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Partite IVA · Scelte fiscali

Concordato preventivo biennale

L'Agenzia propone un reddito, tu decidi se accettarlo per due anni. Se guadagni di più non paghi di più; se guadagni di meno paghi comunque su quello concordato. È una scommessa, e va fatta con i numeri.

01 · Il meccanismo

Che cos'è il concordato preventivo

È un accordo preventivo fra contribuente e Agenzia delle Entrate sul reddito imponibile di due periodi d'imposta. L'Agenzia formula una proposta elaborata a partire dai dati che già possiede; il contribuente può accettarla o rifiutarla.

Accettata la proposta, il reddito concordato diventa la base su cui si calcolano imposte e contributi per il biennio, indipendentemente da quanto si guadagna davvero. Il maggior reddito effettivo non viene tassato; il minor reddito effettivo non riduce il dovuto.

  • La proposta è elaborata dall'Agenzia sulla base dei dati dichiarativi, degli indicatori di affidabilità e delle banche dati.
  • Si accede attraverso il software messo a disposizione, che elabora la proposta a partire dai dati che si inseriscono.
  • L'adesione è facoltativa e va manifestata entro un termine collegato alla dichiarazione.
  • Vincola per due periodi d'imposta, salvo cause di cessazione o decadenza.
  • Gli obblighi dichiarativi, contabili e IVA restano tutti: il concordato riguarda la base imponibile, non gli adempimenti.
Il concordato riguarda le imposte sui redditi e, con regole proprie, l'IRAP. L'IVA resta completamente fuori: si liquida e si versa sulle operazioni effettive, senza alcun effetto del reddito concordato.
02 · I requisiti

Chi può accedere

La platea comprende titolari di reddito d'impresa e di lavoro autonomo, con requisiti di regolarità che vanno verificati prima di guardare i numeri.

  • Occorre non avere debiti tributari e contributivi sopra una soglia, oppure averli estinti prima dell'adesione.
  • Occorre aver presentato le dichiarazioni dei periodi d'imposta precedenti.
  • Non devono sussistere condanne per determinati reati tributari e societari.
  • Escludono l'accesso alcune cause specifiche: inizio attività nel periodo precedente, operazioni straordinarie, mancata dichiarazione di redditi rilevanti.
  • I contribuenti in regime forfettario hanno avuto una disciplina propria, con regole e durata diverse da quelle ordinarie.
  • Aderire non è mai obbligatorio: il rifiuto non produce di per sé alcuna conseguenza sanzionatoria.
La regolarità dei debiti va verificata prima. Chi ha carichi affidati all'agente della riscossione sopra la soglia deve estinguerli o rateizzarli entro il termine di adesione, e la verifica richiede l'estratto di ruolo aggiornato: non è una cosa che si fa nell'ultima settimana.
03 · Cosa si ottiene

Che cosa si ottiene aderendo

Il vantaggio non è solo fiscale. È in buona parte la riduzione dell'incertezza, che per chi lavora in proprio ha un valore proprio.

Reddito bloccato

Il maggior reddito effettivo rispetto al concordato non viene tassato. In un biennio di crescita è il beneficio principale.

Limiti agli accertamenti

Per i periodi concordati sono preclusi gli accertamenti di tipo presuntivo, salvo le cause di decadenza.

Benefici premiali ISA

L'adesione dà accesso al regime premiale degli indici sintetici di affidabilità.

Prevedibilità

Sai in anticipo quanto verserai nel biennio: è un dato utile per pianificare gli investimenti.

Imposta sostitutiva sul maggior reddito

Sulla parte concordata eccedente il reddito dichiarato in precedenza si può applicare, a certe condizioni, un'imposta sostitutiva più leggera.

Contributi

La base contributiva segue il reddito concordato, con la facoltà di versare sull'effettivo se superiore.

04 · Il calcolo

Quando conviene e quando no

Il confronto è fra due grandezze: il reddito proposto e quello che ragionevolmente ti aspetti nel biennio. Tutto il resto è contorno.

