Come funziona
Il reddito non si calcola sui costi reali ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO. Sul risultato, dedotti i contributi, si applica l'imposta sostitutiva.
Professionisti, autonomi e famiglie
Aprire una partita IVA, capire se il forfettario conviene davvero, gestire una ditta individuale senza sorprese a fine anno, mettere in ordine gli immobili di famiglia o affrontare una successione. Un referente unico a Torino per tutta la posizione fiscale personale.
L'apertura in sé è una pratica di pochi giorni. Quello che conta sono le decisioni che ci stanno dentro: sono quelle che ti accompagnano per anni.
Codice ATECO, regime fiscale, inquadramento previdenziale, iscrizione al Registro Imprese, gestione dell'IVA: ogni scelta ha effetti su imposte, contributi e adempimenti. Le valutiamo prima, sui tuoi numeri previsti, non dopo.
Ricavi attesi, costi, eventuale altro lavoro in corso, clienti principali. Da qui si capisce quale regime regge davvero.
Pratica all'Agenzia delle Entrate e, dove serve, ComUnica per Registro Imprese, INPS e INAIL.
Software di fatturazione configurato, primo modello di fattura corretto, istruzioni su cosa conservare e come.
È un regime semplice e spesso vantaggioso, ma non è la risposta giusta per tutti. La differenza la fanno i costi che sostieni, i clienti che hai e cosa hai intenzione di fare nei prossimi anni.
Il reddito non si calcola sui costi reali ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività legato al tuo codice ATECO. Sul risultato, dedotti i contributi, si applica l'imposta sostitutiva.
15% di imposta sostitutiva, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività quando ricorrono i requisiti di novità dell'attività previsti dalla legge.
Niente IVA sulle fatture, niente liquidazioni periodiche, niente ritenuta d'acconto, niente ISA. Resta obbligatoria la fatturazione elettronica e la conservazione dei documenti.
Il regime non è accessibile, tra gli altri casi, a chi supera la soglia di reddito da lavoro dipendente o assimilato fissata dalla legge per l'anno precedente, a chi partecipa a società di persone o controlla una SRL che svolge attività riconducibile alla propria, e a chi fattura in prevalenza al proprio ex datore di lavoro o a soggetti a lui riconducibili nei due anni precedenti.
Le soglie vengono ritoccate con una certa frequenza dalle leggi di bilancio: la verifica va fatta ogni anno sulla tua situazione concreta, non una volta sola all'apertura.
Il superamento dei 85.000 euro senza sforare i 100.000 comporta l'uscita dal regime a partire dall'anno successivo. Il superamento dei 100.000 euro nel corso dell'anno comporta invece l'applicazione immediata dell'IVA già dall'operazione che determina lo sforamento, con conseguenze rilevanti sulle fatture emesse.
Se prevedi di avvicinarti alla soglia, si monitora l'andamento nel corso dell'anno e si pianifica il passaggio: gestito in anticipo è un cambio di regime ordinario, gestito a dicembre è un problema.
Il regime fiscale e quello previdenziale sono due cose distinte. I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata in percentuale sul reddito; artigiani e commercianti versano contributi fissi più una quota sul reddito eccedente il minimale, e possono chiedere una riduzione contributiva se in regime forfettario.
Questa scelta va fatta con attenzione: la riduzione abbassa il versamento ma incide sull'accredito ai fini pensionistici. Se ne parla al momento dell'apertura, con i numeri davanti.
La forma più diffusa per artigiani, commercianti, e-commerce e attività di servizi. Semplice da avviare, ma con adempimenti che vanno presidiati tutto l'anno.
