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30 settembre 2026 · IMU

IMU a Torino: i casi che creano più dubbi

La regola generale dell'IMU si spiega in una frase: si paga sugli immobili posseduti, tranne l'abitazione principale non di lusso e le sue pertinenze. I dubbi nascono quando la vita reale non coincide con la regola: due coniugi con due case, una casa data a un figlio, un'eredità, una separazione. Qui trovi i casi che tornano più spesso.

01 · Il punto di partenza

La regola di base dell'IMU a Torino, in breve

Paga l'IMU chi possiede un immobile a titolo di proprietà o di altro diritto reale, come l'usufrutto o il diritto di abitazione. È esente l'abitazione principale, cioè quella in cui il possessore ha la residenza anagrafica e la dimora abituale, se non appartiene alle categorie catastali di lusso, insieme a un numero limitato di pertinenze.

Il versamento si divide in acconto e saldo, a giugno e a dicembre, con le aliquote deliberate dal Comune di Torino per l'anno in corso. Il calcolo passo per passo, con la base imponibile e il modello F24, è nella pagina sull'IMU a Torino. I casi che seguono sono quelli in cui applicare la regola richiede una verifica.

02 · Primo caso

Coniugi con residenze diverse

Per anni la regola è stata che un nucleo familiare potesse avere una sola abitazione principale esente. Dopo una sentenza della Corte costituzionale del 2022, l'esenzione si lega al singolo possessore: se ciascun coniuge ha davvero residenza e dimora abituale in una casa diversa, ciascuno può considerare la propria come abitazione principale.

La parola chiave è davvero. Residenze anagrafiche separate a cui non corrisponde una vita separata non bastano, e il Comune può verificarlo, per esempio attraverso i consumi delle utenze. Se la situazione è reale, conviene conservare la documentazione che la dimostra.

03 · Secondo caso

Box, cantine e soffitte: quante pertinenze sono esenti

Sono esenti, insieme all'abitazione principale, le pertinenze nella misura massima di una per ciascuna categoria catastale C/2 (cantine e soffitte), C/6 (box e posti auto) e C/7 (tettoie). Conta la categoria, non la distanza o l'uso.

Esempio. Possiedi l'appartamento in cui vivi, una cantina e due box. Sono esenti la cantina e uno dei due box; il secondo box paga l'IMU come un immobile diverso dall'abitazione principale. Se la cantina fosse accatastata insieme all'appartamento, nella stessa unità, conterebbe già con questo, e uno spazio accatastato a parte in C/2 sarebbe la seconda pertinenza di quella categoria.

04 · Terzo caso

La casa data in comodato al figlio o ai genitori

Dare una casa in uso gratuito a un figlio non la trasforma in abitazione principale di chi la possiede: l'IMU resta dovuta. È prevista però una riduzione del 50% della base imponibile quando il comodato è tra genitori e figli e ricorrono tutte le condizioni stabilite dalla legge.

Le condizioni sono stringenti: contratto di comodato registrato, uso come abitazione principale da parte del comodatario, limiti sul numero di abitazioni possedute dal comodante e sulla loro collocazione, esclusione delle categorie di lusso. Basta che ne manchi una per perdere la riduzione. Il dettaglio è nella pagina sul comodato d'uso gratuito.

05 · Quarto caso

La casa affittata a canone concordato

Chi affitta con un contratto a canone concordato, stipulato secondo gli accordi territoriali di Torino, ha diritto a un'IMU ridotta al 75% di quella che si pagherebbe con l'aliquota deliberata dal Comune. È una delle agevolazioni che si dimenticano più spesso, perché va applicata dal proprietario nel calcolo del proprio versamento.

Esempio con numeri tondi e puramente illustrativi: se l'IMU calcolata con l'aliquota comunale fosse di 1.000 euro l'anno, con il canone concordato se ne verserebbero 750. Il contratto deve rispettare i requisiti dell'accordo territoriale, e in alcuni casi serve l'attestazione di rispondenza. Ne parla la pagina sul canone concordato.

06 · Quinto caso

Immobile ereditato: chi paga e da quando

Con l'apertura della successione gli eredi diventano possessori pro quota, e l'IMU è dovuta da ciascuno in proporzione alla propria quota e ai mesi di possesso, dalla data del decesso. Non occorre aspettare la dichiarazione di successione o la voltura catastale.

C'è un'eccezione importante: al coniuge superstite spetta per legge il diritto di abitazione sulla casa familiare. In quel caso è lui il soggetto tenuto all'IMU, e se la casa è la sua abitazione principale non di lusso l'imposta non è dovuta; i figli, pur essendo eredi, non la pagano su quell'immobile. Per gli adempimenti collegati c'è la pagina sulla dichiarazione di successione.

07 · Sesto caso

Separazione: la casa assegnata a uno dei due

Quando il giudice assegna la casa familiare a uno dei coniugi, di solito quello con cui vivono i figli, il coniuge assegnatario diventa il soggetto tenuto all'IMU, anche se la proprietà è dell'altro o di entrambi. Per l'assegnatario quella casa è abitazione principale, e se non è di lusso l'imposta non si paga.

Il coniuge che ha lasciato la casa non paga l'IMU su quell'immobile, ma dovrà valutare la propria posizione per la nuova abitazione. È un caso in cui il provvedimento di assegnazione va conservato e, se necessario, segnalato con la dichiarazione IMU.

08 · Settimo caso

Immobili inagibili o inabitabili

Per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili, e di fatto non utilizzati, la base imponibile si riduce del 50% per il periodo in cui sussistono le condizioni. Non basta che la casa sia vecchia o da ristrutturare: serve un degrado strutturale che non si supera con la manutenzione ordinaria o straordinaria.

L'inagibilità va accertata dall'ufficio tecnico comunale oppure dichiarata con una dichiarazione sostitutiva, secondo le regole del Comune. Senza questo passaggio la riduzione non si applica, anche se l'immobile è effettivamente vuoto.

09 · Rimediare

Se ti accorgi di aver pagato in modo sbagliato

Se hai versato meno del dovuto, per esempio perché hai considerato esente il secondo box, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando l'imposta con sanzioni ridotte e interessi: prima intervieni, minore è la sanzione. La pagina sull'IMU non pagata spiega come si calcola.

Se invece hai versato più del dovuto, perché non avevi applicato una riduzione che ti spettava, si può chiedere il rimborso al Comune nei termini previsti. Per rivedere il calcolo completo e le scadenze dell'anno, torna alla guida sull'IMU a Torino.

Aliquote, riduzioni comunali e modalità di dichiarazione si verificano sempre secondo la delibera del Comune di Torino e le regole dell'anno in corso. Gli esempi sono semplificati.
Domande frequenti

Le domande che ricorrono

Devo presentare la dichiarazione IMU?

Solo in alcuni casi: quando le variazioni non risultano già dai dati catastali o dagli atti notarili, o quando si applicano riduzioni e agevolazioni che il Comune non può conoscere altrimenti, come alcune situazioni di comodato o di assegnazione della casa. Va valutato caso per caso.

Chi paga l'IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?

L'usufruttuario. Il nudo proprietario non è tenuto al versamento finché dura l'usufrutto. Se l'immobile è l'abitazione principale dell'usufruttuario e non è di lusso, l'imposta non è dovuta.

Se vendo casa a metà anno, pago l'IMU per tutto l'anno?

No: l'imposta si divide in base ai mesi di possesso tra venditore e acquirente, secondo le regole di calcolo previste. Ciascuno versa la propria parte, per la quota di anno in cui ha posseduto l'immobile.

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