Rendiconto per cassa
Per gli enti sotto una soglia di entrate: documento semplificato con entrate e uscite.
Enti · Non profit
Per le associazioni e gli enti del terzo settore, non avere scopo di lucro non significa non avere obblighi. Un'associazione ha un codice fiscale, tiene una contabilità, presenta dichiarazioni quando svolge attività commerciale, e ha un organo che risponde di quello che fa.
Servono almeno un atto costitutivo e uno statuto, e la scelta della forma incide su tutto quello che viene dopo.
Con scrittura privata registrata o atto pubblico. Lo statuto definisce scopo, organi, quote, modalità di ammissione ed esclusione.
Si richiede all'Agenzia delle Entrate: serve per aprire un conto, ricevere contributi, stipulare contratti.
Solo se si svolge attività commerciale, anche marginale. Non è automatica.
Per accedere alla qualifica di ente del terzo settore, con i benefici e gli obblighi che comporta.
È il registro in cui si iscrivono gli enti che vogliono la qualifica di ETS, con le agevolazioni e gli obblighi che ne derivano.
| Qualifica | Caratteristica principale |
|---|---|
| ODV (organizzazione di volontariato) | Attività svolta prevalentemente da volontari, con requisiti sul numero |
| APS (associazione di promozione sociale) | Attività a favore degli associati o di terzi, con base associativa ampia |
| Ente filantropico | Erogazione di denaro, beni o servizi |
| Impresa sociale | Esercizio stabile di attività d'impresa di interesse generale |
| Altri ETS | Enti che non rientrano nelle categorie specifiche |
È la distinzione da cui dipende tutto il trattamento fiscale, e quella che genera più errori.
La riqualificazione dell'attività.
Gli obblighi sono proporzionati alla dimensione e alla natura dell'attività svolta.
Per gli enti sotto una soglia di entrate: documento semplificato con entrate e uscite.
Per gli enti sopra la soglia: stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione.
Obbligatoria quando si svolge attività commerciale: le due gestioni non si mescolano.
Per la sola attività commerciale, con le regole ordinarie o i regimi forfettari previsti.
Il bilancio o rendiconto va depositato al RUNTS entro i termini previsti.
Obbligatorio per chi si avvale di volontari, insieme alla copertura assicurativa.
Gli enti del terzo settore godono di regimi agevolati, ma non sono esenti da tutto.
Quasi tutti nascono dalla convinzione che l'assenza di scopo di lucro esoneri dagli adempimenti.
Solo se svolge attività commerciale, cioè cede beni o presta servizi verso corrispettivi specifici. Le sole quote associative e i contributi non la rendono necessaria.
Attenzione però: anche un'attività commerciale marginale e occasionale può farla scattare. La verifica va fatta sulla sostanza di quello che si fa, non sull'intenzione.
No, le quote versate dagli associati non costituiscono corrispettivo e non concorrono a formare il reddito dell'ente.
Diverso è il caso in cui la quota sia in realtà il prezzo di un servizio specifico: lì l'operazione è riqualificabile come commerciale, con tutte le conseguenze. È la contestazione più frequente in questo settore.
Non è obbligatorio in assoluto: un'associazione può esistere e operare senza iscriversi. L'iscrizione è la condizione per accedere alla qualifica di ETS e alle relative agevolazioni.
Comporta però obblighi: bilancio o rendiconto, deposito, trasparenza, assicurazione dei volontari, organo di controllo sopra certe soglie. La scelta va fatta confrontando benefici e adempimenti.
L'associazione è sostituto d'imposta: deve operare la ritenuta d'acconto sul compenso, versarla entro il termine mensile, rilasciare la Certificazione Unica e presentare il modello 770.
Se si tratta di collaborazione sportiva dilettantistica valgono regole proprie, con soglie di esenzione e obblighi contributivi specifici. Va inquadrata correttamente prima del primo pagamento.
Impostata bene all'inizio, la contabilità di un'associazione è semplice. Impostata male, diventa un problema serio.