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Partite IVA · Documenti

Note di credito e autofatture

Una fattura emessa non si cancella e non si modifica: si rettifica con un documento nuovo, che a seconda dei casi è una nota di credito o un'autofattura. Il punto delicato è il termine, perché oltre un certo momento l'IVA non si recupera più.

01 · La rettifica

Che cos'è la nota di credito

È il documento con cui si rettifica in diminuzione una fattura già emessa. Non annulla la fattura originaria, che resta: la corregge con un documento di segno opposto, che va anch'esso trasmesso al Sistema di Interscambio.

  • Si emette per errori di fatturazione: importo, aliquota, dati del cliente, quantità.
  • Per sconti e abbuoni concordati successivamente all'emissione.
  • Per resi di merce e prestazioni non eseguite.
  • Per risoluzione, recesso o annullamento del contratto.
  • Per il mancato pagamento del cliente, nei casi e nei termini previsti.
  • La nota di debito è il documento speculare, per le rettifiche in aumento: si emette come una fattura ordinaria.
La distinzione fondamentale è fra rettifiche dovute a errori e rettifiche dovute a eventi sopravvenuti. Le prime hanno un termine di un anno dall'operazione per il recupero dell'IVA; le seconde, quando dipendono da accordi originari fra le parti o da cause previste dalla norma, non incontrano quel limite.
02 · Quando si può

Entro quando si emette

Il termine dipende dal motivo della rettifica, e la conseguenza del ritardo non è la nullità del documento ma l'impossibilità di recuperare l'IVA.

  • Oltre il termine la nota si può comunque emettere, ma senza recupero dell'IVA.
  • Il documento va trasmesso al Sistema di Interscambio con il tipo documento previsto.
  • Va registrata nel registro delle vendite o degli acquisti secondo il caso.
  • Il cliente che riceve la nota deve rettificare la detrazione operata.
  • La nota deve richiamare gli estremi della fattura originaria.
Causa della rettificaTermine per il recupero dell'IVA
Errore di fatturazioneUn anno dall'effettuazione dell'operazione
Sopravvenuto accordo fra le partiUn anno dall'operazione
Nullità, annullamento, risoluzione, rescissioneNessun limite temporale
Abbuoni e sconti previsti contrattualmenteNessun limite temporale
Procedure concorsuali del clienteDalla data prevista dalla norma per ciascuna procedura
Procedure esecutive rimaste infruttuoseDall'accertamento dell'infruttuosità
03 · Il cliente che non paga

Recuperare l'IVA sui crediti insoluti

È il caso che interessa di più: hai emesso la fattura, hai versato l'IVA, il cliente non ha pagato. L'imposta si può recuperare, ma solo al ricorrere di condizioni precise.

  1. Procedure concorsuali

    In caso di liquidazione giudiziale, concordato o altre procedure, la nota si può emettere dalla data prevista dalla norma per ciascuna procedura, senza attendere la chiusura.

  2. Procedure esecutive individuali

    Serve che l'esecuzione sia rimasta infruttuosa: pignoramento mobiliare negativo, pignoramento presso terzi senza esito.

  3. Accordi di ristrutturazione

    Consentono la rettifica dalla data di pubblicazione o omologazione, secondo i casi.

  4. Semplice morosità

    Il mancato pagamento senza procedura non consente il recupero: serve una delle condizioni previste.

Cosa serve conservare

La prova della condizione è tutto.

  • Copia della domanda di insinuazione al passivo, dove prevista
  • Verbale di pignoramento negativo o attestazione dell'ufficiale giudiziario
  • Provvedimenti del tribunale relativi alla procedura
  • La corrispondenza di sollecito, che sostiene la buona fede
Verifichiamo il recupero
04 · Quando si emette a sé

I casi in cui serve l'autofattura

L'autofattura è il documento che il soggetto passivo emette a sé stesso, nei casi in cui la norma lo prevede. Non è un'anomalia: è il modo in cui si assolve l'imposta quando manca il documento del fornitore.

Acquisti da fornitori esteri

Per i servizi ricevuti da soggetti extra UE si emette autofattura; per quelli UE si integra la fattura ricevuta. Vedi reverse charge.

Autoconsumo

Beni destinati a finalità estranee all'impresa o all'uso personale del titolare.

