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Partite IVA · Regime forfettario

Partita IVA forfettaria a Torino

La partita IVA forfettaria a Torino è un modo semplice di iniziare un'attività: un'imposta sola sui ricavi, niente IVA in fattura, contabilità ridotta. Qui trovi a chi conviene, come si apre, che cosa si paga e come lo studio la segue durante l'anno, dalla scelta del codice ATECO alla dichiarazione dei redditi.

01 · Il profilo giusto

A chi conviene la partita IVA forfettaria a Torino

Il forfettario funziona bene quando i costi dell'attività sono bassi rispetto ai ricavi, perché le spese non si deducono una per una: il reddito si calcola applicando ai ricavi un coefficiente fisso. A Torino vediamo passare soprattutto questi profili.

Professionisti e freelance

Consulenti, grafici, sviluppatori, formatori, traduttori: lavoro intellettuale con pochi costi, spesso iniziato accanto a un impiego o subito dopo gli studi.

Artigiani e piccoli commercianti

Idraulici, estetiste, parrucchieri, ambulanti, piccoli negozi di quartiere: il forfettario regge bene finché gli acquisti con IVA restano contenuti.

Chi inizia da zero

Per i primi cinque anni di una nuova attività l'imposta scende al 5%, se non si prosegue un lavoro svolto prima come dipendente o con un'altra partita IVA.

Chi ha anche un lavoro dipendente

Si può aprire la partita IVA forfettaria restando dipendenti, entro il limite di reddito previsto e con il divieto di fatturare al proprio datore. Vedi partita IVA e lavoro dipendente.

Chi fattura a privati

Senza IVA in fattura il prezzo finale resta più basso: un vantaggio concreto per chi lavora con famiglie e persone, meno rilevante per chi fattura ad aziende.

Chi vuole pochi adempimenti

Niente registri IVA, niente liquidazioni periodiche, niente studi di settore: una dichiarazione all'anno e le fatture da tenere in ordine.

Il forfettario non conviene a tutti: chi ha costi alti, investimenti con IVA o molte detrazioni personali da recuperare può pagare di più che in regime ordinario. Nella pagina su quando conviene il regime forfettario trovi il metodo per fare il confronto con i tuoi numeri.
02 · Le condizioni

I requisiti del regime forfettario

Il forfettario è un regime naturale: se hai i requisiti ci entri all'apertura della partita IVA, senza domande. Le condizioni vanno verificate ogni anno, perché si perdono quando una soglia viene superata.

  • Ricavi o compensi dell'anno precedente entro la soglia di legge, oggi fissata a 85.000 euro.
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori entro il limite annuo previsto dalla norma.
  • Nessuna partecipazione in società di persone o associazioni professionali, né il controllo di una SRL che svolga un'attività riconducibile alla tua.
  • Redditi di lavoro dipendente o pensione dell'anno precedente entro il limite previsto, salvo che il rapporto sia cessato.
  • Nessun regime speciale IVA (per esempio agricoltura, editoria, agenzie di viaggio) per la stessa attività.
  • Residenza in Italia, oppure in un altro Stato dell'Unione europea con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia.
Quando un requisito viene meno, il regime finisce dall'anno successivo; sopra una certa soglia di ricavi l'uscita è immediata, con l'IVA da applicare già nell'anno in corso. I dettagli sono nella pagina sull'uscita dal regime forfettario.
03 · In pratica

Come si apre la partita IVA forfettaria a Torino

L'apertura in sé è una pratica telematica di pochi giorni. Quello che conta sono le scelte fatte prima, perché alcune sono scomode da cambiare dopo.

  1. Il colloquio

    Si parte da che cosa farai davvero: da lì escono il codice ATECO, il coefficiente di redditività e la cassa previdenziale. Le tre scelte che decidono quanto pagherai.

  2. La cassa previdenziale

    I professionisti senza cassa di categoria vanno nella Gestione separata INPS; artigiani e commercianti nelle rispettive gestioni, con l'iscrizione alla Camera di commercio di Torino e la possibilità di chiedere la riduzione dei contributi prevista per i forfettari.

  3. L'apertura telematica

    Il modello di inizio attività viene trasmesso all'Agenzia delle Entrate dallo studio. Per le imprese la Comunicazione Unica apre in un passaggio solo partita IVA, Registro Imprese e INPS.

  4. Gli adempimenti locali

    Per molte attività commerciali e artigiane serve la SCIA allo Sportello Unico del Comune di Torino, o del comune della cintura in cui apri. Le imprese hanno inoltre bisogno di una PEC e di una firma digitale.

  5. La prima fattura

    Si imposta il formato corretto per il forfettario: niente IVA, dicitura di esenzione, bollo da 2 euro quando la fattura supera 77,47 euro, e la trasmissione elettronica allo SdI.

Prima di aprire

Quattro domande a cui rispondere con calma.

  • I miei clienti saranno aziende o privati?
  • Quanto spenderò per materiali, attrezzature e collaboratori?
  • Ho già un lavoro dipendente o una pensione?
  • Ho partecipazioni in società?
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04 · Quanto si paga

Quanto si paga con la partita IVA forfettaria

Il reddito imponibile non è ricavi meno costi, ma ricavi per il coefficiente del tuo codice ATECO. Su quel reddito, tolti i contributi versati, si applica un'imposta sostitutiva unica che prende il posto di IRPEF e addizionali.