Non esiste la forma migliore in assoluto: esiste quella coerente con il rischio che corri, con quanto guadagni e con chi lavora insieme a te.
| Ditta individuale forfettaria | Ditta individuale ordinaria | SRL | |
|---|---|---|---|
| Responsabilità | Illimitata, con il patrimonio personale | Illimitata, con il patrimonio personale | Limitata al capitale sociale, salvo garanzie personali |
| Tassazione del reddito | Imposta sostitutiva 15% (5% nei primi anni, se spettante) | IRPEF a scaglioni sul reddito d'impresa | IRES 24% + IRAP; tassazione ulteriore sugli utili distribuiti |
| Deduzione dei costi | Forfettaria: i costi reali non si deducono | Analitica: i costi inerenti si deducono | Analitica, con più leve di pianificazione |
| IVA | Non applicata, non detraibile sugli acquisti | Applicata e detraibile | Applicata e detraibile |
| Adempimenti | Minimi | Medi: registri, liquidazioni, dichiarazioni | Elevati: contabilità ordinaria, bilancio, deposito |
| Costo di gestione annuo | Contenuto | Intermedio | Più alto, giustificato oltre una certa dimensione |
| Adatta se… | Inizi, hai pochi costi e ricavi sotto soglia | Hai costi rilevanti o superi la soglia del forfettario | Hai soci, rischio d'impresa alto o utili da reinvestire |
La parte meno visibile del lavoro è quella che evita i problemi: registrazioni puntuali, versamenti nei termini, verifiche prima delle scadenze e non il giorno dopo.
Il problema più comune di chi ha una partita IVA non è l'imposta: è scoprirla a giugno. Per questo durante l'anno si fanno stime intermedie di imposte e contributi, così accantoni mese per mese quello che dovrai versare.
Se il risultato dell'anno sta cambiando, lo vedi in tempo per intervenire, non a bocce ferme.
Richiedi un preventivoAnche senza partita IVA, la posizione fiscale di una persona può essere articolata. Lo studio la segue nel suo insieme.
Redditi da fabbricati, cedolare secca, affitti brevi, immobili all'estero, IMU e adempimenti collegati.
Verifica delle agevolazioni prima casa, calcolo di eventuali plusvalenze, controllo dei requisiti prima del rogito.
Gestione delle detrazioni per ristrutturazioni ed efficientamento, ripartizione delle quote, controllo dei requisiti documentali.
Monitoraggio fiscale, quadro RW, imposte patrimoniali su conti e immobili esteri, redditi da capitale e cripto-attività.
Risposta a comunicazioni e avvisi bonari, ravvedimento operoso, istanze di autotutela, rateizzazioni.
Coordinamento delle dichiarazioni di tutta la famiglia, per non lasciare detrazioni inutilizzate tra un coniuge e l'altro.
È il momento in cui una famiglia deve occuparsi di burocrazia nel periodo peggiore per farlo. Il lavoro dello studio è togliere il più possibile dalle vostre spalle.
La dichiarazione di successione va presentata in via telematica all'Agenzia delle Entrate, di norma entro dodici mesi dalla data del decesso. Serve a determinare le imposte dovute e a mettere in regola la titolarità dei beni, a partire dagli immobili.
| Erede | Franchigia | Aliquota |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta | 1.000.000 € | 4% |
| Fratelli e sorelle | 100.000 € | 6% |
| Altri parenti fino al 4° grado e affini | - | 6% |
| Altri soggetti | - | 8% |
È inoltre prevista una franchigia più elevata per gli eredi con handicap grave riconosciuto. Sugli immobili si applicano imposta ipotecaria e catastale, con misura ridotta in presenza dei requisiti prima casa in capo a un erede.
Succede, ed è una procedura ordinaria. Ecco come funziona il subentro, senza tempi morti.
Si controllano cassetto fiscale, dichiarazioni presentate, versamenti effettuati e comunicazioni pendenti.
Si richiede al professionista precedente la documentazione contabile, che per legge deve essere restituita.
Nuove deleghe per cassetto fiscale, fatturazione elettronica e servizi telematici, con revoca delle precedenti.
Si sistemano eventuali pendenze e si imposta il calendario delle scadenze successive.
Che tu debba aprire, cambiare regime, sistemare una successione o semplicemente capire quanto ti costerà l'anno prossimo: si parte da una conversazione, non da un modulo.