Contabilità semplificata
Regime naturale sotto le soglie di ricavi previste. Registri IVA integrati, senza libro giornale né bilancio.
Persone fisiche · Impresa
Aprire una ditta individuale a Torino è la scelta più diffusa per artigiani, commercianti, e-commerce e attività di servizi. Semplice da avviare e poco costosa da mantenere, ma con una caratteristica che va compresa fino in fondo: il titolare risponde dei debiti con tutto il proprio patrimonio.
È la prima distinzione da fare, e non è formale: determina l'iscrizione al Registro Imprese, l'inquadramento previdenziale e una parte consistente degli adempimenti annuali.
Si è imprenditori individuali quando si esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi: commercio, artigianato, ristorazione, e-commerce, produzione. L'elemento distintivo è l'organizzazione di mezzi e, spesso, di persone.
Si è lavoratori autonomi quando la prestazione è prevalentemente personale e intellettuale, senza organizzazione d'impresa: consulenti, formatori, professionisti non ordinistici. In questo caso non c'è iscrizione al Registro Imprese né diritto camerale.
La distinzione non si sceglie: discende dalla natura effettiva dell'attività, e il codice ATECO ne è il riflesso. Attribuirsi un inquadramento diverso da quello reale genera problemi sia sul fronte previdenziale sia su quello camerale.
| Aspetto | Lavoro autonomo | Ditta individuale |
|---|---|---|
| Registro Imprese | Non previsto | Obbligatorio |
| Diritto camerale | Non dovuto | Dovuto ogni anno |
| Previdenza | Gestione Separata o cassa professionale | Gestione artigiani o commercianti |
| Contributi minimi | Assenti: si versa sul reddito | Dovuti anche senza ricavi |
| INAIL | Di norma non dovuto | Dovuto se ricorrono i presupposti |
| SCIA | Raramente richiesta | Frequente per commercio e somministrazione |
L'apertura di una ditta individuale passa dalla Comunicazione Unica, la pratica telematica che assolve in un unico invio agli obblighi verso Agenzia delle Entrate, Registro Imprese, INPS e INAIL.
Attività effettiva, codice ATECO, regime fiscale, ricavi e costi attesi, eventuali requisiti professionali richiesti.
Verifica di SCIA, requisiti morali e professionali, autorizzazioni di settore, idoneità dei locali.
Invio telematico con firma digitale: partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS e INAIL.
PEC, fatturazione elettronica, registri contabili, apertura del conto dedicato e primi adempimenti.
È la voce che sorprende chi apre per la prima volta. La gestione artigiani e la gestione commercianti prevedono un contributo fisso annuo calcolato su un reddito minimale, dovuto in quattro rate trimestrali indipendentemente dai ricavi effettivi.
Sulla parte di reddito che eccede il minimale si applica invece una aliquota percentuale, versata insieme alle imposte sui redditi a giugno e novembre.
Chi opera in regime forfettario può chiedere la riduzione contributiva del 35%. Riduce l'esborso ma riduce in proporzione anche l'accredito pensionistico: la scelta va fatta consapevolmente, non per abitudine.
L'impresa familiare consente al titolare di attribuire ai familiari che collaborano in modo continuativo una quota del reddito prodotto, entro il limite complessivo del 49%.
Il vantaggio è la ripartizione del reddito su più soggetti: con aliquote IRPEF progressive, dividere un reddito tra due o tre persone riduce il carico complessivo rispetto a concentrarlo su una sola.
La costituzione richiede un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, redatti prima del periodo d'imposta in cui l'attribuzione produce effetti. Non è retroattiva: un atto stipulato a dicembre non copre l'anno in corso.
Il risparmio IRPEF va confrontato con il costo contributivo dei collaboratori, che si aggiunge a quello del titolare. Su redditi contenuti il secondo può superare il primo.
Regime naturale sotto le soglie di ricavi previste. Registri IVA integrati, senza libro giornale né bilancio.
Obbligatoria oltre le soglie, o per opzione. Libro giornale, inventari, situazione patrimoniale.
Liquidazioni mensili o trimestrali, comunicazioni LIPE, dichiarazione annuale. Non dovute in regime forfettario.
Modello Redditi PF con i quadri d'impresa, IRAP dove ricorrono i presupposti.
Registro dei beni ammortizzabili e piano degli ammortamenti, per chi non è in forfettario.
Valorizzazione a fine esercizio per le attività con magazzino, con effetti diretti sul reddito.
L'apertura della partita IVA è gratuita. I costi effettivi sono l'imposta di bollo e i diritti di segreteria per l'iscrizione al Registro Imprese, la PEC, la firma digitale e il compenso professionale per la pratica.
Il costo che incide davvero è però quello annuo: diritto camerale, contributi fissi INPS e gestione contabile. Va stimato prima di partire.
Nella ditta individuale non c'è separazione tra patrimonio dell'impresa e patrimonio personale: si risponde delle obbligazioni con tutti i beni presenti e futuri.
È la ragione principale per cui, quando il rischio d'impresa cresce, si valuta il passaggio a una società di capitali. Sotto una certa dimensione il costo della SRL non si giustifica; sopra, il rischio non si giustifica.
Sì, salvo incompatibilità previste dal contratto di lavoro o dalla disciplina del pubblico impiego, che vanno verificate con il datore.
Sul piano previdenziale l'iscrizione alla gestione artigiani o commercianti è dovuta se l'attività è svolta con abitualità e prevalenza. Se il lavoro dipendente è a tempo pieno, il requisito della prevalenza può non ricorrere: è una verifica da fare caso per caso.
Non è obbligatorio per legge per le ditte individuali, ma è fortemente consigliato: separare i movimenti dell'attività da quelli personali semplifica la contabilità e rende difendibile la posizione in caso di verifica.
Un conto dedicato non deve necessariamente essere un conto business: può essere un secondo conto personale usato solo per l'attività.
Con comunicazione di cessazione all'Agenzia delle Entrate e cancellazione dal Registro Imprese, entrambe entro trenta giorni dalla data di cessazione effettiva.
Restano da gestire gli adempimenti finali: ultima dichiarazione IVA e dei redditi, chiusura della posizione INPS, autoconsumo o cessione dei beni strumentali residui, che può generare plusvalenze tassabili.
La soglia degli 85.000 euro si ragguaglia ai giorni di attività e l'aliquota al 5% consuma comunque un periodo d'imposta intero. Sono le due cose che sorprendono chi apre a settembre convinto di avere un anno davanti.
Leggi l'articoloATECO, regime, inquadramento previdenziale, eventuale impresa familiare: sono decisioni che si prendono all'apertura e che pesano per anni.