Situazione attesa nel biennioValutazione
Reddito in crescita rispetto alla propostaConviene: il maggior reddito resta fuori dall'imponibile
Reddito stabile e vicino alla propostaIndifferente sul piano fiscale, positivo su quello della certezza
Reddito in calo previstoRischioso: pagheresti su un reddito che non hai
Attività molto variabile o stagionaleDa valutare con attenzione: la variabilità è il vero nemico del concordato
Investimenti importanti in programmaVa calcolato: gli ammortamenti riducono il reddito effettivo ma non quello concordato
Possibile cessazione dell'attivitàEsistono cause di cessazione, ma vanno verificate prima

Le domande da farsi prima

Il calcolo non è solo aritmetica.

  • Il biennio davanti assomiglia a quello alle spalle?
  • Ci sono contratti già firmati che cambiano il quadro?
  • Sono previsti investimenti che abbassano il reddito?
  • C'è il rischio di perdere il cliente principale?
Facciamo il conto insieme
05 · Le uscite

Quando il concordato si interrompe

Ci sono due strade diverse: la cessazione, che dipende da eventi oggettivi, e la decadenza, che dipende da comportamenti del contribuente.

  • Il concordato cessa in caso di cessazione dell'attività, modifica sostanziale dell'attività svolta, o eventi eccezionali che riducono il reddito oltre una soglia.
  • Il concordato decade se emergono redditi o attività non dichiarati di importo significativo.
  • Decade anche in presenza di violazioni gravi rilevate nei periodi concordati o in quelli precedenti.
  • Decade se non si versa quanto dovuto in base al concordato.
  • In caso di decadenza, gli effetti vengono meno per entrambi i periodi e si torna alla tassazione ordinaria.
  • Il venir meno dei requisiti di regolarità nel corso del biennio va verificato con attenzione.
La decadenza retroattiva è la conseguenza più pesante: si perdono i benefici su tutto il biennio, con ricalcolo delle imposte sui redditi effettivi. È il motivo per cui l'adesione richiede una posizione ordinata, non solo una proposta interessante.
06 · La gestione

Che cosa cambia nella gestione ordinaria

Aderire non semplifica la contabilità: il reddito effettivo va comunque determinato e dichiarato.

  • La contabilità resta quella ordinaria o semplificata secondo il regime: nulla cambia negli obblighi di registrazione.
  • La dichiarazione si presenta indicando sia il reddito effettivo sia quello concordato, che diventa la base imponibile.
  • L'IVA si liquida sulle operazioni reali, senza alcuna relazione con il concordato.
  • Gli acconti si calcolano sul reddito concordato, con una maggiorazione per il primo periodo.
  • Le perdite pregresse e la loro utilizzabilità seguono regole specifiche.
  • I contributi previdenziali si calcolano sul reddito concordato, salva la facoltà di versare sull'effettivo se maggiore, scelta che ha senso in ottica pensionistica.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Se guadagno più del concordato, il maggior reddito è tassato?

No, ed è esattamente il beneficio principale dell'istituto: il reddito effettivo eccedente quello concordato non concorre alla base imponibile delle imposte sui redditi.

Resta però rilevante ai fini IVA, che segue le operazioni reali, e resta da valutare l'effetto sui contributi, dove si può scegliere di versare sull'effettivo per non penalizzare la posizione previdenziale.

E se l'anno va male?

Paghi comunque sul reddito concordato. È il rischio speculare al beneficio, e va accettato consapevolmente.

Esistono cause di cessazione legate a eventi eccezionali che riducono il reddito oltre una soglia rilevante, ma sono circostanze definite: una semplice flessione degli affari non basta.

Posso aderire solo per un anno?

No, l'adesione vincola per l'intero biennio. Non è possibile aderire per il primo anno e uscire per il secondo.

L'uscita anticipata avviene solo per le cause di cessazione o di decadenza previste dalla norma, che non sono a scelta del contribuente.

Aderire mi mette al riparo dai controlli?

In parte. Per i periodi concordati sono preclusi gli accertamenti di tipo presuntivo, che è una tutela concreta.

Restano possibili i controlli su IVA, su ricavi non dichiarati e sulle violazioni che comportano decadenza. Non è uno scudo generale, ma una limitazione mirata di alcune tipologie di accertamento.

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Parliamone

La proposta va guardata insieme ai tuoi numeri attesi, non da sola

Se il biennio davanti è in crescita conviene quasi sempre. Se è incerto o in calo, il conto va rifatto voce per voce.