  • Imposta sostitutiva al 15% sul reddito imponibile; al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, se ricorrono le condizioni.
  • Contributi INPS: in Gestione separata si calcolano in percentuale sul reddito; artigiani e commercianti versano una quota fissa più una percentuale oltre il minimale, con la riduzione del 35% su richiesta.
  • Nessuna IVA da versare e nessuna ritenuta d'acconto sulle fatture emesse; l'IVA sugli acquisti resta un costo.
  • Niente addizionali regionali e comunali: a Torino è una differenza che si sente. Il conto completo è nella pagina sul regime forfettario a Torino.
AttivitàCoefficiente di redditività
Attività professionali, scientifiche e tecniche, sanità, istruzione78%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Intermediari del commercio62%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio40%
Alloggio e ristorazione40%
Altre attività economiche67%
Un esempio a numeri tondi: un professionista con 30.000 euro di compensi ha un reddito forfettario di 23.400 euro (78%); tolti i contributi versati, l'imposta è il 15% del resto, o il 5% nei primi cinque anni. Il calcolo esatto lo facciamo insieme sui tuoi numeri, prima di aprire.
05 · Il calendario

Il primo anno con la partita IVA forfettaria

Il forfettario ha pochi adempimenti, ma hanno date precise. Chi è seguito dallo studio riceve il promemoria prima di ogni scadenza, con il conto già fatto.

  • Fatture elettroniche trasmesse allo SdI, con il bollo quando dovuto e la conservazione a norma.
  • Contributi: trimestrali per artigiani e commercianti, con saldo e acconti in dichiarazione; in Gestione separata tutto in dichiarazione.
  • Imposta sostitutiva: saldo e primo acconto a fine giugno, secondo acconto a fine novembre, dal secondo anno.
  • Dichiarazione dei redditi con il quadro dedicato ai forfettari, insieme all'eventuale 730 del coniuge o ai redditi da immobili.
  • Controllo della soglia a metà anno: se i ricavi corrono, si valuta per tempo che cosa cambia.
  • Diritto camerale annuale per le imprese iscritte al Registro Imprese di Torino.

Cosa fa lo studio

Il forfettario seguito tutto l'anno, non solo a giugno.

  • Impostazione della fatturazione elettronica
  • Calcolo di imposte e contributi, F24 pronti da pagare
  • Promemoria prima di ogni scadenza
  • Dichiarazione dei redditi e verifica dei requisiti
  • Risposte via mail, telefono o WhatsApp durante l'anno
Chiedi un preventivo
06 · Dove e come

Il forfettario seguito dallo studio a Torino

Lo studio è a Pozzo Strada, in via Sant'Antonino 52, a pochi minuti dalla fermata della metro. Si lavora su appuntamento, in sede o in videochiamata: per la partita IVA forfettaria quasi tutto si fa a distanza, con i documenti inviati per mail e un colloquio quando serve decidere qualcosa.

Seguiamo partite IVA forfettarie in tutti i quartieri di Torino e nei comuni della cintura, da Collegno a Moncalieri, da Rivoli a Settimo Torinese: le pagine delle zone servite raccontano che cosa capita più spesso di fare in ciascuna. Il preventivo è scritto e arriva prima di iniziare; quando il forfettario non è la scelta giusta lo diciamo al primo colloquio.

Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria a Torino?

L'apertura in sé non ha costi fissi verso l'Agenzia delle Entrate: la comunicazione di inizio attività è gratuita. Per le imprese si aggiungono i diritti di segreteria e il diritto camerale annuale della Camera di commercio di Torino, oltre a PEC e firma digitale.

Il compenso dello studio per l'apertura e per la gestione dell'anno viene messo per iscritto nel preventivo, prima di iniziare, in base al tipo di attività e al volume di fatture.

Posso aprire la partita IVA forfettaria se sono dipendente?

Sì, se il reddito di lavoro dipendente dell'anno precedente resta entro il limite previsto e se il contratto non lo vieta. Non si può fatturare al proprio datore di lavoro, né a chi lo è stato nei due anni precedenti.

Contributi e imposta si pagano sulla sola attività autonoma; il datore continua a trattenere l'IRPEF sullo stipendio come prima.

Il 5% vale per tutti i primi cinque anni?

Vale per chi avvia un'attività nuova: non deve essere la prosecuzione di un lavoro svolto in precedenza come dipendente o autonomo, e nei tre anni prima non si deve aver esercitato un'attività d'impresa o professionale.

Se le condizioni ci sono, l'imposta resta al 5% per cinque anni d'imposta, poi passa al 15%.

Che cosa succede se supero la soglia di 85.000 euro?

Se i ricavi superano la soglia ma restano sotto il limite più alto fissato dalla legge, il forfettario finisce dall'anno successivo. Se superano anche quel limite, l'uscita è immediata: l'IVA va applicata già nell'anno in corso e la contabilità cambia subito.

Per questo controlliamo i ricavi a metà anno: con un po' di anticipo si pianifica il passaggio al regime ordinario senza sorprese.

Serve un commercialista per la partita IVA forfettaria?

La legge non lo impone. In pratica le scelte iniziali (codice ATECO, cassa previdenziale, requisiti), il calcolo di imposte e contributi e la dichiarazione dei redditi sono i punti dove un errore costa più del servizio.

Il forfettario seguito dallo studio costa poco in termini di tempo tuo: fatture in ordine, promemoria delle scadenze, F24 pronti e una dichiarazione all'anno.

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Vuoi aprire la partita IVA forfettaria a Torino?

Un colloquio di mezz'ora, in studio o in videochiamata, basta a capire se il forfettario fa per te e che cosa serve per partire. Il preventivo arriva scritto prima di iniziare.