DETAX Studio ContabileDETAXSTUDIO CONTABILE
389 240 9357 Prenota

Enti · Non profit

Associazioni e terzo settore

Per le associazioni e gli enti del terzo settore, non avere scopo di lucro non significa non avere obblighi. Un'associazione ha un codice fiscale, tiene una contabilità, presenta dichiarazioni quando svolge attività commerciale, e ha un organo che risponde di quello che fa.

01 · L'avvio

Come nasce un'associazione

Servono almeno un atto costitutivo e uno statuto, e la scelta della forma incide su tutto quello che viene dopo.

  • Lo statuto deve contenere clausole precise per accedere ai regimi agevolati: divieto di distribuzione degli utili, devoluzione del patrimonio, democraticità.
  • L'associazione non riconosciuta è la forma più semplice, ma chi agisce risponde personalmente.
  • L'associazione riconosciuta ha personalità giuridica e autonomia patrimoniale, con requisiti di patrimonio minimo.
  • La scelta fra ODV, APS e altre qualifiche dipende dall'attività svolta e dalla composizione della base sociale.
  1. Atto costitutivo e statuto

    Con scrittura privata registrata o atto pubblico. Lo statuto definisce scopo, organi, quote, modalità di ammissione ed esclusione.

  2. Il codice fiscale

    Si richiede all'Agenzia delle Entrate: serve per aprire un conto, ricevere contributi, stipulare contratti.

  3. La partita IVA

    Solo se si svolge attività commerciale, anche marginale. Non è automatica.

  4. L'iscrizione al RUNTS

    Per accedere alla qualifica di ente del terzo settore, con i benefici e gli obblighi che comporta.

Lo statuto è il documento su cui si regge tutto: le clausole richieste per i regimi agevolati non sono formule di stile, e la loro assenza preclude l'accesso ai benefici anche quando l'associazione opera correttamente. Vale la pena scriverlo bene subito.
02 · Il registro

Il Registro unico nazionale del terzo settore

È il registro in cui si iscrivono gli enti che vogliono la qualifica di ETS, con le agevolazioni e gli obblighi che ne derivano.

  • L'iscrizione comporta l'accesso a agevolazioni fiscali e alla possibilità di ricevere il cinque per mille.
  • Comporta anche obblighi: bilancio o rendiconto, deposito, trasparenza, assicurazione dei volontari.
  • Gli enti sopra determinate soglie devono nominare un organo di controllo.
  • Il registro dei volontari è obbligatorio per gli enti che se ne avvalgono.
  • La perdita dei requisiti comporta la cancellazione e la devoluzione del patrimonio.
QualificaCaratteristica principale
ODV (organizzazione di volontariato)Attività svolta prevalentemente da volontari, con requisiti sul numero
APS (associazione di promozione sociale)Attività a favore degli associati o di terzi, con base associativa ampia
Ente filantropicoErogazione di denaro, beni o servizi
Impresa socialeEsercizio stabile di attività d'impresa di interesse generale
Altri ETSEnti che non rientrano nelle categorie specifiche
03 · La distinzione chiave

Attività istituzionale e attività commerciale

È la distinzione da cui dipende tutto il trattamento fiscale, e quella che genera più errori.

  • L'attività istituzionale è quella svolta in conformità allo scopo statutario, verso gli associati o la collettività, senza corrispettivi specifici.
  • Le quote associative non sono corrispettivi e non concorrono al reddito.
  • I contributi pubblici e le liberalità hanno un trattamento proprio.
  • L'attività commerciale è quella con corrispettivi specifici verso terzi: bar sociale, vendita di beni, servizi a pagamento.
  • L'attività commerciale richiede partita IVA, contabilità separata e dichiarazioni.
  • Alcune attività verso gli associati sono decommercializzate al ricorrere di condizioni statutarie e sostanziali.

Il rischio più frequente

La riqualificazione dell'attività.

  • Corrispettivi specifici mascherati da quote associative
  • Attività verso terzi presentata come istituzionale
  • Assenza dei requisiti statutari per la decommercializzazione
  • Contabilità unica, senza separazione fra le due gestioni
Impostiamo la contabilità
04 · I documenti

Che contabilità serve

Gli obblighi sono proporzionati alla dimensione e alla natura dell'attività svolta.

