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Persone · Beni all'estero

IVIE e IVAFE

IVIE e IVAFE sono due imposte patrimoniali che colpiscono ciò che i residenti in Italia possiedono fuori dai confini. Si dichiarano nello stesso quadro del monitoraggio, e l'errore più comune è credere che riguardino solo i grandi patrimoni.

01 · I soggetti

Chi è tenuto a pagare IVIE e IVAFE

Entrambe le imposte riguardano le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia che detengono, a titolo di proprietà o di altro diritto reale, beni situati all'estero.

Il presupposto è la residenza fiscale: chi non è residente in Italia non le deve, chi lo è le deve anche se il bene non produce alcun reddito.

  • L'IVIE colpisce gli immobili situati all'estero.
  • L'IVAFE colpisce le attività finanziarie detenute all'estero: conti correnti, depositi, titoli, quote di fondi.
  • Si applicano pro quota e per il periodo di possesso nell'anno.
  • Riguardano anche chi ha ereditato un immobile all'estero e non lo utilizza.
  • L'obbligo esiste indipendentemente dal fatto che il bene produca reddito.
  • Alcuni soggetti hanno un'estensione dell'obbligo, come i titolari effettivi di partecipazioni in entità estere.
IVIE e IVAFE sono cosa distinta dal monitoraggio fiscale del quadro RW, anche se si compilano nello stesso quadro. Il monitoraggio è un obbligo dichiarativo che esiste anche quando l'imposta non è dovuta, e la sua omissione ha sanzioni proprie, spesso più pesanti dell'imposta stessa.
02 · Gli immobili

L'imposta sugli immobili esteri

L'IVIE è l'equivalente estero dell'IMU: colpisce il valore dell'immobile con un'aliquota proporzionale.

  • L'imposta si versa con modello F24, con gli stessi termini di saldo e acconto delle imposte sui redditi.
  • Vale il criterio del periodo di possesso: chi ha comprato a settembre paga per quattro mesi.
  • Il credito spetta per le imposte patrimoniali estere, non per quelle sui redditi.
  • Gli immobili locati generano anche reddito da dichiarare, oltre all'IVIE.
  • Le pertinenze seguono la sorte dell'immobile principale.
ElementoRegola
Base imponibile in UEIl valore catastale usato nello Stato estero, o in mancanza il costo di acquisto
Base imponibile fuori UEIl costo risultante dall'atto di acquisto, o il valore di mercato
AliquotaProporzionale sul valore, con misura fissata dalla norma
Abitazione principale esteraEsenzione o aliquota ridotta secondo le condizioni previste
Credito per imposte estereLe imposte patrimoniali pagate nello Stato estero si scomputano
Soglia di esenzionePrevista per importi di modesta entità
03 · I conti e i titoli

L'imposta sulle attività finanziarie estere

L'IVAFE colpisce le attività finanziarie detenute fuori dall'Italia, con due regole diverse a seconda della tipologia.

  1. Conti correnti e libretti

    Imposta in misura fissa annua per ciascun rapporto, rapportata al periodo di detenzione e alla quota di possesso.

  2. Esenzione per giacenze modeste

    Se la giacenza media annua del rapporto non supera una soglia, l'imposta fissa non è dovuta.

  3. Altre attività finanziarie

    Titoli, azioni, obbligazioni, quote di fondi, polizze: imposta proporzionale sul valore di mercato o nominale.

  4. Conti detenuti presso intermediari italiani

    Non rientrano nell'IVAFE: sono già soggetti all'imposta di bollo ordinaria.

Le cose che si dimenticano

Rapporti che sembrano irrilevanti e non lo sono.

  • Il conto lasciato aperto nel Paese in cui si è studiato o lavorato
  • Il conto di una piattaforma di pagamento estera con saldo residuo
  • Le polizze assicurative estere a contenuto finanziario
  • Le quote di fondi sottoscritte tramite intermediari non residenti
Facciamo il punto
04 · Il monitoraggio

Il monitoraggio fiscale

È l'obbligo di dichiarare la detenzione di attività estere, anche quando non producono reddito e anche quando l'imposta patrimoniale non è dovuta.

