Detrazione per chi investe
Le persone fisiche che investono nel capitale di una startup innovativa hanno una detrazione, con un regime ordinario e uno in regime de minimis più favorevole.
Società · Impresa innovativa
Non è una qualifica che si dà da soli: si dichiara, si iscrive e si conferma ogni anno. Chi salta la conferma esce dalla sezione speciale e perde tutto quello che ne discende.
La startup innovativa è una società di capitali, anche cooperativa, che soddisfa una serie di requisiti oggettivi e almeno uno di tre requisiti alternativi legati all'innovazione.
| Requisito alternativo (almeno uno) | Come si dimostra |
|---|---|
| Spese in ricerca e sviluppo | Percentuale minima sul maggiore fra costo e valore della produzione, con dettaglio in nota integrativa |
| Personale qualificato | Quota minima di dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori o laureati magistrali |
| Privativa industriale | Titolarità o licenza di brevetto, o software registrato |
La qualifica si acquisisce con l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, previa autocertificazione del possesso dei requisiti.
Con atto notarile ordinario, come qualunque SRL. L'oggetto sociale va scritto con attenzione, perché deve riflettere il carattere innovativo.
Il legale rappresentante dichiara il possesso dei requisiti, con il dettaglio di quello alternativo scelto.
Domanda telematica alla Camera di commercio per l'iscrizione nella sezione speciale. L'iscrizione è gratuita dai diritti di segreteria.
I dati sono pubblicati e consultabili: la trasparenza è una condizione del regime, non un effetto collaterale.
Sono di natura diversa: fiscali, societarie, procedurali. Il più rilevante nella pratica riguarda chi investe, non la società stessa.
Le persone fisiche che investono nel capitale di una startup innovativa hanno una detrazione, con un regime ordinario e uno in regime de minimis più favorevole.
Le società che investono hanno una deduzione dal reddito imponibile, entro i limiti previsti.
Categorie di quote con diritti diversi, operazioni sulle proprie quote, offerta al pubblico: deroghe non ammesse alle SRL ordinarie.
Esonero dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria per gli adempimenti al Registro delle imprese.
Termini più ampi per la ricostituzione del capitale in caso di perdite rilevanti.
Regime fiscale agevolato per stock option e work for equity destinati a collaboratori e fornitori.
È la leva che rende la raccolta possibile.
La qualifica non è acquisita una volta per tutte: va confermata, e la conferma ha una scadenza precisa.
Quando la startup esce dalla sezione speciale per decorso del tempo, esiste un percorso di continuità.
La qualifica ha un costo di gestione e alcuni vincoli. Vale la pena chiedersi se serve al progetto o solo all'idea che se ne ha.
Sì, la forma della SRL semplificata è compatibile con la qualifica, purché ricorrano tutti i requisiti.
Va però considerato che lo statuto standard della SRLS non è modificabile, e questo limita l'uso delle deroghe societarie previste per le startup, che sono uno dei benefici più utili.
No, la privativa industriale è solo uno dei tre requisiti alternativi. Bastano in alternativa una quota minima di spese in ricerca e sviluppo, oppure una quota minima di personale altamente qualificato.
Anche il software registrato presso la SIAE rientra fra le privative utili, ed è la strada più praticabile per molte iniziative digitali.
No. Il divieto di distribuzione degli utili vale per tutta la durata della qualifica ed è una condizione essenziale: distribuire comporta la perdita dello status.
Gli utili possono essere accantonati a riserva e utilizzati per l'attività. Se l'obiettivo è remunerare i soci nel breve periodo, la qualifica non è lo strumento adatto.
La società viene cancellata d'ufficio dalla sezione speciale e perde la qualifica, con cessazione delle agevolazioni per il futuro.
La società prosegue come SRL ordinaria, senza scioglimento. Vanno però valutati gli effetti sulle detrazioni già fruite dagli investitori, che in alcuni casi restano subordinate al mantenimento della partecipazione.
È lo strumento che rende la startup interessante per chi mette capitale. Va però costruito con attenzione, perché i requisiti valgono per entrambe le parti.