Cambiare commercialista
Richiesta dei documenti, deleghe e tempi del subentro.
Apri30 settembre 2026 · Lo studio
Molte persone rimandano il cambio di commercialista perché temono complicazioni: documenti che non arrivano, scadenze che saltano, rapporti da chiudere. In realtà il subentro è un passaggio ordinato, con pochi punti da non sbagliare. Qui li trovi in sequenza, dal momento giusto per cambiare alla verifica della posizione.
Non esiste una data obbligata per cambiare professionista, e non serve una procedura formale presso l'Agenzia delle Entrate. Serve però scegliere il momento, perché cambiare a metà di un adempimento significa dividerlo tra due persone.
I momenti più ordinati sono due. Il primo è la chiusura dell'anno: il precedente professionista completa le registrazioni fino al 31 dicembre, il nuovo parte da gennaio. Il secondo è dopo l'invio delle dichiarazioni: l'anno precedente è chiuso anche sul piano dichiarativo e il nuovo studio lavora su un periodo pulito.
Cambiare a ridosso di una scadenza importante è possibile, ma richiede di stabilire per iscritto chi fa che cosa. I dettagli su tempi e modalità sono nella pagina su come cambiare commercialista a Torino.
Si definisce con il nuovo professionista il perimetro del lavoro e il compenso, che viene comunicato prima di iniziare.
Informi il precedente professionista della chiusura del rapporto; il nuovo, come prevedono le regole deontologiche, gli comunica il subentro.
Si concorda una data per la consegna di documenti, scritture e archivi, con un elenco di ciò che viene restituito.
Si revocano le deleghe telematiche precedenti, si conferiscono le nuove e si aggiorna il canale di ricezione delle fatture.
I documenti sono tuoi, e le regole deontologiche della professione prevedono che vengano restituiti al cliente. Conviene preparare un elenco e chiedere che la consegna avvenga in forma ordinata, anche digitale.
Buona parte del lavoro di uno studio passa da deleghe telematiche: accesso al cassetto fiscale, consultazione delle fatture elettroniche, posizione INPS, invio degli F24. Nel subentro le deleghe vanno revocate al precedente intermediario e conferite al nuovo, con le modalità previste da ciascun ente.
Un passaggio spesso trascurato riguarda le fatture elettroniche. Se il canale di ricezione indicato ai fornitori, o registrato presso l'Agenzia, porta al software del vecchio studio, le fatture continueranno ad arrivare lì. Va aggiornato subito, e va verificato che le fatture già ricevute restino consultabili e conservate a norma.
Lo stesso vale per la PEC: se era gestita dallo studio precedente, occorre riprenderne il controllo o attivarne una nuova e comunicarla dove serve, a partire dal Registro Imprese per chi vi è iscritto.
Il rapporto con il precedente professionista si chiude regolando i compensi per il lavoro effettivamente svolto. Se ci sono lavori avviati e non completati, per esempio una dichiarazione in preparazione, va stabilito per iscritto chi la completa e la trasmette, per evitare doppi invii o, peggio, nessun invio.
Esempio illustrativo: cambi professionista a maggio. Il precedente ha registrato la contabilità dell'anno prima ma non ha ancora trasmesso la dichiarazione. Le strade sono due: la completa lui, e il nuovo parte dall'anno in corso; oppure il nuovo riceve le scritture e prepara la dichiarazione. Entrambe funzionano, purché la scelta sia chiara a tutti.
Per una società il subentro ha qualche passaggio in più. Oltre alle scritture contabili vanno consegnati i libri sociali e i verbali delle decisioni, i bilanci depositati con le ricevute, la documentazione sulle quote e sugli eventuali finanziamenti dei soci. Se il bilancio dell'ultimo esercizio è in preparazione, va stabilito chi lo redige e chi cura il deposito al Registro Imprese.
Se ci sono dipendenti, le buste paga sono spesso seguite da un consulente del lavoro diverso dal commercialista. In quel caso il cambio non lo riguarda, ma il nuovo studio deve ricevere i dati che servono per le ritenute, le certificazioni e la dichiarazione dei sostituti d'imposta, in modo che i flussi restino coerenti.
Esempio illustrativo: una SRL cambia studio a gennaio. Il precedente completa le registrazioni fino al 31 dicembre e consegna il bilancio di verifica; il nuovo redige il bilancio, lo porta in approvazione e cura le dichiarazioni dell'anno.
Ricevuti i documenti, il nuovo studio fa una verifica della posizione: versamenti nel cassetto fiscale, avvisi e comunicazioni pendenti, rateazioni in corso, crediti disponibili, eventuali adempimenti rimasti aperti. Non è un giudizio sul lavoro di chi c'era prima: è il modo per sapere da dove si parte.
Se dalla verifica emerge qualcosa da sistemare, un versamento mancante o una comunicazione non trasmessa, ci sono strumenti come il ravvedimento operoso per rimediare con sanzioni ridotte. Prima si scopre, meno costa.
Tutti i passaggi, con i tempi indicativi e le domande che ricorrono, sono raccolti nella pagina su come cambiare commercialista.
È buona pratica che tu lo informi della chiusura del rapporto. Il nuovo professionista, a sua volta, comunica il subentro al collega, come prevedono le regole deontologiche. Una comunicazione scritta, anche via PEC o email, lascia traccia di date e accordi.
I documenti del cliente vanno restituiti. Eventuali compensi non pagati si regolano per le vie ordinarie, non trattenendo la documentazione. Se la consegna tarda, una richiesta scritta con un elenco preciso di solito sblocca la situazione.
No, se il passaggio è ordinato. I rischi nascono dalle lacune: una scadenza che nessuno segue nel periodo di transizione, una delega non conferita, una fattura che arriva nel canale sbagliato. Per questo conviene stabilire una data di passaggio precisa.
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