Acquisti da fornitori esteri
Per i servizi ricevuti da soggetti extra UE si emette autofattura; per quelli UE si integra la fattura ricevuta. Vedi reverse charge.
Partite IVA · Documenti
Una fattura emessa non si cancella e non si modifica: si rettifica con un documento nuovo, che a seconda dei casi è una nota di credito o un'autofattura. Il punto delicato è il termine, perché oltre un certo momento l'IVA non si recupera più.
È il documento con cui si rettifica in diminuzione una fattura già emessa. Non annulla la fattura originaria, che resta: la corregge con un documento di segno opposto, che va anch'esso trasmesso al Sistema di Interscambio.
Il termine dipende dal motivo della rettifica, e la conseguenza del ritardo non è la nullità del documento ma l'impossibilità di recuperare l'IVA.
| Causa della rettifica | Termine per il recupero dell'IVA |
|---|---|
| Errore di fatturazione | Un anno dall'effettuazione dell'operazione |
| Sopravvenuto accordo fra le parti | Un anno dall'operazione |
| Nullità, annullamento, risoluzione, rescissione | Nessun limite temporale |
| Abbuoni e sconti previsti contrattualmente | Nessun limite temporale |
| Procedure concorsuali del cliente | Dalla data prevista dalla norma per ciascuna procedura |
| Procedure esecutive rimaste infruttuose | Dall'accertamento dell'infruttuosità |
È il caso che interessa di più: hai emesso la fattura, hai versato l'IVA, il cliente non ha pagato. L'imposta si può recuperare, ma solo al ricorrere di condizioni precise.
In caso di liquidazione giudiziale, concordato o altre procedure, la nota si può emettere dalla data prevista dalla norma per ciascuna procedura, senza attendere la chiusura.
Serve che l'esecuzione sia rimasta infruttuosa: pignoramento mobiliare negativo, pignoramento presso terzi senza esito.
Consentono la rettifica dalla data di pubblicazione o omologazione, secondo i casi.
Il mancato pagamento senza procedura non consente il recupero: serve una delle condizioni previste.
La prova della condizione è tutto.
L'autofattura è il documento che il soggetto passivo emette a sé stesso, nei casi in cui la norma lo prevede. Non è un'anomalia: è il modo in cui si assolve l'imposta quando manca il documento del fornitore.
Per i servizi ricevuti da soggetti extra UE si emette autofattura; per quelli UE si integra la fattura ricevuta. Vedi reverse charge.
Beni destinati a finalità estranee all'impresa o all'uso personale del titolare.
Cessioni gratuite di beni oggetto dell'attività, secondo le regole previste.
Quando il fornitore non emette la fattura entro i termini, il cliente deve regolarizzare con autofattura per non essere sanzionato.
Fra attività separate ai fini IVA dello stesso soggetto.
Con le regole proprie dell'istituto.
Nel sistema della fatturazione elettronica ogni documento ha un codice tipo che ne determina il trattamento.
Quasi tutti riguardano il tempo o il documento sbagliato.
No. Una fattura trasmessa al Sistema di Interscambio non si cancella né si modifica: va rettificata con una nota di credito che ne richiami gli estremi, seguita dalla riemissione corretta.
Il recupero dell'IVA per errori di fatturazione ha un termine di un anno dall'operazione: oltre, la nota si può comunque emettere ma l'imposta resta a tuo carico.
Solo al ricorrere delle condizioni previste: procedura concorsuale a carico del cliente, oppure procedura esecutiva individuale rimasta infruttuosa.
La semplice morosità, per quanto prolungata, non è sufficiente. Serve la prova documentale della condizione: verbale di pignoramento negativo, provvedimenti della procedura, domanda di insinuazione.
Sì. Il cliente che non riceve la fattura entro i termini previsti deve regolarizzare emettendo autofattura e versando l'imposta, altrimenti è sanzionato anche lui.
È una tutela poco conosciuta ma importante: restare in attesa del fornitore non mette al riparo. Il termine per attivarsi è breve e decorre dal momento in cui la fattura avrebbe dovuto arrivare.
Sì, nei casi in cui la norma lo prevede: in particolare per i servizi ricevuti da fornitori extra UE, mentre per quelli UE si procede con l'integrazione della fattura ricevuta.
L'IVA così assolta non è detraibile per il forfettario e va versata con F24: è un costo effettivo. Riguarda anche gli abbonamenti software e la pubblicità online, che sono le voci più ricorrenti.
Un anno per gli errori, regole proprie per i crediti non incassati. Portaci il documento appena te ne accorgi.