Omaggi

Cessioni gratuite di beni oggetto dell'attività, secondo le regole previste.

Regolarizzazione

Quando il fornitore non emette la fattura entro i termini, il cliente deve regolarizzare con autofattura per non essere sanzionato.

Passaggi interni

Fra attività separate ai fini IVA dello stesso soggetto.

Estrazione da deposito IVA

Con le regole proprie dell'istituto.

L'autofattura per regolarizzazione è quella che protegge il cliente: se il fornitore non emette la fattura, il cliente che non si attiva entro il termine previsto è sanzionato anche lui. È una tutela che pochi conoscono e che vale la pena ricordare quando un fornitore tarda.
05 · I codici

Come si trasmettono

Nel sistema della fatturazione elettronica ogni documento ha un codice tipo che ne determina il trattamento.

  • La nota di credito ha un tipo documento proprio, distinto dalla fattura ordinaria.
  • La nota di debito si trasmette come fattura, essendo una rettifica in aumento.
  • L'autofattura per acquisti da soggetti extra UE e l'integrazione per quelli UE hanno codici distinti.
  • L'autofattura per regolarizzazione ha un proprio codice, che segnala all'Agenzia l'inadempimento del fornitore.
  • L'autoconsumo e le cessioni gratuite hanno il loro codice.
  • Usare il codice sbagliato produce disallineamenti nelle banche dati che emergono nei controlli automatizzati.
06 · Cosa evitare

Gli errori più frequenti

Quasi tutti riguardano il tempo o il documento sbagliato.

  • Emettere la nota oltre il termine per gli errori di fatturazione, perdendo il recupero dell'IVA.
  • Cancellare la fattura invece di rettificarla: una fattura trasmessa al Sistema di Interscambio non si elimina.
  • Emettere una nota di credito per il semplice mancato pagamento, senza che ricorra una delle condizioni previste.
  • Non regolarizzare con autofattura quando il fornitore non emette il documento.
  • Usare il codice tipo documento errato nella fattura elettronica.
  • Non richiamare gli estremi della fattura originaria nella nota.
La nota di credito emessa per un cliente semplicemente moroso, senza procedura concorsuale né esecuzione infruttuosa, è una delle contestazioni più ricorrenti. L'IVA recuperata in quel modo viene ripresa a tassazione con sanzioni: la sofferenza del credito, da sola, non basta.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Ho sbagliato una fattura. Posso semplicemente rifarla?

No. Una fattura trasmessa al Sistema di Interscambio non si cancella né si modifica: va rettificata con una nota di credito che ne richiami gli estremi, seguita dalla riemissione corretta.

Il recupero dell'IVA per errori di fatturazione ha un termine di un anno dall'operazione: oltre, la nota si può comunque emettere ma l'imposta resta a tuo carico.

Un cliente non mi ha mai pagato. Recupero l'IVA?

Solo al ricorrere delle condizioni previste: procedura concorsuale a carico del cliente, oppure procedura esecutiva individuale rimasta infruttuosa.

La semplice morosità, per quanto prolungata, non è sufficiente. Serve la prova documentale della condizione: verbale di pignoramento negativo, provvedimenti della procedura, domanda di insinuazione.

Il mio fornitore non mi manda la fattura. Rischio qualcosa?

Sì. Il cliente che non riceve la fattura entro i termini previsti deve regolarizzare emettendo autofattura e versando l'imposta, altrimenti è sanzionato anche lui.

È una tutela poco conosciuta ma importante: restare in attesa del fornitore non mette al riparo. Il termine per attivarsi è breve e decorre dal momento in cui la fattura avrebbe dovuto arrivare.

Sono forfettario. Devo emettere autofatture?

Sì, nei casi in cui la norma lo prevede: in particolare per i servizi ricevuti da fornitori extra UE, mentre per quelli UE si procede con l'integrazione della fattura ricevuta.

L'IVA così assolta non è detraibile per il forfettario e va versata con F24: è un costo effettivo. Riguarda anche gli abbonamenti software e la pubblicità online, che sono le voci più ricorrenti.

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Il termine per recuperare l'IVA non si riapre

Un anno per gli errori, regole proprie per i crediti non incassati. Portaci il documento appena te ne accorgi.