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Servizi CAF · Famiglia e lavoro

Maternità e congedo parentale

Maternità e congedo parentale sono in realtà quattro istituti diversi, che vengono chiamati tutti "maternità": obbligatorio, facoltativo, riposi, malattia del figlio. Hanno regole, durate e retribuzioni differenti, e si usano meglio se si conoscono prima.

01 · Il congedo di maternità

Il congedo obbligatorio

È il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro attorno al parto. È un obbligo, non una facoltà: il datore non può far lavorare la dipendente in quel periodo.

  • Dura complessivamente cinque mesi, ripartiti fra prima e dopo il parto secondo le opzioni previste.
  • È possibile la flessibilità: posticipare parte del periodo dopo il parto, con certificazione medica.
  • È ammessa, a determinate condizioni sanitarie, l'astensione interamente dopo il parto.
  • L'indennità è pari a una percentuale elevata della retribuzione, anticipata dal datore e conguagliata con l'INPS.
  • Il periodo è coperto da contribuzione figurativa e utile ai fini pensionistici.
  • In caso di gravidanza a rischio è previsto l'anticipo del congedo, con provvedimento dell'autorità competente.
Le lavoratrici autonome e le iscritte alla Gestione Separata hanno diritto all'indennità di maternità con regole proprie: la misura si calcola su parametri diversi e per le autonome non c'è obbligo di astensione effettiva dal lavoro. La domanda va comunque presentata.
02 · Il padre

Il congedo di paternità

Esistono due istituti distinti che riguardano il padre, e vengono spesso confusi.

  • Il congedo obbligatorio del padre non toglie nulla alla madre: è un diritto autonomo.
  • Va comunicato al datore con un preavviso stabilito dalla norma o dal contratto.
  • È fruibile anche a giorni non continuativi, entro il periodo previsto.
  • Spetta anche in caso di adozione e affidamento.
  • Il mancato utilizzo non dà diritto a indennità sostitutiva.
Congedo obbligatorio del padreCongedo alternativo
Quando spettaSempre, alla nascitaSolo in casi determinati: morte o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo
DurataAlcuni giorni, fruibili in modo frazionatoL'intero periodo residuo di congedo di maternità
RetribuzionePienaCome il congedo di maternità
Rapporto con la madreAutonomo, si aggiunge al congedo della madreSostituisce quello della madre
Quando si usaEntro un periodo dalla nascita stabilito dalla normaDal verificarsi dell'evento
03 · Il facoltativo

Il congedo parentale

È il congedo facoltativo che i genitori possono usare nei primi anni di vita del figlio. Qui la programmazione conta, perché la retribuzione non è uniforme.

  1. La durata complessiva

    Un monte di mesi per ciascun genitore, con un tetto complessivo di coppia più basso della somma dei due. Il periodo aggiuntivo spetta solo se entrambi ne fruiscono.

  2. Fino a quale età

    Utilizzabile fino a un'età del bambino stabilita dalla norma, con retribuzione decrescente a seconda del periodo.

  3. La retribuzione

    Alcuni mesi sono indennizzati in misura più alta, altri in misura ridotta, altri ancora non indennizzati salvo limiti di reddito.

  4. Come si usa

    A mesi, a giorni, e in molti contratti anche a ore. La frazionabilità dipende dal contratto collettivo applicato.

La scelta che vale di più

Non tutti i mesi valgono uguale.

  • I mesi meglio indennizzati vanno usati per primi
  • Il periodo aggiuntivo di coppia si perde se lo usa un solo genitore
  • Alcuni mesi vanno consumati entro un'età precisa del bambino
  • La frazionabilità a ore, dove prevista, consente di coprire più tempo con lo stesso monte
Programmiamolo insieme
04 · Le ore quotidiane

Riposi giornalieri e malattia del figlio

Sono due istituti minori ma molto usati, che si affiancano al congedo parentale senza consumarlo.

