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Documenti per l'ISEE: la checklist

L'ISEE si blocca quasi sempre sullo stesso punto: manca la giacenza media di un conto, o si porta il saldo dell'anno sbagliato. Questa è la lista completa, con l'anno esatto a cui ogni dato deve riferirsi.

01 · La regola che sbagliano tutti

Documenti per l'ISEE: a quale anno si riferisce ogni dato

L'ISEE non fotografa oggi. Fotografa due momenti diversi e distanti fra loro, ed è qui che nasce la maggior parte degli errori: si porta l'estratto conto più recente perché sembra il più aggiornato, e non è quello che serve.

DatoAnno di riferimentoPerché
Composizione del nucleoAlla data di presentazioneIl nucleo è quello di oggi, non quello di due anni fa
RedditiSecondo anno precedenteSono i redditi dell'ultima dichiarazione definitiva
Patrimonio mobiliare31 dicembre del secondo anno precedenteSaldo e giacenza media di quell'anno, non di quello scorso
Patrimonio immobiliare31 dicembre del secondo anno precedenteVale il possesso a quella data, anche se poi hai venduto
Assegni di mantenimentoSecondo anno precedenteSia versati sia percepiti, come risultano documentati
Se la tua situazione economica è peggiorata rispetto a quell'anno, l'ISEE ordinario non lo vede. Esiste uno strumento apposta: l'ISEE corrente, che si basa sui redditi degli ultimi mesi.
02 · Chi va incluso

Anagrafica e composizione del nucleo

Il nucleo si costruisce a partire dallo stato di famiglia anagrafico, con alcune eccezioni che lo allargano o lo restringono: il coniuge con residenza diversa, il figlio maggiorenne non convivente, il genitore non coniugato e non convivente.

  • Documento d'identità del dichiarante, in corso di validità.
  • Codice fiscale o tessera sanitaria di ogni componente del nucleo, minori compresi.
  • Stato civile del dichiarante e data dell'eventuale separazione o divorzio.
  • Provvedimenti del giudice in caso di separazione, divorzio o affidamento.
  • Certificazione di invalidità o handicap, se qualcuno del nucleo ne ha una: cambia la scala di equivalenza e apre prestazioni dedicate.
  • Contratto di locazione registrato della casa di residenza, se sei in affitto: abbatte l'ISEE e va sempre portato.
03 · La parte reddituale

Redditi e trattamenti percepiti

Entrano i redditi di ogni componente del nucleo, non solo del dichiarante. Entrano anche somme che non compaiono in dichiarazione, come alcuni trattamenti assistenziali e previdenziali esenti.

  • Dichiarazione dei redditi di ciascun componente relativa all'anno di riferimento, oppure la Certificazione Unica se non c'è dichiarazione.
  • Trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari esenti da imposta, comprese le somme percepite da enti locali.
  • Assegni periodici per il coniuge versati o percepiti, con gli estremi del provvedimento.
  • Redditi da lavoro all'estero o pensioni estere, con il relativo documento.
  • Reddito da attività d'impresa o di lavoro autonomo, per chi ha partita IVA, come risulta dalla dichiarazione.
La maggior parte dei dati reddituali arriva automaticamente da Agenzia delle Entrate e INPS: se sono già presenti, non li devi portare. Quello che non arriva mai da solo è il patrimonio.
04 · Patrimonio mobiliare

Conti correnti, depositi e investimenti

È la sezione che fa perdere più tempo, perché richiede due numeri per ogni rapporto: il saldo al 31 dicembre e la giacenza media annua. La giacenza media non compare sull'estratto conto e va richiesta alla banca o scaricata dall'home banking, spesso in un documento a parte.

  • Ogni conto corrente e conto deposito, anche se aperto per pochi mesi, anche se cointestato, anche se a saldo zero.
  • Libretti di risparmio, postali e bancari, compresi quelli intestati ai figli minori.
  • Carte prepagate con IBAN: contano come rapporti finanziari a tutti gli effetti.
  • Titoli, fondi, gestioni patrimoniali, con il valore alla data di riferimento.
  • Polizze vita a capitalizzazione, con l'importo dei premi versati.
  • Partecipazioni societarie e quote di imprese, con il valore del patrimonio netto.

Il conto dimenticato

Ogni rapporto finanziario aperto risulta all'Anagrafe dei rapporti. Ometterne uno non lo nasconde: lo espone.

  • Un conto chiuso durante l'anno va comunque dichiarato per i mesi in cui è esistito
  • Il conto cointestato si dichiara per intero, con l'indicazione degli intestatari
  • Il libretto del figlio minore entra nel patrimonio del nucleo
  • Una carta prepagata con IBAN è un rapporto finanziario, non una carta regalo
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05 · Patrimonio immobiliare

Case, terreni e mutui

Per gli immobili serve il valore ai fini IMU, non il prezzo di acquisto né la stima di mercato. Il mutuo residuo si porta in detrazione dal valore, ma solo se documentato: senza il certificato della banca il debito non esiste ai fini dell'ISEE.

  • Visure catastali o atti di acquisto di ogni immobile posseduto, con la quota di possesso.
  • Certificato della banca con il capitale residuo del mutuo al 31 dicembre dell'anno di riferimento.
  • Terreni agricoli ed edificabili, con il rispettivo valore.
  • Immobili all'estero, con il valore ai fini IVIE.
Il capitale residuo che serve è quello al 31 dicembre dell'anno di riferimento, non quello di oggi. Chiedere alla banca il certificato giusto evita di rifare la pratica.
06 · Autoveicoli e imbarcazioni

Mezzi intestati ai componenti del nucleo

I veicoli non entrano nel calcolo del patrimonio, ma vanno comunque dichiarati: servono ai controlli sulla coerenza fra ISEE e tenore di vita.

  • Targa di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata rilevante intestati a un componente del nucleo.
  • Navi e imbarcazioni da diporto, con gli estremi di iscrizione.
  • Vale l'intestazione alla data di presentazione, non quella dell'anno di riferimento.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Dove trovo la giacenza media del conto?

Nell'home banking, di solito in una sezione dedicata ai documenti o alle certificazioni, con la dicitura "giacenza media annua". Alcune banche la rilasciano solo su richiesta allo sportello.

Non coincide con il saldo al 31 dicembre e non si ricava da esso: sono due numeri distinti e servono entrambi.

Mio figlio studia fuori sede. Fa parte del mio nucleo?

Se è ancora residente con te, sì. Il trasferimento della residenza per studio non è automatico e nella maggior parte dei casi lo studente resta nel nucleo dei genitori.

Per le prestazioni universitarie esiste una regola specifica sull'autonomia dello studente, che richiede residenza separata da un certo periodo e un reddito proprio adeguato.

Ho un conto con saldo zero. Devo dichiararlo?

Sì. Anche un rapporto a saldo zero va indicato, perché risulta comunque all'Anagrafe dei rapporti finanziari.

Ometterlo genera una difformità nei controlli, e la difformità può portare alla revisione della prestazione già ottenuta.

Quanto tempo serve per raccogliere tutto?

Se hai SPID e un solo conto, un'ora. Se il nucleo ha più conti, investimenti e un mutuo, conviene contare qualche giorno, perché la giacenza media e il capitale residuo del mutuo dipendono dai tempi della banca.

È il motivo per cui è meglio non ridursi all'ultima settimana utile per la prestazione a cui si punta.

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