Rendiconto per cassa

Per gli enti sotto una soglia di entrate: documento semplificato con entrate e uscite.

Bilancio d'esercizio

Per gli enti sopra la soglia: stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione.

Contabilità separata

Obbligatoria quando si svolge attività commerciale: le due gestioni non si mescolano.

Registri IVA

Per la sola attività commerciale, con le regole ordinarie o i regimi forfettari previsti.

Deposito

Il bilancio o rendiconto va depositato al RUNTS entro i termini previsti.

Registro dei volontari

Obbligatorio per chi si avvale di volontari, insieme alla copertura assicurativa.

05 · Imposte e agevolazioni

Il trattamento fiscale

Gli enti del terzo settore godono di regimi agevolati, ma non sono esenti da tutto.

  • Il reddito dell'attività commerciale è tassato, con possibilità di regimi forfettari agevolati.
  • Le quote associative e i contributi non concorrono al reddito.
  • Le erogazioni liberali ricevute danno al donatore una detrazione o deduzione, con obblighi di tracciabilità.
  • Il cinque per mille è accessibile agli enti iscritti, con obbligo di rendicontazione delle somme ricevute.
  • Sono previste agevolazioni su imposte indirette e tributi locali, secondo la qualifica.
  • L'ente è sostituto d'imposta per i compensi che eroga: vedi modello 770.
Un'associazione che paga un collaboratore, un professionista o un dipendente opera le ritenute, rilascia le Certificazioni Uniche e presenta il modello 770, esattamente come un'impresa. È l'adempimento più trascurato negli enti piccoli.
06 · Da evitare

Gli errori che costano di più

Quasi tutti nascono dalla convinzione che l'assenza di scopo di lucro esoneri dagli adempimenti.

  • Non aprire la partita IVA pur svolgendo attività commerciale, anche di importo modesto.
  • Non tenere la contabilità separata fra gestione istituzionale e commerciale.
  • Usare le quote associative come corrispettivo di servizi specifici.
  • Non operare le ritenute sui compensi erogati.
  • Non depositare il bilancio o rendiconto nei termini.
  • Non assicurare i volontari, obbligo che grava sull'ente e la cui violazione ha conseguenze anche personali.
Nelle associazioni non riconosciute chi agisce in nome dell'ente risponde personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. È il motivo per cui presidente e consiglieri hanno un interesse diretto a che gli adempimenti siano in ordine: le conseguenze non restano nell'ente.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

La mia associazione deve aprire la partita IVA?

Solo se svolge attività commerciale, cioè cede beni o presta servizi verso corrispettivi specifici. Le sole quote associative e i contributi non la rendono necessaria.

Attenzione però: anche un'attività commerciale marginale e occasionale può farla scattare. La verifica va fatta sulla sostanza di quello che si fa, non sull'intenzione.

Le quote associative sono tassate?

No, le quote versate dagli associati non costituiscono corrispettivo e non concorrono a formare il reddito dell'ente.

Diverso è il caso in cui la quota sia in realtà il prezzo di un servizio specifico: lì l'operazione è riqualificabile come commerciale, con tutte le conseguenze. È la contestazione più frequente in questo settore.

Devo iscrivermi al RUNTS?

Non è obbligatorio in assoluto: un'associazione può esistere e operare senza iscriversi. L'iscrizione è la condizione per accedere alla qualifica di ETS e alle relative agevolazioni.

Comporta però obblighi: bilancio o rendiconto, deposito, trasparenza, assicurazione dei volontari, organo di controllo sopra certe soglie. La scelta va fatta confrontando benefici e adempimenti.

Paghiamo un istruttore. Cosa dobbiamo fare?

L'associazione è sostituto d'imposta: deve operare la ritenuta d'acconto sul compenso, versarla entro il termine mensile, rilasciare la Certificazione Unica e presentare il modello 770.

Se si tratta di collaborazione sportiva dilettantistica valgono regole proprie, con soglie di esenzione e obblighi contributivi specifici. Va inquadrata correttamente prima del primo pagamento.

Continua

Pagine collegate

Parliamone

La distinzione fra attività istituzionale e commerciale regge tutto il resto

Impostata bene all'inizio, la contabilità di un'associazione è semplice. Impostata male, diventa un problema serio.