, con limiti e regole proprie: una per l'istruzione fino alle superiori, una per l'istruzione universitaria. Non si sommano e non si compensano.
| Scuola dell'infanzia e ciclo di istruzione | Università | |
|---|---|---|
| Limite | Importo fisso per ciascun alunno | Limite riferito ai corsi statali; per i privati, tetto fissato annualmente per area e zona |
| A chi si riferisce | Per ogni studente | Per ogni studente |
| Voci ammesse | Tasse, contributi, mensa, servizi scolastici integrativi | Tasse di iscrizione e frequenza, esami, laurea |
| Locazione fuori sede | Non prevista | Detrazione autonoma, entro un tetto |
| Pagamento | Tracciabile | Tracciabile |
Rientrano le spese per la frequenza di scuole dell'infanzia, del primo ciclo e secondarie di secondo grado, sia statali sia paritarie.
Per gli atenei statali la detrazione si commisura all'importo effettivamente pagato. Per quelli non statali esiste un tetto fissato ogni anno con decreto, differenziato per area disciplinare e per zona geografica.
Varia secondo due criteri.
È una detrazione autonoma, che si somma a quella delle tasse universitarie e che molte famiglie non chiedono perché non ne conoscono l'esistenza.
L'università deve trovarsi in un Comune diverso da quello di residenza, a una distanza minima stabilita dalla norma.
Deve essere un contratto di locazione registrato, stipulato ai sensi della legge sulle locazioni abitative, oppure un contratto con enti per il diritto allo studio o collegi legalmente riconosciuti.
La detrazione si calcola su un canone annuo massimo, riferito a ciascuno studente.
Il genitore che sostiene la spesa, se lo studente è a carico, oppure lo studente stesso se ha redditi propri capienti.
Vale la regola generale delle detrazioni per familiari: conta chi ha sostenuto la spesa, purché lo studente sia fiscalmente a carico.
Alcune spese non rientrano nell'istruzione ma hanno una detrazione propria, e insieme fanno una cifra che vale la pena raccogliere.
Per i ragazzi in una fascia di età definita, su un tetto di spesa per ciascuno: palestre, piscine, associazioni sportive dilettantistiche.
Trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, entro un limite complessivo, anche per i familiari a carico.
Dentista, occhiali, visite: si sommano a quelle del genitore e concorrono al superamento della franchigia. Vedi spese mediche.
I premi per il rischio morte e invalidità permanente, entro i massimali previsti.
Non è una detrazione ma incide molto: determina la fascia di contribuzione e i benefici EDISU. Vedi ISEE per l'università.
Le liberalità per innovazione tecnologica, edilizia e ampliamento dell'offerta hanno una detrazione propria.
Sì. Il servizio di mensa rientra fra le spese di istruzione anche quando è erogato da un soggetto diverso dalla scuola, come il Comune o una società esterna.
Serve la ricevuta o l'attestazione del soggetto che ha incassato, con l'indicazione dello studente e del periodo. Il pagamento deve essere tracciabile.
Sì. Le spese per i test di ammissione ai corsi universitari sono detraibili anche se il corso non viene poi frequentato.
La ratio è che si tratta di una spesa comunque sostenuta per l'accesso all'istruzione universitaria. Vale la pena ricordarlo perché è una voce che quasi nessuno porta.
No. Per gli atenei non statali esiste un tetto annuo fissato con decreto, differenziato per area disciplinare e per zona geografica della sede del corso.
La parte eccedente il tetto non è detraibile. Per gli atenei statali, invece, non c'è limite: si detrae quanto effettivamente pagato.
No, il materiale didattico e i libri di testo non rientrano fra le spese di istruzione detraibili.
Alcuni Comuni e Regioni prevedono però contributi o rimborsi per l'acquisto dei libri, legati all'ISEE. È una strada diversa dalla detrazione, ma per i redditi bassi vale spesso di più.
Le voci ammesse sono precise e il perimetro non è intuitivo. Portaci le ricevute dell'anno e le separiamo noi.