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Consulenti, grafici, sviluppatori, formatori, traduttori: lavoro intellettuale con pochi costi, spesso iniziato accanto a un impiego o subito dopo gli studi.
Partite IVA · Regime forfettario
La partita IVA forfettaria a Torino è un modo semplice di iniziare un'attività: un'imposta sola sui ricavi, niente IVA in fattura, contabilità ridotta. Qui trovi a chi conviene, come si apre, che cosa si paga e come lo studio la segue durante l'anno, dalla scelta del codice ATECO alla dichiarazione dei redditi.
Il forfettario funziona bene quando i costi dell'attività sono bassi rispetto ai ricavi, perché le spese non si deducono una per una: il reddito si calcola applicando ai ricavi un coefficiente fisso. A Torino vediamo passare soprattutto questi profili.
Consulenti, grafici, sviluppatori, formatori, traduttori: lavoro intellettuale con pochi costi, spesso iniziato accanto a un impiego o subito dopo gli studi.
Idraulici, estetiste, parrucchieri, ambulanti, piccoli negozi di quartiere: il forfettario regge bene finché gli acquisti con IVA restano contenuti.
Per i primi cinque anni di una nuova attività l'imposta scende al 5%, se non si prosegue un lavoro svolto prima come dipendente o con un'altra partita IVA.
Si può aprire la partita IVA forfettaria restando dipendenti, entro il limite di reddito previsto e con il divieto di fatturare al proprio datore. Vedi partita IVA e lavoro dipendente.
Senza IVA in fattura il prezzo finale resta più basso: un vantaggio concreto per chi lavora con famiglie e persone, meno rilevante per chi fattura ad aziende.
Niente registri IVA, niente liquidazioni periodiche, niente studi di settore: una dichiarazione all'anno e le fatture da tenere in ordine.
Il forfettario è un regime naturale: se hai i requisiti ci entri all'apertura della partita IVA, senza domande. Le condizioni vanno verificate ogni anno, perché si perdono quando una soglia viene superata.
L'apertura in sé è una pratica telematica di pochi giorni. Quello che conta sono le scelte fatte prima, perché alcune sono scomode da cambiare dopo.
Si parte da che cosa farai davvero: da lì escono il codice ATECO, il coefficiente di redditività e la cassa previdenziale. Le tre scelte che decidono quanto pagherai.
I professionisti senza cassa di categoria vanno nella Gestione separata INPS; artigiani e commercianti nelle rispettive gestioni, con l'iscrizione alla Camera di commercio di Torino e la possibilità di chiedere la riduzione dei contributi prevista per i forfettari.
Il modello di inizio attività viene trasmesso all'Agenzia delle Entrate dallo studio. Per le imprese la Comunicazione Unica apre in un passaggio solo partita IVA, Registro Imprese e INPS.
Per molte attività commerciali e artigiane serve la SCIA allo Sportello Unico del Comune di Torino, o del comune della cintura in cui apri. Le imprese hanno inoltre bisogno di una PEC e di una firma digitale.
Si imposta il formato corretto per il forfettario: niente IVA, dicitura di esenzione, bollo da 2 euro quando la fattura supera 77,47 euro, e la trasmissione elettronica allo SdI.
Quattro domande a cui rispondere con calma.
Il reddito imponibile non è ricavi meno costi, ma ricavi per il coefficiente del tuo codice ATECO. Su quel reddito, tolti i contributi versati, si applica un'imposta sostitutiva unica che prende il posto di IRPEF e addizionali.
| Attività | Coefficiente di redditività |
|---|---|
| Attività professionali, scientifiche e tecniche, sanità, istruzione | 78% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Alloggio e ristorazione | 40% |
| Altre attività economiche | 67% |
Il forfettario ha pochi adempimenti, ma hanno date precise. Chi è seguito dallo studio riceve il promemoria prima di ogni scadenza, con il conto già fatto.
Il forfettario seguito tutto l'anno, non solo a giugno.
Lo studio è a Pozzo Strada, in via Sant'Antonino 52, a pochi minuti dalla fermata della metro. Si lavora su appuntamento, in sede o in videochiamata: per la partita IVA forfettaria quasi tutto si fa a distanza, con i documenti inviati per mail e un colloquio quando serve decidere qualcosa.
Seguiamo partite IVA forfettarie in tutti i quartieri di Torino e nei comuni della cintura, da Collegno a Moncalieri, da Rivoli a Settimo Torinese: le pagine delle zone servite raccontano che cosa capita più spesso di fare in ciascuna. Il preventivo è scritto e arriva prima di iniziare; quando il forfettario non è la scelta giusta lo diciamo al primo colloquio.
L'apertura in sé non ha costi fissi verso l'Agenzia delle Entrate: la comunicazione di inizio attività è gratuita. Per le imprese si aggiungono i diritti di segreteria e il diritto camerale annuale della Camera di commercio di Torino, oltre a PEC e firma digitale.
Il compenso dello studio per l'apertura e per la gestione dell'anno viene messo per iscritto nel preventivo, prima di iniziare, in base al tipo di attività e al volume di fatture.
Sì, se il reddito di lavoro dipendente dell'anno precedente resta entro il limite previsto e se il contratto non lo vieta. Non si può fatturare al proprio datore di lavoro, né a chi lo è stato nei due anni precedenti.
Contributi e imposta si pagano sulla sola attività autonoma; il datore continua a trattenere l'IRPEF sullo stipendio come prima.
Vale per chi avvia un'attività nuova: non deve essere la prosecuzione di un lavoro svolto in precedenza come dipendente o autonomo, e nei tre anni prima non si deve aver esercitato un'attività d'impresa o professionale.
Se le condizioni ci sono, l'imposta resta al 5% per cinque anni d'imposta, poi passa al 15%.
Se i ricavi superano la soglia ma restano sotto il limite più alto fissato dalla legge, il forfettario finisce dall'anno successivo. Se superano anche quel limite, l'uscita è immediata: l'IVA va applicata già nell'anno in corso e la contabilità cambia subito.
Per questo controlliamo i ricavi a metà anno: con un po' di anticipo si pianifica il passaggio al regime ordinario senza sorprese.
La legge non lo impone. In pratica le scelte iniziali (codice ATECO, cassa previdenziale, requisiti), il calcolo di imposte e contributi e la dichiarazione dei redditi sono i punti dove un errore costa più del servizio.
Il forfettario seguito dallo studio costa poco in termini di tempo tuo: fatture in ordine, promemoria delle scadenze, F24 pronti e una dichiarazione all'anno.
Un colloquio di mezz'ora, in studio o in videochiamata, basta a capire se il forfettario fa per te e che cosa serve per partire. Il preventivo arriva scritto prima di iniziare.