  • Riguarda investimenti esteri e attività finanziarie di qualunque natura, comprese quelle detenute indirettamente.
  • L'obbligo è del possessore e anche del titolare effettivo, secondo le regole antiriciclaggio.
  • Le criptovalute e le attività digitali hanno un trattamento proprio, trattato in quadro RW e cripto.
  • Esistono casi di esonero, per esempio per le attività affidate a intermediari residenti che applicano la ritenuta.
  • L'omissione ha una sanzione proporzionale all'importo non dichiarato, con misure più severe per gli Stati a fiscalità privilegiata.
  • La regolarizzazione spontanea è possibile con ravvedimento operoso, con riduzione delle sanzioni.
Lo scambio automatico di informazioni fra amministrazioni fiscali rende oggi molto probabile che un conto estero non dichiarato emerga. Le lettere di compliance che l'Agenzia invia partono proprio da quei dati, e arrivano anche per importi modesti.
05 · Non solo patrimonio

I redditi che quei beni producono

IVIE e IVAFE sono imposte patrimoniali: colpiscono il possesso. I redditi eventualmente prodotti vanno dichiarati a parte, con le loro regole.

Immobile estero locato

Il canone va dichiarato secondo le regole dello Stato estero, con il credito per le imposte lì pagate.

Immobile estero non locato

Se non è tassato nello Stato estero, di regola non produce reddito imponibile in Italia. Resta l'IVIE.

Interessi su conti esteri

Redditi di capitale, da dichiarare con l'imposta sostitutiva o secondo le regole applicabili.

Dividendi esteri

Da dichiarare, con regole diverse a seconda che l'intermediario sia residente o meno.

Plusvalenze su titoli esteri

Da dichiarare nel quadro dei redditi diversi di natura finanziaria, con il regime dichiarativo.

Il credito d'imposta

Le imposte sui redditi pagate all'estero danno diritto a un credito, entro il limite dell'imposta italiana sul medesimo reddito.

06 · Rimediare

Come si regolarizza una posizione arretrata

È una situazione più comune di quanto sembri, e quasi sempre si sistema. Prima si interviene, meno costa.

  • Si presenta una dichiarazione integrativa per ciascun anno ancora accertabile.
  • Si versano imposte, sanzioni ridotte per ravvedimento e interessi.
  • Va ricostruita la documentazione: estratti conto, atti di acquisto, valori a fine anno.
  • La riduzione delle sanzioni dipende dal momento in cui si interviene: dopo una lettera di compliance è ancora possibile, dopo un accertamento no.
  • Se è arrivata una lettera di compliance, rispondere è nell'interesse del contribuente: l'alternativa è l'accertamento.
  • Va valutato l'effetto sulla residenza fiscale, se il patrimonio estero è legato a un trasferimento non perfezionato.
La ricostruzione documentale è la parte più lunga: gli istituti esteri rilasciano estratti storici con tempi anche di settimane. Conviene chiederli appena si decide di regolarizzare, prima ancora di fare i conteggi.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Ho un conto all'estero con pochi soldi. Devo dichiararlo?

Sì, l'obbligo di monitoraggio riguarda la detenzione, non l'importo, salvo i casi di esonero espressamente previsti.

Per l'IVAFE esiste una soglia di giacenza media sotto la quale l'imposta fissa sui conti non è dovuta, ma questo non elimina l'obbligo dichiarativo. Sono due piani distinti.

Ho ereditato una casa in Romania che non uso. Pago qualcosa?

Sì, l'IVIE è dovuta sul valore dell'immobile per la quota e il periodo di possesso, indipendentemente dall'uso e dal fatto che produca reddito.

Le imposte patrimoniali eventualmente pagate in Romania danno diritto a un credito. L'immobile va comunque indicato nel quadro RW.

Il mio conto è gestito da una banca italiana. Vale lo stesso?

No. Le attività finanziarie detenute presso intermediari residenti in Italia non rientrano nell'IVAFE: sono soggette all'imposta di bollo ordinaria applicata dall'intermediario.

Anche l'obbligo di monitoraggio viene meno quando l'intermediario residente applica le ritenute previste. Il discrimine è dove è aperto il rapporto, non dove sei tu.

Mi è arrivata una lettera dell'Agenzia su un conto estero. Cosa faccio?

È una lettera di compliance, generata dallo scambio automatico di informazioni. Non è un accertamento e la strada del ravvedimento è ancora aperta, con sanzioni ridotte.

Rispondere e regolarizzare conviene quasi sempre. Ignorarla porta all'accertamento, dove le sanzioni sono piene e le possibilità di definizione più ridotte.

Continua

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Parliamone

Un conto estero dimenticato costa più dell'imposta che avrebbe generato

La sanzione per omesso monitoraggio è autonoma e proporzionale all'importo. Se hai qualcosa fuori, mettiamolo in ordine adesso.