  • I riposi giornalieri, storicamente detti per allattamento, spettano nel primo anno di vita del bambino, in misura oraria variabile con la durata del turno.
  • Spettano anche al padre in casi determinati, e a entrambi in caso di parto plurimo.
  • Sono retribuiti per intero e non riducono il monte del congedo parentale.
  • Il congedo per malattia del figlio è illimitato fino a una certa età e limitato oltre, ma non è indennizzato.
  • È comunque coperto da contribuzione figurativa, entro i limiti previsti.
  • Serve il certificato del pediatra, e i due genitori non possono usarlo negli stessi giorni.
Il congedo per malattia del figlio non è retribuito, e per questo viene poco usato. Ha però un vantaggio: è illimitato nei primi anni, non consuma né ferie né congedo parentale, e nei periodi difficili è l'unico strumento che consente di stare a casa senza intaccare le altre tutele.
05 · Come si chiede

Come si presentano le domande

Tutte le domande passano dall'INPS, con procedura telematica, e vanno presentate prima dell'inizio del periodo.

  • La domanda si presenta con SPID o CIE, oppure tramite CAF o patronato con delega.
  • Va comunicata anche al datore di lavoro, con il preavviso previsto dal contratto collettivo.
  • Il congedo non si chiede a posteriori: i giorni già fruiti senza domanda rischiano di essere trattati come assenza ingiustificata.
  • Per il congedo di maternità serve il certificato telematico di gravidanza trasmesso dal medico.
  • L'indennità è di regola anticipata dal datore in busta paga e conguagliata; in alcuni casi è pagata direttamente dall'INPS.
  • Gli autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata ricevono il pagamento diretto.
06 · I diritti collegati

Le tutele che si accompagnano

Attorno ai congedi esiste un sistema di tutele che vale la pena conoscere, perché protegge nei momenti in cui si è più esposti.

Divieto di licenziamento

Opera dall'inizio della gravidanza fino a un'età del bambino stabilita dalla norma, con poche eccezioni tassative.

Convalida delle dimissioni

Le dimissioni rese nel periodo tutelato richiedono convalida presso l'Ispettorato, a pena di inefficacia.

Diritto alla NASpI

Le dimissioni rese nel periodo tutelato aprono il diritto alla NASpI, a differenza di quelle ordinarie.

Divieto di lavoro notturno

Dall'accertamento della gravidanza fino a un'età del bambino, e per il genitore unico affidatario.

Cambio di mansioni

Se le mansioni sono pregiudizievoli, il datore deve adibire a mansioni diverse senza riduzione della retribuzione.

Assegno unico

Spetta dal settimo mese di gravidanza: la domanda si può presentare in anticipo. Vedi assegno unico.

Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Il congedo parentale me lo pagano tutto?

No, e questa è la differenza principale rispetto al congedo di maternità obbligatorio. Alcuni mesi sono indennizzati in misura più alta, altri in misura ridotta, altri non sono indennizzati salvo condizioni di reddito.

Per questo l'ordine con cui si usano i mesi conta: partire da quelli meglio indennizzati, e verificare entro quale età del bambino vanno consumati, può fare una differenza rilevante sul totale percepito.

Il congedo del padre toglie giorni alla madre?

No. Il congedo obbligatorio di paternità è un diritto autonomo del padre e si aggiunge al congedo di maternità della madre, senza ridurlo.

Diverso è il congedo parentale, dove esiste un tetto complessivo di coppia inferiore alla somma dei due monti individuali. Lì le scelte dei due genitori si influenzano.

Sono una libera professionista. Ho diritto alla maternità?

Sì. Le lavoratrici autonome e le iscritte alla Gestione Separata hanno diritto all'indennità di maternità, calcolata su parametri propri e pagata direttamente dall'INPS.

Chi è iscritto a una cassa professionale segue invece il regolamento della propria cassa, che ha regole e importi differenti. In entrambi i casi la domanda va presentata: non è automatica.

Posso chiedere il congedo dopo averlo già preso?

No, la domanda va presentata prima dell'inizio del periodo. I giorni fruiti senza domanda rischiano di essere trattati come assenza ingiustificata, con conseguenze anche disciplinari.

Se per un'emergenza sei stata costretta ad assentarti, presenta la domanda il prima possibile e informa il datore: la regolarizzazione è più facile se avviene subito.

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